Alias/il manifesto, 5 febbraio 2000 |
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Rick e Anne vivono felici nella grande casa del Connecticut appena acquistata, in attesa che un altro pargolo venga a far compagnia al loro piccolo Charlie. Ma quella notte Rick si sveglia al pensiero che "le cose belle possano capitare solo per venire strappate via, in base a qualche sadico principio manicheo". Poi, però, si rassicura: esiste davvero un mondo simile?
Ebbene, sì: esiste.
Da qualche parte, nelle sconosciute dimensioni spazio-temporali delluniverso o nella nostra psiche, nelle tante "corsie parallele" che la compongono e che, per qualche ignota interferenza, a volte sintersecano provocando guai a non finire.
Rick avrà modo di accorgersene, catapultato come i lettori nei fiotti felici e trainanti della penna di Ambrose - ex avvocato, ora scrittore e sceneggiatore di meritata fama - che, in questo avvincente thriller psicologico, si avventura nei labirinti oscuri e vicinissimi della "doppia dimensione".
Geraldina Coletti
www.artdust.net, 3.3.08 |
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Nonostante il suo splendente curriculum (attore, scrittore e regista di drammi teatrali, produttore di commedie, sceneggiatore, collaboratore dellObserver ed in passato supporto per grandi artisti come Orson Welles), il mefistofelico David Ambrose dobbiamo averlo preso in considerazione in ben pochi curiosi giusto ai tempi del mozzafiato Superstizione, nonostante abbia scritto altri romanzi (di non facile reperibilità).
Luomo che credeva di essere se stesso risale al 1993, ma da noi è arrivato, grazie alla solita ed impagabile Meridiano zero, nel 2006.
Meglio tardi che mai, perchè il romanzo, assolutamente non etichettabile come genere, è avvincente, intrigante, complicato come ci si aspetta da Ambrose, eppure con il ritmo dei migliori dei thriller.
Pur non arrivando ai vertici di complessità narrativa di Superstizione, ne anticipa alcuni dei temi portanti: lesistenza di universi paralleli, le possibilità impossibili offerte dalle teorie della fisica quantistica, la distruzione del modo comune di intendere e percepire la realtà.
Anche se privo dellaffascinante aura di paranormale ed occultismo dellaltro testo, comunque lingegnoso mix di fisica quantistica e psichiatria (sorge persino il dubbio che Richard Kelly lo abbia letto prima di scrivere Donnie Darko) risulta ugualmente stupefacente, in particolare se vi piacciono le storie costruite come rompicapo o, meglio ancora, a scatole cinesi.
Rick Hamilton, durante unimportante riunione di lavoro, "riceve" una premonizione confusa su un pericolo incombente sulla moglie.
Ritornando a casa in preda al panico scopre che la sua bella ed amorevole Anne, insieme al figlio Charlie, è stata travolta da un camion e ha giusto il tempo di baciarla per unultima volta.
Il dolore e lo shock ne causano lo svenimento; si risveglia in un letto dospedale, dove apparentemente nulla è differente dal solito, finchè chiedendo notizie del figlio Charlie riceve unincomprensibile risposta da una rediviva (e quasi impercettibilmente cambiata) Anne: "Nostro figlio? Tesoro, noi non abbiamo figli".
Rick rischierà la pazzia accorgendosi di vivere unesistenza analoga, ma non identica, a quella passata; la versione da incubo, deprimente e noiosa di una vita che sembra essersi dissolta in unaltra dimensione.
Lentamente tutti si convincono che Rick sia in preda ad un delirio psicotico e solo una psichiatra cieca fornirà, involontariamente, loccasione per iniziare a comprendere quello che è accaduto.
Quando un secondo Rick inizierà a parlare nella sua mente, proponendogli una sconvolgente verità, il protagonista dovrà affrontare lipotesi che qualcosa di inconcepibile si sia verificato e che quella voce sia una persona reale, e non una parte del suo subconscio malato.
Da questo punto in poi il testo è un susseguirsi di twist narrativi, colpi di scena senza una pausa, intersecarsi di vite parallele e di infinite possibilità sullo svolgimento dei fatti.
Se siete disposti ad accettare il fatto che la realtà è spiegabile attraverso teorie che implicano conseguenze difficilmente immaginabili, il libro vi divertirà.
Lempatia che si stabilisce tra i due Rick mette in atto duetti verbali brillanti e quando lalternanza (o il sovrapporsi!) di mondi paralleli si rende finalmente possibile, Ambrose può sfoggiare tutta la sua abilità di sceneggiatore, riuscendo nellarduo compito di rendere con un linguaggio fluido e semplice, al limite del didascalismo, un intreccio narrativo livellato su più piani temporali e spaziali, senza che mai si perda un solo tassello di un puzzle sempre più complicato, neppure quando i due Rick riusciranno a sdoppiarsi nello stesso spazio-tempo per evitare la catastrofe iniziale.
Coerentemente con le teorie esposte, Ambrose costruisce anche i suoi molteplici finali e riesce persino a filosofeggiare sulle implicazioni dellesistenza di mondi alternativi e sul dualismo onda-particella: le strade che possiamo percorrere non sono infinite.
Esiste solo ciò che è possibile, non anche quello che è concepibile.
E soprattutto non si può mai tornare indietro per modificare ciò che è già dato dalle più banali leggi di causa ed effetto.
Esisterà un mondo in cui saremo felici, uno in cui vivremo una vita grigia, uno in cui i nostri cari moriranno ed un altro in cui godranno del nostro amore a lungo.
Tuttavia, luniverso in cui viviamo al momento è lunico in cui possiamo agire da attori e non da semplici spettatori.
Ogni viaggio nel tempo e nello spazio produce nuove biforcazioni, nuove possibilità, e luniverso che avremmo voluto cambiare procederà comunque, indifferente, perchè il suo percorso è già stato stabilito e lo seguirà anche senza di noi con un nostro alter-ego.
"Il tempo non esiste.
Tutte le cose sono contenute in un granello di sabbia.
Molti sospettano la realtà di queste cose. Ma io ne ho la certezza. Io le ho viste e le ho toccate.
E comunque torno sempre da Anne e da Charlie.
