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Ognuno ha il suo modo di affrontare il destino. Quello di Geremia può sembrare bizzarro. Ma che importa a Geremia del giudizio affrettato di gente che si sofferma a consultare loroscopo? Quello che conta per lui è proteggere le sue due deliziose compagne di vita dalle minacce e dai pericoli in agguato. Farebbe qualsiasi cosa per tenersele strette, per cullarle a sé.
Cè chi tornando dal lavoro trova stanze vuote e silenziose, lui no. Loro sono arrivate nella sua casa dal nulla, come un dono miracoloso. E ora ridono, si lasciano accarezzare, si affidano a lui. Servono dei riti, da celebrare senza vergogna, per impedire agli estranei di avvicinarsi. Perché queste sue bellissime, fragili compagne, sono inermi. Come farfalle appena nate, come fiori appena dischiusi, come volubili fate aggrappate a lui, protettore e amante.
La penna di Enrico Unterholzner è limpeccabile strumento per spiegare linspiegabile. Aggraziata, leggera, gentilmente ironica. È calviniano il suo modo di animare anche laria, fino a che le piccole cose iniziano a raccontare storie, a germogliare verità sulla fragilità umana che accomuna tutti, costringendo a riconoscersi nei segreti che, gelosamente, teniamo dietro le nostre porte.
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