...


E morì a occhi aperti (Factory 1)
di Derek Raymond

traduzione di Filippo Patarino
ED. BROSSURA
Pag. 254 - Euro 14,00
ISBN 88-8237-153-1

ED. TASCABILE
Pag. 288 - Euro 8,00
ISBN 88-8237-179-1

i giornali hanno scritto...

PRIMO ROMANZO DELLA FACTORY

"Un noir di altissima classe." La Repubblica

"Un autore di culto, bellissimo libro." Il Corriere della Sera

"Non è un romanzo qualunque, ma un capolavoro." Valerio Evangelisti

"COMPRATE QUESTO LIBRO, STRAVOLGERÀ TUTTI I VOSTRI CONCETTI SUL NOIR." Niccolò Ammaniti

Primo romanzo della celebre serie della Factory che ha fatto conoscere al mondo del noir il talento di Derek Raymond, E morì a occhi aperti si apre con il massacro spietato e metodico del corpo di un uomo di mezz’età, gettato in un cespuglio come spazzatura. Mentre gli rompevano le ossa a una a una, sembra che la vittima, Charles Staniland, abbia assistito con passiva rassegnazione alla propria morte. A Londra i casi del genere, sordidi e insignificanti, sono pane per la A14: Sezione Delitti Irrisolti.
Il Sergente senza nome, senza nessuna velleità di carriera, ma con un interesse profondo per coloro che dalla vita sono stati calpestati e sconfitti, inizia così una discesa nelle paludi di una tragedia individuale, che affonda le radici nelle degradate periferie londinesi. Un’indagine anomala, condotta attraverso l’ascolto dei nastri su cui Staniland ha registrato la propria deriva. Confondendosi, nella banalità del male quotidiano e ordinario, con un’umanità meschinamente malevola, per capire la ragione di quel delitto, il sergente dovrà compiere un’immedesimazione quasi totale con la vittima. Arrivando a scivolare sulle sinuose curve della storia d’amore che aveva accompagnato Staniland verso la morte, fino a ricongiungersi in un crudele abbraccio con i suoi carnefici.
Con Derek Raymond il noir deraglia dai percorsi classici dell’indagine poliziesca, per diventare un’analisi lucida e quasi insopportabile dell’esistenza, nelle sue derive inesorabili e crudeli, nella grigia assenza di ogni meta plausibile. La carne livida di un uomo morto riprende dignità e vita, mentre il ruvido protagonista, e il lettore, vedono la verità attraverso i suoi stessi occhi aperti.


dello stesso autore...
APRILE È IL PIÙ CRUDELE DEI MESI (Factory 1) COME VIVONO I MORTI (Factory 3) IL MIO NOME ERA DORA SUAREZ (Factory 4) IL MUSEO DELL’INFERNO (Factory 5)
ATTI PRIVATI IN LUOGHI PUBBLICI GLI INQUILINI DI DIRT STREET QUANDO CALA LA NEBBIA ROSSA (Factory 6)