Che non si accorgono mai che sono stato via."
Lenny Nero
biblioteca di Empoli, 30.10.06 |
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Rick Hamilton affronta una nuova giornata di lavoro, come responsabile di un gruppo editoriale di buona fortuna, con le tensioni e le soddisfazioni di sempre. Certo, qualcosa pronto ad andare storto cè sempre, però è contento della sua vita: ama sua moglie Ann e suo figlio Charlie, e cè un nuovo bambino in arrivo. Ciò che lo aspetta è una importante riunione con dei potenziali finanziatori; si è preparato a dovere, ed ha tutta la documentazione pronta. Andrà tutto bene. La tensione per lincontro lo porta a fare i conti con una serie di incidenti fuori programma: cose che capitano, quando si è particolarmente nervosi.
Ma nel bel mezzo della trattativa, Rick si sente inspiegabilmente costretto ad abbandonare lincontro e precipitarsi in strada. Qualcosa di tragico è effettivamente accaduto: Ann è rimasta vittima di un terribile incidente dauto. Sconvolto dalla morte della moglie, Rick viene accompagnato in ospedale, dove scopre che Ann non è morta, ma è uscita illesa dallincidente. Le sorprese non sono finite: era lui a guidare lauto coinvolta nellincidente. E soprattutto non cè nessun bambino di cui prendersi cura, giacché lui e Ann non hanno figli.
Perché tutti si ostinano a chiamarlo Richard? Perché nella sua casa vivono altre persone? Perché si ritrova a fare il venditore di immobili, e non più leditore?
La vita di Rick Hamilton si sovrappone a quella di Richard A. Hamilton: due persone diverse costrette a coabitare in un unico corpo.
www.bookcrossing-italy.com, 11.1.08 |
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Un romanzo che inquieta a partire dal titolo fino allultima pagina.
Uno di quei libri che trascinano lungo una serie continua di cambi di prospettive che costantemente rimettono in discussione lidea che possiamo farci sulla spiegazione di quanto sta accadendo: personalità dissociata? Dimensioni parallele? Qualcosa di diverso?
La tensione psicologica rimane sempre altissima, così come il ritmo narrativo, che segue in modo impeccabile il frequente cambiamento di fronte del racconto: si passa dal thriller psicologico alla fantascienza (e viceversa) con tale facilità e in modo così credibile da perdere la percezione di quale sia il limite oltre il quale le spiegazioni scientifiche dei fenomeni narrati non possono più trovare applicazione.
Tutto inizia con un uomo come tanti altri, anzi, ben più fortunato di altri: Rick, che ha una moglie e un figlio adorabili, un lavoro nel campo delleditoria gratificante e tale da consentire alla famiglia un agiato tenore di vita, un amico fraterno
poi allimprovviso una percezione strana, una sorta di premonizione che lo spinge ad abbandonare precipitosamente una importante riunione di lavoro per tornare a casa. Lungo la strada scopre che a causa di un incidente automobilistico la moglie è in fin di vita mentre il figlio appare miracolosamente illeso, e perde conoscenza in conseguenza del terribile shock subito. Al suo risveglio in ospedale niente è più come prima: apprende che è lui stesso ad essere rimasto coinvolto nellincidente stradale; la moglie è accanto a lui, e quando le chiede notizie del figlio lei risponde che non hanno mai avuto figli; tutti lo chiamano Richard; il suo lavoro è quello di agente immobiliare. Nessuno pare disposto a dare credito a ciò che racconta, ad eccezione di Emma, una psichiatra esperta di ipnosi.
Non vado oltre perché credo di aver già detto molto, anche se vi garantisco che questo è solo linizio di una serie di vicende che si susseguono costruendo un drammatico incubo che si snoda negli oscuri e insondabili labirinti della mente oppure
in altre altrettanto misteriose dimensioni spazio-temporali
Vi troverete a chiedervi se Rick e Richard siano in realtà la stessa persona che ha percezioni diverse di sé stessa e della sua storia, oppure due persone diverse i cui destini si sono incrociati e confusi; in entrambe le ipotesi vi interrogherete sul come e sul perché possa accadere tutto ciò, e soprattutto, ogni volta che penserete di aver trovato una spiegazione della vicenda, inizierete subito a sentire scricchiolare ciò che poteva sembrare una certezza.
Non sarà solo frutto della suggestione indotta da questa storia ai confini della realtà se in diversi momenti della lettura vi sentirete spiazzati.
Lo si può anche interpretare in chiave simbolica, come una lucida riflessione su ciò che ciascuno di noi crede di essere e/o vorrebbe essere, su ciò che ognuno di noi pensa sia la realtà, sui concetti di "assoluto" e "relativo".
È davvero un romanzo che si presta a molteplici interpretazioni, ed è proprio per questo motivo che ora ve lo propongo come ring: sono davvero curiosa di scoprire quale sarà la vostra!
