Jean-Louis Fournier "Io, Dio"
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Io, Dio
di Jean-Louis Fournier

traduzione di Luigi Cojazzi e di Alessandra Maestrini
Pag. 160 - Euro 8,00
ISBN 88-8237-107-7

le recensioni...

Dio ha finito il mondo, ha maturato i suoi anni di anzianità e si prepara finalmente ad andare in pensione.
Ora abita con san Pietro all’ultimo piano di un altissimo condominio, vicino al cielo, sopra alle nuvole e sopra ai suoi inquilini, gli uomini, in un alloggio sontuosamente arredato.
Ma nonostante questo s’annoia.
Oltretutto Dio è infastidito dagli uomini. Non sono più quelle creature belle e pure di cui tanto andava orgoglioso in principio. Volgari, confusionari, arroganti, i suoi inquilini cominciano a seccarlo. Poi con tutto il casino che fanno, non si riesce proprio a chiudere occhio. Non meritano tutti quei regali che hanno ricevuto.
"Li avete viziati troppo," gli rimprovera san Pietro.
Allora Dio decide di passare ad affliggere l’esistenza umana. E invece di moltiplicare pani e pesci, pensa bene di mettersi a moltiplicare le sventure.
Incoraggiato da san Pietro, dà vita a un diluvio di perniciose invenzioni: dalle zanzare alla sovrappopolazione, dai sensi di colpa alle guerre di religione, dai piccioni al petrolio, dagli incidenti d’auto ai McDonald. E nel caso all’inizio gli fosse scappata qualche piacevolezza di troppo, mette particolare cura nel peggiorare le amenità esistenti: così dopo il cioccolato inventa i brufoli, dopo l’amore la noia, dopo la radio di Marconi la tv di Berlusconi.
Alle prese con un Dio capriccioso e politicamente piuttosto scorretto, Jean-Louis Fournier ci regala un piccolo trattato di teologia umoristica, in salsa agrodolce, che ci spiega finalmente come – il giorno che Dio si è stancato di noi – hanno avuto origine alcune delle calamità che affliggono i nostri tempi.