"Unaltra perla di Hugues Pagan"
(Massimo Carlotto)
La notizia di una prostituta brutalmente uccisa è di quelle che scorrono veloci nei notiziari: poche righe, delitto irrisolto, caso chiuso. Chess è un ex sbirro dellUsine, con lanima piena di cicatrici e gli occhi persi nel fondo di una bottiglia di rhum, ma la morte la fiuta meglio di chiunque altro. E quando Fortune, il magnaccia della prostituta massacrata, gli chiede di trovare lassassino, accetta lincarico sfoderando il vecchio istinto da cacciatore di taglie.
Comincia nel modo più sporco unindagine imbevuta di ombre e di un amore pieno di malinconia: quello per Dinah, una donna divisa tra il freddo marziale della polizia parigina e il bisogno di sentirsi importante per luomo che ama ancora. Sarà lei a tenere Chess per mano, lavandogli le ferite inferte dalla ricerca disperata di un colpevole che sfugge come nebbia fra le mani. E mentre il male alligna fra i bistrot imbottiti di blues che sbiadiscono nelle tinte di grafite dellalba, Chess rovista come un lupo notturno fra le pieghe di una città popolata da angeli neri e criminali da due soldi per scoprire che la cancrena della violenza è arrivata a corrompere anche la Polizia.
Nel secondo episodio del ciclo inaugurato con Dead End Blues, Hugues Pagan ritrae una Parigi trasfigurata e vampiresca, teatro silenzioso di uninquietante danza macabra che diventerà, un passo dopo laltro, la discesa lungo la china di un inferno urbano.
|