Towandaa
Buscadero n. 212, aprile 2000 |
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Rick è un uomo realizzato. Ha una bella moglie, che adora e da cui è ricambiato. Hanno un figlio e sono felici. Ha un avvocato, Harold, per amico e gli affari vanno a gonfie vele. Un giorno, però, nel bel mezzo di unimportante riunione questo castello di certezze comincia a scricchiolare. Prima vagamente, poi crollando rumorosamente, il mondo di Rick si dissolve proprio perché lui viene preso da una visione, anzi di più. "Forse più che sapere qualcosa, ero stato colto da una impellente necessità. Invece di fermarmi a pensare, reagivo senza comprendere di preciso a che cosa. Ero sospinto, ecco, proprio così, sospinto, da una forza che non era né fisica, né mentale. Quello che stavo facendo doveva assolutamente essere fatto. Era più di una convinzione, era qualcosa di inevitabile": giusto il tempo per capirlo e Rick è già sulla strada, dove vede la 2CV della moglie schiacciata da un camion. Lei, Anne è imprigionata nelle lamiere contorte e qualcuno sta salvando il figlio, Charlie. Una scena degna del miglior J. G. Ballard: abbastanza perché la vita e il mondo di Rick si vaporizzino in un solo, lungo istante, ma non finisce qui, perché quando la patina di irrealtà che lo circonda si dissolve per lui è tutto cambiato. Nessuno lo chiama più Rick, ma Richard. Anne gli dice che non hanno mai avuto figli. LHarold, lamico avvocato di una volta sembra essere sparito e lunica persona che pare disposta ad ascoltarlo è Emma, una psichiatra cieca che lo conduce lungo le impervie strade di un vero e proprio incubo. Romanzo ad altissima tensione psicologica, Luomo che credeva di essere se stesso sembra un film di Alfred Hitchcock tradotto in narrativa: il tema del doppio viene riletto da David Ambrose (un curriculum fatto di studi in legge e sceneggiature teatrali) con unarguzia sottile e pungente. Rick e/o Richard è sempre la stessa persona ed è la percezione della realtà (o forse la realtà stessa) a determinare, di volta in volta, le sue personalità, la sua ombra. Lincidente iniziale ha, una volta giunti alla fine, un carattere rivelatorio perché alla fine sia Rick che il suo doppio hanno gli stessi problemi di tutti noi: devono dimostrare di avere ragione, "perché è tutto ciò che conta nel mondo della realtà e del buon senso quotidiano". Se questo è già difficile (a volte impossibile) per i comuni mortali, figurarsi per un incorporeo doppio ed è proprio per questo che, oltre ad essere un ottimo romanzo, Luomo che credeva di essere se stessoè anche una lucidissima riflessione su chi siamo e su chi vogliamo essere.
Marco Denti
www.capitoloprimo.it, 2007 |
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Ha il sapore dei grandi interrogativi il romanzo di David Ambrose Luomo che credeva di essere se stesso: chi siamo? Dove andiamo? È davvero questa la vita che ci è dato di vivere?
Se lo chiede il protagonista, così come ce lo siamo chiesti tutti almeno una volta nella vita. Solo che, linizio della storia, fa invidia anche al più felice degli esseri umani: una casa perfetta, una moglie perfetta, un figlio adorabile, un lavoro creativo e soddisfacente, un amico fidato. Rick ha tutto.
Le pagine scorrono con una velocità pari alla scioltezza della narrazione in prima persona. Va tutto a meraviglia, le situazioni si risolvono sempre con un esito favorevole, il lettore crede di trovarsi di fronte ad una storia di cui non capisce ancora appieno il titolo.
Poi, allimprovviso, come un fulmine a ciel sereno, ci sfugge di mano tutto, a noi che leggiamo e a Rick. Che poi, chi è Rick?
Si entra nella confusione della mente umana quando la mente umana è confusa. Non ci sono vie duscita, un labirinto che porta sempre allo stesso punto, la sofferenza psicologica di non riuscire ad afferrare quello che sembra molto vicino, un cane che si morde la coda in eterno.
La narrazione ci prende completamente e, insieme al protagonista, cerchiamo di dare mille spiegazioni, laddove potrebbe succedere "tutto il possibile, ma non tutto il concepibile". Ma cosa davvero è possibile concepire nella terra sconfinata dellimmaginazione? Pressoché tutto. Tutto.
Dalla teoria dei quanti allipnosi, fino alla consapevolezza che la mente è un territorio mai pienamente esplorabile, che può stravolgere tutto con un semplice battito di ciglia.
"Ma che cosa vuol dire reale?" si chiede ad un certo punto il protagonista e ce lo chiediamo anche noi. Reale è un mondo in cui Ronald Regan è un ex attore che muore in una casa di riposo e Marilyn Monroe è una simpatica nonnina ospite di programmi televisivi? Forse no, eppure lo abbiamo creduto. Rick ci ha portati nel suo mondo, lo ha reso reale anche per noi e poi ci ha svelato che qualcosa non va.
"Luomo che credeva di essere se stesso" è un libro da scoprire, pagina dopo pagina, da viverlo anche un po nella nostra mente e riflettere: e se davvero tutto ciò fosse possibile? Se fosse reale?
Forse Ambrose ha raccolto in generale la condizione egoistica di ogni essere umano che crede fortemente di essere se stesso, che si concentra solo su questo e non prende in considerazione il fatto che potrebbero esserci altre possibilità, alternative che renderebbero tutto relativo.
Naturalmente non ci auguriamo di perdere le nostre certezze, ma aprire limmaginazione ad infiniti mondi è sano e divertente.
Raimonda Granato
www.csfblogbook.blogspot.com, 25.1.07 |
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Rick Hamilton ha una vita perfetta: una bella moglie, Anne, di cui è teneramente innamorato; un figlio, Charlie, che adora; il lavoro dei suoi sogni alla testa di un noto gruppo editoriale. Ma un mattino succede qualcosa di strano
Definire un gioiellino questo libro di David Ambrose è poco, almeno per me. Può esser definito un giallo, un libro di fantascienza, è in realtà una storia di possibilità, di universi paralleli, che parla della molteplicità dell essere umano e della possibilità di spaziare da un luogo a un altro, da un tempo all altro, da una vita all altra, in un cerchio che alla fine chiude il tutto.
Silvia Colasanti
Corriere della sera, 11.6.2000 |
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Ambrose, maestro di noir senza spargimento di sangue
A chi fosse ancora convinto che, per scrivere un noir di classe, occorra far scorrere fiumi di sangue, consigliamo di leggere Luomo che credeva di essere se stesso di David Ambrose (inglese, avvocato mancato a causa della passione per il teatro, infine emigrato a Hollywood, dove ha scritto diverse sceneggiature di successo).
Romanzo notevole fin dal titolo, grazie alla traduzione che ha felicemente tradito loriginale inglese The man who turned into himself, letteralmente "Luomo che divenne se stesso", introducendo una nota dironia e anticipando in modo più efficace il tema dello "sdoppiamento" di personalità del protagonista.
Nero "psicologico", dunque, ma pur sempre nero, con livelli di tensione paragonabili a certe sequenze del mai dimenticato film Linquilino del terzo piano di Roman Polanski, a cui lo accumuna il gusto sadico di non sciogliere mai, nemmeno nel finale, il dubbio sullesperienza narrata: allucinazione del protagonista o inimmaginabile realtà?
