Storie di nazi e di sbirri, di ultras e di hacker, di tossici e di combattimenti di cani, di infiltrati e papponi, di pestaggi e tradimenti.
Uno stile secco, livido, esasperato, per raccontare Napoli e le sue vene aperte.
Un attraversamento di quel sottobosco degradato e disturbante che non arriva nemmeno al livello della criminalità organizzata.
Svastica tatuata sul braccio e testa rasata, il protagonista di questo libro si guadagna da vivere craccando i siti delle banche, per poi dividersi tra la curva e le chat erotiche. Cè anche il Fronte, naturalmente, dove lideologia si mescola alla violenza, e lodio è così esacerbato da aspirare in un unico vortice nemici di ogni sorta compagni e borghesi, celerini e tifosi avversari.
Poi qualcosa va storto, ti ritrovi piantato lì dai tuoi amici, gli sbirri addosso e la prospettiva di Poggioreale che si apre davanti. E non è la tua testa che vogliono, ma quella di uno più in alto di te. Marcire o tradire?
Petrella devasta ogni confine tra il bene e il male, tra buoni e cattivi, per raccontarci una città dove più non esistono certezze.
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