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"Uno degli scrittori di noir più interessanti di Francia
Da leggere dun fiato"
(il Venerdì)
"In questo romanzo di Frégni non meno che negli affreschi narrativi di Simenon e nei mortali proiettili di Malet commuove il profondo, naturale disgusto per ogni sentimento borghese. Per Frégni, come per Manchette e Izzo i maestri del noir figlio del 68, eversivo e ingovernabile la scrittura è unopzione morale e lo stile è tutto."
(Enzo Di Mauro, il manifesto)
"Passavamo intere giornate a camminare tra le colline di Sainte Victoire. Abbiamo scoperto una casa abbandonata. Facevamo lamore sul prato lì davanti e poi prendevamo il sole. Ma quando è arrivata lestate, ho sentito qualcosa incrinarsi. Mathilde era sfuggente, sempre più distratta, ciò che le raccontavo non la interessava più
"
Nella cella 318 del carcere di Marsiglia, Gabriel Bove vive con il fantasma della donna che ha ucciso, e che dipinge in una serie di ritratti inquietanti. Da anni non parla con nessuno, e non approfitta neanche dellora daria.
Ralph è uno scrittore fallito che proprio in quel carcere tiene un corso di scrittura creativa. E lì conosce Gabriel, senza sapere ancora che quellincontro gli cambierà la vita.
Attratto da un universo che lo seduce e lo spaventa, Ralph decide che lunico modo per salvare Bove è farlo scappare. Ma come organizzare levasione di una persona che non nutre più alcun interesse per la propria esistenza?
La città delloblio è la storia di unossessione dagli esiti imprevedibili, raccontata con una logica inconfutabile e unironia disarmante. Immerso nel fascino viscoso dellestate marsigliese, uno dei noir francesi più originali degli ultimi anni.
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