A funzionare da "commutatore di personalità" per Rick, un giovane e brillante editore felicemente sposato e padre dun bambino che adora, è un incidente stradale che gli distrugge la famiglia. Scoprendo quanto è successo, il protagonista sviene.
Quando si sveglia, tocca al lettore brancolare nel buio: Rick è stato davvero sbalzato in un universo parallelo, ritrovandosi nel cervello di un "alter ego" che non ha figli, è sposato a una scialba versione della sua "vera" moglie, ma soprattutto è un uomo mediocre e meschino che gli somiglia ben poco? Oppure tutto ciò è solo un delirio provocato dallintollerabile esperienza subita?
La storia prosegue mentre la "convivenza" fra i due Rick si fa sempre più drammatica, fino al tragico scioglimento finale, al quale ognuno può dare linterpretazione che preferisce.
Carlo Formenti
Diario n. 4, 26.1.2000 |
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Il mondo noir: romanzi che indagano sul lato oscuro
Più di un anno fa la casa editrice padovana Meridiano zero ha fatto decollare un progetto dedicato a esplorare la narrativa noir più eterodossa. Scelta ambiziosa e coraggiosa. Per la gioia dei cultori il romanzo che affonda gli occhi nella parte più oscura del mondo, come della mente umana, vive oggi una stagione intensa con nuovi autori in arrivo da zone tipo America Latina o Africa, dove il tradizionale poliziesco non era di casa. Ma anche in Francia, Stati Uniti o Inghilterra, si è rinnovato, corroborandosi con nuovi fattori sociali ed economici. È cambiato il panorama editoriale in cui il noir è entrato ovunque, uscendo dai confini di genere e collane specialistiche.
Ambiziosa e coraggiosa è quindi Meridiano zero di cui sono appena usciti due titoli che sintetizzano la filosofia di base. Uno è di Derek Raymond, autore di tre dei sette libri pubblicati sino a ora. Inglese, morto a Londra sei anni fa dopo una vita spesa per il mondo dove listinto di anarchico lo portava, Raymond in Come vivono i morti fa agire un didilluso poliziotto della sezione Delitti Irrisolti messo sulla pista di una morta che non cè, almeno allinizio, in un paesino fuori Londra. Un mondo chiuso dove la sua sfrontatezza di eterno sconfitto funziona da grimaldello per forzare il muro di ipocrisia. "A ogni passo avverto il margine del precipizio e il cammino è pieno di insidie; sotto la nebbia si apre una morte senza fondo", borbotta il protagonista, che risolve linghippo, ricevendo in cambio una lavata di capo dai superiori e una dose di chagrin extra.
Più complessa è la storia di David Ambrose, inglese anche lui, autore di teatro e sceneggiatore a Hollywood, ma con un rapporto difficile con gli studios. Questo Uomo che credeva di essere se stesso è perfetto per il grande schermo. Un grande attore si potrebbe esaltare a essere Rick, tranquillo americano abbastanza ricco e soddisfatto di sé, sinché, risvegliandosi da un incidente, si ritrova con la stessa moglie, gli stessi amici, ma in una vita diversa. Insomma un incubo dove solo con molta pazienza riesce a capire lesistenza di mondi paralleli dentro di sé. Fantascienza? Thriller psicologico? Studio sulla multipersonalità? Se fosse solo una di queste cose sarebbe semplice, labilità di Ambrose sta proprio nel tessere con saggezza ogni elemento della trama. E ora aspettiamo i prossimi titoli.
Pietro Cheli
www.fantascienza.com, 21.5.2000 |
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Luomo che visse due volte. Ma non è il film.
Un tema interessante nel nuovo libro di David Ambrose: svegliarsi e scoprire che non si è pi ù la persona che si credeva di essere.
Il romanzo di cui parliamo è stato pubblicato nel 1999 ma recentemente ne è stata riproposta la ristampa. Lautore è David Ambrose e il romanzo è intitolato Luomo che credeva di essere se stesso.
Lautore è nato in Inghilterra, laureato in legge ha abbandonato la carriera legale per diventare scrittore. Oggi lavora per lObserver, ha scritto e diretto numerosi drammi teatrali, e sceneggiature per il cinema lavorando con miti come Orson Welles, Kirk Douglas, Sharon Stone.
Appare abbastanza particolare che i lavori di questo autore, tutti di sicura appartenenza al genere fantascienza, siano stati pubblicati in una collana dedicata al noir. Infatti anche se nei suoi romanzi si parla di omicidi, morti sospette, indagini e serial killer che a una prima superficiale valutazione sono elementi classici del noir è anche vero per ò che nelle trame c è un netto riferimento a precise leggi scientifiche portate a estreme conseguenze. Siamo supportati in questa affermazione dal fatto che tutti i suoi romanzi fino a ora pubblicati sono stati inseriti nel Catalogo Generale della Fantascienza. Ma a parte queste precisazioni possiamo dire che tutti i romanzi di David Ambrose sono puro divertimento con colpi di scena e interrogativi che tengono ben desta lattenzione del lettore.
Nel presente romanzo si parte da una situazione apparentemente normalissima: il protagonista per ò improvvisamente ha la sua vita sconvolta, tutto, ma proprio tutto cambia, la vita che credeva di avere e soprattutto luomo che credeva di essere in realt à sembrano non esistere pi ù. Non ha pi ù un figlio, non si chiama pi ù Rick ma Richard, pensava di essere un editore e invece è un agente immobiliare. Tutti, moglie compresa cercano di convincerlo che è cos ì, ma qualcosa dentro di se lo porta ad indagare in segreto per scoprire che...
Dalla quarta di copertina: Rick ha una posizione invidiabile nella vita: una moglie di cui è innamorato, un figlio che adora, un lavoro costruito dal nulla. Sembra tutto perfetto quando, durante un importante incontro di lavoro, ha la premonizione di un pericolo incombente, si precipita freneticamente verso casa, ma rimane bloccato da uno spaventoso incidente al centro del quale c è lauto della moglie Anna.
Prima di perdere i sensi vede che stanno estraendo dalla carcassa suo figlio, vivo per miracolo. Quando rinviene è allospedale e Anne è al suo fianco.
La sua prima domanda è "Dov è nostro figlio?"
"Ma come, Richard, noi non abbiamo figli" risponde la moglie.
