Non sono stati gli abitanti di New Iberia a crocifiggere materialmente il sindacalista Jack Flynn, eppure il peso di quel crimine grava sulla comunità come un peccato collettivo. Dave sapeva, in quella terribile alba impressa a fuoco nella sua memoria, che la crocifissione davanti ai suoi occhi non era un semplice omicidio, ma la spia di un male più grande e capillare, che affondava le radici, come un albero acquatico, nei segreti di una terra del Sud dove il passato non è mai davvero passato.
Trentanni dopo, Megan, la figlia di Flynn, è tornata al bayou. Trentanni dopo, lunica giustizia è ancora la violenza. Lo stupro di una ragazza nera è stato punito con il massacro dei colpevoli da parte di due misteriosi poliziotti bianchi. Quando Dave comincerà a indagare, capirà che i recenti fatti di sangue nella sua cittadina sono parte di un disegno più complesso le cui fila rimandano tutte a quella crocifissione.
James Lee Burke è un maestro nel restituirci il più vivido sud degli Stati Uniti. Lo splendore della Louisiana, le luci forti delle sue lunghe giornate che illuminano di ombre il bayou, i combattimenti di galli, i latifondi sconfinati contesi da politici corrotti e mafiosi senza scrupoli, i segreti che riposano nella acque placide e pigre del Mississippi. Il detective Robicheaux, ex alcolizzato, ex agente della squadra omicidi di New Orleans e veterano del Vietnam, con il suo senso incrollabile della verità, vede e racconta il male che pesa e agisce su tutti come una mano oscura.
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