...e la storia di uno dei tanti amici di Tom:
David Duncan era venuto alla luce già invisibile. Linfermiera aveva lavato via il sangue e i residui di placenta, e non aveva trovato nessuno. Quandera piccolo, sgusciava sempre fuori dai pannolini, e i suoi genitori per trovarlo dovevano aspettare di sentirlo piangere per la fame. Essendo quasi morti dalla preoccupazione avevano preso la drastica decisione di dipingerlo di blu.
Avevano continuato a dipingerlo di blu, usando una tintura ad acqua non tossica, finché non aveva compiuto cinque anni.
E il primo giorno di scuola avevano lasciato a lui la decisione rimanere blu oppure ritornare al suo stato naturale di invisibilità.
David era andato in bagno. Mancava unora allarrivo dello scuolabus. Aveva riempito dacqua il lavandino. Si era lavato via tutto il blu e si era guardato allo specchio. Mentre si lavava i denti, aveva osservato lo spazzolino librarsi a mezzaria. Ne era rimasto terrorizzato. Aveva deciso di rimanere blu.
Così aveva frequentato la scuola sempre dipinto di blu. Non si era fatto nessun amico ed era diventato il Reietto Blu.
Durante tutto il liceo Reietto Blu aveva resistito alla tentazione di infilarsi nello spogliatoio delle ragazze. Non era mai andato a sbirciare nel registro dellinsegnante. E aveva sempre pagato il biglietto per andare al cinema.
Diplomatosi con una mediocre votazione, aveva trovato lavoro in un call center e aveva preso un miniappartamento in una laterale di Church Street. Conduceva una vita solitaria. Ogni mattina si dipingeva regolarmente di blu, come altri si radono. Nessuno aveva mai sospettato che fosse invisibile. Pensavano solo che fosse un tipo strambo.
E poi un giorno, un mercoledì, Reietto Blu aveva fatto tardi al call center. Aveva dovuto aspettare lautobus delle sei e zero quattro. Di solito prendeva quello delle cinque e un quarto. E laveva vista. Era difficile che passasse inosservata: era arancione.
Reietto Blu era in fila per salire dalla porta anteriore. Esilio Arancione stava scendendo dalla porta posteriore. Per un istante i loro sguardi si erano incrociati, ma niente di più.
Reietto Blu aveva cambiato abitudini. Aveva cominciato a prendere ogni giorno lautobus delle sei e zero quattro. Reietto Blu ed Esilio Arancione si dimostravano un reciproco interesse sempre crescente. I loro sguardi si incrociavano per periodi sempre più lunghi. Reietto Blu cercava di essere lultimo a salire sullautobus. Esilio Arancione faceva in modo di essere la prima a scendere. Si scambiavano un cenno di saluto quando si incrociavano per strada. Non si erano ancora parlati né si erano presentati. Non sembrava essere così urgente.
Andavano avanti così da sei settimane, quando un giorno si scatenò una tempesta sulla città. Ai primi rovesci era seguita una pioggia battente. Un fulmine era caduto vicino al call center di Reietto Blu. Erano le sette e mezza. Aveva perso lautobus delle sei e zero quattro. Era rimasto da solo in ufficio. Il tuono era rimbombato nella stanza. Lui era andato alla finestra per vedere se cerano stati danni.
In quel momento esatto anche Esilio Arancione stava guardando fuori dalla finestra del suo appartamento. Il call center e lappartamento di Esilio Arancione erano uno di fronte allaltro, al secondo piano di due edifici adiacenti.
Reietto Blu aveva guardato Esilio Arancione. Un fulmine aveva illuminato il cielo. Esilio Arancione si era infilata un dito in bocca. Lo aveva tirato fuori. Non era più arancione. Era invisibile. Laveva teso in avanti perché Reietto Blu potesse vederlo.
Reietto Blu aveva iniziato a piangere. Le lacrime gli tracciavano solchi di invisibilità sulla faccia. Si era allontanato dalla finestra e si era spogliato. Nudo, era sceso al piano terra, era uscito sotto la pioggia e aveva guardato dallaltra parte della strada dove dei piedi color arancio e delle gambe color arancio erano fermi in una pozza color arancio.