E comincia cos ì lincubo di Rick: tutte le persone a lui pi ù vicine, sua moglie, il suo avvocato, i suoi amici si ostinano a sostenere che lui non ha mai avuto figli, arrivando a farlo ricoverare e a fargli dubitare di se stesso, finch é non ottiene la conferma che quello che ricorda è tutto vero.
Pino Cottogni
scritture.blog.kataweb.it, 11.10.2006 |
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È uno strano romanzo questo di David Ambrose, riedito da Meridiano Zero nei tascabili, un delirio psicotico sfilacciato, che poi si trasforma e sembra un thriller, anzi è un thriller ma rifugge da tutti gli stereotipi del genere e poi diventa un romanzo damore e un dramma della gelosia e poi ancora altro. Alla fine tutti i fili vengono tessuti insieme in una maniera singolare e non priva di una capacità seduttiva e perversa, quei libri che li chiudi e ci ripensi, che li chiudi e te li sogni.
Sullautore, nato in Inghilterra, si sa che vive tra la Svizzera, Londra e la Provenza (e io che pensavo fosse già abbastanza chic quando dico che vivo fra "Bologna e la Liguria") Si sa che ha scritto e diretto drammi teatrali, e anche recitato e scritto sceneggiature per il cinema, lavorando con Orson Welles, Kirk Douglas e altri. Notizie più dettagliate le trovate sul suo sito ufficiale, http://www.davidambrose.com/, su questo http://www.allscifi.com, e qui http://www.booksnbytes.com/ per non citarne che alcuni.
È difficile raccontare davvero questa storia, che allinizio ha come protagonista Rick Hamilton, una vita perfetta con tutti i tasselli al posto giusto, una bella moglie che ama, un figlio che si chiama Charlie, un notevole benessere economico. Fa il lavoro dei suoi sogni questo Rick, è a capo di un noto gruppo editoriale e non ti aspetteresti di perderlo, uno strano mattino, proprio quando ha un appuntamento fondamentale per il suo futuro professionale.
Qualcosa di anomalo si era già percepito fra le pieghe della narrazione, ma qualcosa di molto difficile da decodificare, per il lettore e anche per il protagonista, almeno allinizio:" Era uno di quei momenti in cui la realtà rimane come sospesa. Non è esattamente al rallentatore, ma accade e nello stesso tempo non accade. Gli avvenimenti vengono tenuti a distanza da una barriera protettiva di shock e rifiuto. Per la testa passano pensieri che non si dovrebbe avere nemmeno il tempo di formulare. Ci si rende conto in un modo completamente astratto e distaccato che sta accadendo qualcosa di terribile, ma ci sembra che la cosa non ci riguardi da vicino.."
È finissima lanalisi psicologica di Ambrose, talmente fine che poi gran parte degli avvenimenti si trasferiranno nella mente del protagonista, spiazzando a più riprese il lettore, proponendo deviazioni dal reale, inserendo suggestive ipotesi collegate alla teoria dei quanti, portando prima fra le onde e gli abissi e poi riportando per un istante alla realtà, giusto il tempo di un respiro, una boccata daria.
La trama ha tempi e ritmi cinematrografici e sarebbe facile dire che da questo si vede lo sceneggiatore famoso. Cè dellaltro e di più, cè uno scrittore geniale che esplora i labirinti della mente e dilata le possibilità della realtà dilatando parallelamente le capacità della scrittura di seguirlo e supportarlo con uno stile che si legge impotenti, a volte pensando "ma come", ma poi catturati, pagina dopo pagina, ci si trova condannati a proseguire. Per restare a bocca aperta, come sospesi, nelle ultime pagine, al "Poscritto".
Francesca Mazzucato
www.labileabile-traccia.com |
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Rick Hamilton è il titolare di un gruppo editoriale che pubblica riviste di successo. Una mattina, nel bel mezzo di un appuntamento di lavoro, è colto da un presentimento: la moglie Anne e il figlio Charlie sono in pericolo. Sulla strada verso casa lo attendono le lamiere contorte dellauto della donna, che fortunatamente si è salvata. Ma quando Rick chiede notizie del bambino, Anne risponde stupita: "Noi non abbiamo figli".
Questo è, in sintesi, linizio de Luomo che credeva di essere se stesso di David Ambrose, un romanzo pubblicato per la prima volta nel 1993 e recentemente riproposto da Meridiano zero nella collana Sottozero.
Le vicende narrate nel libro ruotano attorno allesperienza traumatica del protagonista, che si ritrova improvvisamente catapultato in un universo parallelo in cui gli elementi di quella che ha sempre considerato la realtà sono scomposti e rimontati in un ordine completamente diverso. Questo meccanismo coinvolge non solo la sua famiglia, ma anche gli amici, il lavoro, le persone con cui viene a contatto. Alle conseguenze di tale stravolgimento, si aggiunge laccusa di essere uscito di senno e linevitabile ricovero in un centro specializzato in malattie psichiatriche.
Le tematiche del romanzo, ben scritto e pubblicato in una versione snella ed economica, danno al lettore limpressione di trovarsi tra le mani un libro di fantascienza degli anni Sessanta, seppure con alcuni elementi debitamente aggiornati. Luniverso parallelo, limmancabile riferimento alla teoria dei quanti, una versione rivista e corretta del concetto di viaggio nel tempo sono infatti "ingredienti" usati e abusati da intere generazioni di scrittori di fantascienza e conferiscono al libro un alone di déjà vu.
Il guizzo di originalità introdotto da Ambrose è lapproccio psicoanalitico al topos delluniverso parallelo. In questo caso il protagonista non si limita semplicemente a occupare il corpo di un se stesso che vive una realtà diversa, ma dialoga con lui, condivide le sue esperienze, discute con il suo alter ego sulle decisioni da prendere, in un meccanismo molto simile a quello dello sdoppiamento della personalità. Ed è proprio grazie ad alcuni dei rimedi sviluppati dalla scienza di Freud, che Rick Hamilton ritroverà il proprio io e la strada per tornare nel mondo in cui scorre la sua vita.
Andrea Borla
lennynero.wordpress.com, 3.3.08 |
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Nonostante il suo splendente curriculum (attore, scrittore e regista di drammi teatrali, produttore di commedie, sceneggiatore, collaboratore dellObserver ed in passato supporto per grandi artisti come Orson Welles), il mefistofelico David Ambrose dobbiamo averlo preso in considerazione in ben pochi curiosi giusto ai tempi del mozzafiato Superstizione, nonostante abbia scritto altri romanzi (di non facile reperibilità).
Luomo che credeva di essere se stesso risale al 1993, ma da noi è arrivato, grazie alla solita ed impagabile Meridiano Zero, nel 2006.
Meglio tardi che mai, perchè il romanzo, assolutamente non etichettabile come genere, è avvincente, intrigante, complicato come ci si aspetta da Ambrose, eppure con il ritmo dei migliori dei thriller.
Pur non arrivando ai vertici di complessità narrativa di Superstizione, ne anticipa alcuni dei temi portanti: lesistenza di universi paralleli, le possibilità impossibili offerte dalle teorie della fisica quantistica, la distruzione del modo comune di intendere e percepire la realtà.
Anche se privo dellaffascinante aura di paranormale ed occultismo dellaltro testo, comunque lingegnoso mix di fisica quantistica e psichiatria (sorge persino il dubbio che Richard Kelly lo abbia letto prima di scrivere Donnie Darko) risulta ugualmente stupefacente, in particolare se vi piacciono le storie costruite come rompicapo o, meglio ancora, a scatole cinesi.
Rick Hamilton, durante unimportante riunione di lavoro, "riceve" una premonizione confusa su un pericolo incombente sulla moglie.
Ritornando a casa in preda al panico scopre che la sua bella ed amorevole Anne, insieme al figlio Charlie, è stata travolta da un camion e ha giusto il tempo di baciarla per unultima volta.
Il dolore e lo shock ne causano lo svenimento; si risveglia in un letto dospedale, dove apparentemente nulla è differente dal solito, finchè chiedendo notizie del figlio Charlie riceve unincomprensibile risposta da una rediviva (e quasi impercettibilmente cambiata) Anne: "Nostro figlio? Tesoro, noi non abbiamo figli".
Rick rischierà la pazzia accorgendosi di vivere unesistenza analoga, ma non identica, a quella passata; la versione da incubo, deprimente e noiosa di una vita che sembra essersi dissolta in unaltra dimensione.
Lentamente tutti si convincono che Rick sia in preda ad un delirio psicotico e solo una psichiatra cieca fornirà, involontariamente, loccasione per iniziare a comprendere quello che è accaduto.
Quando un secondo Rick inizierà a parlare nella sua mente, proponendogli una sconvolgente verità, il protagonista dovrà affrontare lipotesi che qualcosa di inconcepibile si sia verificato e che quella voce sia una persona reale, e non una parte del suo subconscio malato.
Da questo punto in poi il testo è un susseguirsi di twist narrativi, colpi di scena senza una pausa, intersecarsi di vite parallele e di infinite possibilità sullo svolgimento dei fatti.
Se siete disposti ad accettare il fatto che la realtà sia spiegabile attraverso teorie che implicano conseguenze difficilmente immaginabili, il libro vi divertirà.
Lempatia che si stabilisce tra i due Rick mette in atto duetti verbali brillanti e quando lalternanza (o il sovrapporsi!) di mondi paralleli si rende finalmente concreta, Ambrose puo sfoggiare tutta la sua abilità di sceneggiatore, riuscendo nellarduo compito di costruire con un linguaggio fluido e semplice, al limite del didascalismo, un intreccio narrativo livellato su piu piani temporali e spaziali, senza che mai si perda un solo tassello di un puzzle sempre piu complicato, neppure quando i due Rick riusciranno a sdoppiarsi nello stesso spazio-tempo per evitare la catastrofe iniziale.
Coerentemente con le teorie esposte, Ambrose progetta anche i suoi molteplici finali e riesce persino a filosofeggiare sulle implicazioni dellesistenza di mondi alternativi e sul dualismo onda-particella: le strade che possiamo percorrere non sono infinite.
Esiste solo cio che è possibile, non anche quello che è concepibile.
E soprattutto non si puo mai tornare indietro per modificare cio che è già dato dalle piu banali leggi di causa ed effetto.
Esisterà un mondo in cui saremo felici, uno in cui vivremo una vita grigia, uno in cui i nostri cari moriranno ed un altro in cui godranno del nostro amore a lungo.
Tuttavia, luniverso in cui viviamo al momento è lunico in cui possiamo agire da attori e non da semplici spettatori.
Ogni viaggio nel tempo e nello spazio produce nuove biforcazioni, nuove possibilità, e luniverso che avremmo voluto cambiare procederà comunque, indifferente, perchè il suo percorso è già stato stabilito e lo seguirà anche senza di noi con un nostro alter-ego.
"Il tempo non esiste.
Tutte le cose sono contenute in un granello di sabbia.
Molti sospettano la realtà di queste cose. Ma io ne ho la certezza. Io le ho viste e le ho toccate.
E comunque torno sempre da Anne e da Charlie.
Che non si accorgono mai che sono stato via."
il mattino di Napoli, 30.12.1999 |
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Luomo che visse due volte
Inglese, cinquantenne, oxfordiano emigrato a Hollywood dopo una lunga parentesi teatrale e giornalistica, David Ambrose è uno scrittore-sceneggiatore di buon successo, non troppo amato negli USA dopo le critiche allambiente degli Studios contenute nel suo Hollywood Lies del 96. Meridiano zero presenta per la prima volta Ambrose ai lettori italiani con la traduzione del suo romanzo desordio, Luomo che credeva di essere se stesso, scritto nel 93. Un thriller metafisico che tenta la difficile conciliazione tra un intreccio che punta al ritmo cinematografico del miglior Hitchcock e alcune dettagliate riflessioni sui paradossi della fisica quantistica. Il risultato, dal punto di vista narrativo, è eccellente: il libro è trascinante e le incredibili disavventure del suo protagonista, Rick Hamilton, credibili fino in fondo.
Rick è un uomo felice che improvvisamente precipita in un incubo senza fine. La sua invidiabile vita (una moglie innamorata, un figlio, un lavoro di successo) viene infatti sconvolta a seguito di una strana premonizione, a causa della quale Rick abbandona una riunione e si precipita verso casa, restando bloccato in uno spaventoso incidente che ha coinvolto lauto di sua moglie Anne. Prima di svenire, egli vede estrarre dalla carcassa suo figlio, vivo per miracolo. Ma quando chiede di lui alla moglie in ospedale, si sente rispondere, con tono preoccupato: "Richard, noi non abbiamo figli". Chi è davvero Rick e che cosa succederà alla sua vita potrete leggerlo in circa duecento coivolgenti pagine, che rimescolano continuamente le carte, rimettendo in discussione il nostro ambiguo criterio di realtà.
Santa Di Salvo
openenklave.leonardo.it |
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La vita idilliaca di Rick Hamilton una moglie innamorata, un bambino che adora, un lavoro di successo nelleditoria finisce un mattino in cui ha la premonizione di un pericolo imminente e, dopo aver abbandonato limportante riunione a cui stava partecipando, scopre con i propri occhi, mentre guida verso casa, che lauto della moglie è stata coinvolta in un grave incidente stradale. Per Rick si apre una sequenza allucinatoria: mentre il figlio sta bene e viene portato via dai soccorritori, la moglie, incastrata tra le lamiere, è in fin di vita. Ma poi, in un batter docchi, tutto cambia, la moglie illesa lo abbraccia e lauto coinvolta nellincidente non è più la sua, ma quella di Rick. E quando Rick si risveglia in ospedale e domanda come stia il bambino si sente rispondere dalla moglie: "Tesoro, noi non abbiamo figli
"
È linizio di un incubo che trascina il protagonista in un labirinto di specchi ingannevoli, apparentemente senza vie duscita. Come nei romanzi neri di Woolrich o in un giallo di Hitchcock, ci troviamo a fare i conti con un rompicapo che tocca i più labili confini della realtà e include, come possibili soluzioni, tanto la malattia mentale quanto la teoria dei quanti e degli universi paralleli. Luomo che credeva di essere se stesso di David Ambrose, un autore dallo stile asciutto che ha familiarità con i tempi del cinema, è un thriller psicologico raffinato, molto ben congegnato e avvincente, in cui, nel susseguirsi di colpi di scena, tutto viene rimesso continuamente in discussione. Ma anche quello che appare inquietante, talvolta nasconde un risvolto di speranza.
V.T.
La Repubblica, 10.12000 |
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Per la prima volta appare tradotto in Italia un romanzo di David Ambrose, inglese cinquantenne. Lo scrisse nel 93, quasi per tirarsi fuori dalla tirannia delle sceneggiature per Hollywood. La trama è centrata sullantico problema del "doppio", sullesistenza di vite parallele dei nostri tanti "io" e quindi racconta la storia di un uomo prigioniero di un incubo terrificante.
Ricordate Cornell Woolrich e David Goodis, due maestri del nero più profondo, che avevano per protagonisti dei loro libri, invece del tradizionale detective, le angosce e i complicati problemi degli esseri umani? È un thriller perché cè anche un duplice omicidio (chi è lassassino, lui o laltro?), soprattutto un profondo, disperato malessere mentale e quindi anche uno scambio di personalità. Richard Hamilton, vita tranquilla con moglie e un figlio, cade dal tetto della sua casa per recuperare il gatto. Non ha fratture, niente. Ma da quel momento la sua vita entra in un tunnel buio. Chiede di suo figlio, dopo un incidente, e gli rispondono che lui non ha figli. Gli amici, la moglie, il suo avvocato lo ricoverano in una clinica dove entra in scena Emma, una psicologa. Quanti Richard Hamilton ci sono?
Edmondo Dietrich
www.sonicbands.it, 22.5.07 |
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Si potrebbe titolare anche Luomo che visse due volte, però ci sono molte differenze ed il tema del romanzo è: svegliarsi e scoprire che non si è più la persona che si credeva di essere. Lautore è nato in inghilterra, laureato in legge ha abbandonato la carriera legale per diventare scrittore, lavora per lObserver, ha scritto e diretto numerosi drammi teattrali, sceneggiature per il cinema lavorando con Orson Welles, Kirk Douglas, Sharon Stone ecc. Il romanzo è stato pubblicato nel 1999, ed ora è stato ristampato. Tutti i suoi romanzi hanno contenuti di romanzo noir (omicidi, morti sospette, indagini e serial killer ecc.) però nelle trame cè un netto riferimento a precise leggi scientifiche portate ad estreme conseguenze. Tutti i suoi romanzi fino ad ora pubblicati sono stati inseriti nel catalogo generale della fantascienza. Nel presente romanzo si parte da una situazione apparentemente normalissima, il protagonista però improvvisamente ha la sua vita sconvolta, tutto, ma proprio tutto cambia, la vita che credeva di avere e soprattutto luomo che credeva di essere in realtà sembrano non esistere più, non ha più un figlio, non si chiama più Rick ma Richard, pensava di essere un editore ed invece è un agente immobiliare. Tutti, moglie compresa cercano di convincerlo che è così, ma qualcosa dentro di se lo porta ad indagare in segreto per scoprire che
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La "quarta":
Rick ha una posizione invidiabile nella vita: una moglie di cui è innamorato, un figlio che adora, un lavoro costruito dal nulla. sembra tutto perfetto quando, durante un importante incontro di lavoro, ha la premonizione di un pericolo incombente, si precipita freneticamente verso casa, ma rimane bloccato da uno spaventoso incidente al centro del quale cè lauto della moglie anna. Prima di perdere i sensi vede che stanno estraendo dalla carcassa suo figlio, vivo per miracolo quando rinviene è allospedale e anne è al suo fianco. La sua prima domanda è "Dovè nostro figlio? "Ma come, richard, noi non abbiamo figli" e comincia così lincubo di Rick: tutte le persone a lui più vicine, sua moglie, il suo avvocato, i suoi amici si ostinano a sostenere che lui non ha mai avuto figli, arrivando a farlo ricoverare e a fargli dubitare di se stesso, finché non ottiene la conferma che quello che ricorda è tutto vero.
www.studiamo.it, 15.9.05 |
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Rick Hamilton conduce una vita assolutamente normale, piena di soddisfazioni, spesa tra il lavoro di editore e la sua amata famiglia. Ma un giorno, in un momento inaspettato, tutto cambia, la vita che credeva di avere e soprattutto luomo che credeva di essere in realtà sembrano non esistere più
non si chiama più Rick, ma Richard, non ha il figlio che credeva di avere e non è un editore ma agente immobiliare.
Cosa è successo?
Non vi vogliamo rovinare la sorpresa, ma gli intrecci ci trascineranno fino alla fine in una storia al limite tra i classici noir psicologici americani e la fantascienza, con colpi di scena e interrogativi che incalzano. Il libro è bellissimo, mi ha tenuta inchiodata dalla prima allultima pagina e anche se varrebbe la pena raccontare la storia nei dettagli, credo che sia molto meglio leggerlo per assaporarne i colori di una storia complicata, ma ben scritta. È edito dalla Meridiano Zero, piccola casa editrice specializzata nel noir
lo consiglio anche ai non amanti del genere.
LUnità, 7.2.2000 |
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Chi ti cammina accanto?
Ci arriva dallInghilterra un ibrido di classe firmato David Ambrose, che risulta esser stato sceneggiatore a Hollywood, e si vede per labilità e la velocità della trama, essenziale e senza cadute di tono, nata per tener desta lattenzione. Un ibrido, dicevamo, in quanto, dopo un esordio da thriller psicologico, il romanzo si trasforma gradualmente in una veste quasi fantascientifica, dove lipotesi degli universi paralleli viene trattata dallautore con una credibilità davvero inquietante. È uno di quei romanzi che lasciano spazio a mille ipotesi e che fanno riflettere sulle immense e inesplorate potenzialità della mente umana. In questo molta narrativa di fantascienza ha già prodotto decine di domande possibili sulle capacità inespresse dellinconscio, da Silvenberg in poi. Ma quello che Ambrose è riuscito a mettere in atto è una sorta di iperrrealismo narrativo proiettato in una dimensione di assoluta normalità: la tensione sale, le domande diventano quasi subito risposte per il lettore smaliziato, ma linquietudine come scopo primario della narrazione viene raggiunta e tenuta in bella evidenza fino allepilogo.
Per un doveroso accenno di trama diremo solo che il protagonista, Rick Hamilton, si risveglia dopo un incidente in cui sembrano aver perso la vita sia il figlio Charlie che la moglie Anne. Ma accanto a lui Anne è in attesa, gli sorride, rimane sorpresa dalla richiesta del marito sulla sorte del bambino: loro non hanno mai avuto figli. Da quel momento in poi la vita di Rick diventa un incubo, in cui tutto quanto, amici, situazioni quotidiane, lavoro, sembra scorrere in una dimensione sconosciuta e ostile. Ed è qui che entra in gioco "Richard" Hamilton, un individuo imprecisato al quale accadono molte situazioni simili - ma non proprio uguali - a quelle che scombussolano lesistenza e la mente del confuso Rick.
Alla psicanalista cieca Emma Todd toccherà il compito quasi incredibile di dirimere lintricata matassa psico-esistenziale, con qualche lecita, incredula domanda finale. Discutibile fin che si vuole, il racconto di Ambrose raggiunge perfettamente il suo scopo di porre quesiti neanche troppo improvvisati sul nostro futuro e sulle possibilità scientifiche di raggiungere i meandri della nostra memoria. Chissà se qualcuno uguale a noi ci cammina accanto senza che ce ne rendiamo conto
Sergio Pent
Rick è un uomo felice, realizzato, benestante e sereno. Vive in una grande casa nel Connecticut appena acquistata con la bella moglie Anne, in attesa del secondogenito che vada a far compagnia al piccolo Charlie. Come in tutti i libri gialli, noir o del colore che preferite, quando il cielo sembra troppo sereno, la tempesta è alle porte: durante un riunione di lavoro cui partecipa anche Harold, suo avvocato e suo miglior amico Rick viene dapprima avvolto da una sensazione fredda di disagio, che via via inizia a martellargli il cervello come un maglio dacciaio. Pianta tutti e salta in macchina,guidando per un groviglio di highway fino ad un intrico di lamiere schiacciato da un Tir: è quel che rimane della 2CV di Anne, orrendamente imprigionata in quel ferro tagliente. Prima di perdere i sensi Rick intravede i soccorritori estrarre indenne da sotto il camion il figlioletto Charlie. La nebbia si dirada nella mente di Rick, che si risveglia in ospedale:il volto di Anne gli sorride a pochi centimetri di distanza
"Dovè nostro figlio?" le chiede immediatamente. "Ma come Richard
noi non abbiamo figli". Da questa scena che ha un forte sapore di Hitchcock in particolare de La donna che visse due volte inizia la vera propria storia, lincubo se vogliamo, di Rick, divenuto di colpo per tutti Richard, improvvisamente orfano di Charlie che pare mai nato e dellamico Harold che sembra scomparso dalla faccia della terra
Lunica persona che sembra dare ascolto alle sue confessioni su una vita completamente stravolta rispetto a quanto ricordava sembra essere unestranea: Emma, psichiatra cieca che lo accompagnerà per mano fino alla luce che brilla in fondo allincubo.
Romanzo intrigante, appartenente al filone del più famoso Jonathan Carrol, questo Luomo che credeva di essere se stesso edito Meridiano Zero è un noir riuscito pur senza e questa è una strana caratteristica per un romanzo del genere mai spargere una goccia di sangue! Dimensioni parallele, distorsioni spazio-temporali, viaggi extracorporei
vi sembra fantascienza? Bè, a sentire quello scienziato dai capelli bianchi e spettinati che ha ideato la strampalata Teoria della relatività non cè nulla di più reale, per cui
credete ancora di essere voi stessi? Multidimensionale.
A sostenere in pellicola una trama così thrilling, ci vorrebbe un maestro del genere
assolutamente perfetto, come dicevo, sarebbe il mi abbastanza compianto Sir Alfred Hitchcock
chi si sente il suo erede naturale si faccia avanti!!!
Filippo Nembrini
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