Alias/il manifesto, 5.2.2000 |
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Rick e Anne vivono felici nella grande casa del Connecticut appena acquistata, in attesa che un altro pargolo venga a far compagnia al loro piccolo Chariie. Ma quella notte Rick si sveglia al pensiero che "le cose belle possano capitare solo per venire strappate via, in base a qualche sadico principio manicheo". Poi, però, si rassicura: esiste davvero un mondo simile? Ebbene, sì: esiste. Da qualche parte, nelle sconosciute dimensioni spazio-temporali delluniverso o nella nostra psiche, nelle tante corsie parallele che la compongono e che, per qualche ignota interferenza, a volte sintersecano provocando guai a non finire. Rick avrà modo di accorgersene, catapultato come i lettori nei fiotti felici e trainanti della penna di Ambrose - ex avvocato, ora scrittore e sceneggiatore di meritata fama - che, in questo avvincente thriller psicologico, si avventura nei labirinti oscuri e vicinissimi della doppia dimensione.
Geraldina Coletti
Corriere della sera, 7.10.2001 |
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Chiamatemi hacker, e sarò il vostro killer.
Ansia e paranoie della modernità trovano sfogo in un nuovo genere.
La letteratura cyberpunk li dipingeva come avventurieri un po cialtroni, ma coraggiosi e leali, simili a eroi del vecchio West. Adesso - forse perché denigrati da softwarehouse e corpi di polizia specializzati nella lotta al crimine informatico - gli hacker recitano invece il ruolo di orchi del terzo millennio. La paranoia americana, che già intravedeva il ghigno del serial killer nel sorriso del vicino di casa, si è trasferita in Rete, e un nuovo genere letterario, il cyber-thriller, diffonde la paura che, dietro al nickname di chi naviga sotto mentite spoglie, possa nascondersi un feroce assassino che spia le sue vittime nella (cyber)ombra prima di colpirle. Più fondato il sospetto che si tratti dun genere destinato a sfornare spazzatura in quantità industriale, anche se non mancano eccezioni. In particolare, meritano di essere segnalati due titoli. Il primo è Profondo Blu di Jeffery Deaver; il secondo è La madre di Dio, firmato da un maestro del noir (che ha prestato a sua volta idee a Hollywood) come David Ambrose. Anche qui cè un hacker assassino, ma la vera protagonista è lentità (un software intelligente e autocosciente) che costui ha rubato dal computer di una scienziata, ignorando daver messo le mani sulla prima, vera intelligenza artificiale che sia mai stata creata.
Rovesciando la leggenda di Aladino, il genio uscito dalla lampada trasformerà chi lo ha liberato in pedina del suo progetto: asservire lumanità attraverso il controllo della Rete. Strumento dun genio maligno, o potere dotato dintenzionalità autonoma, la tecnica incarna in ogni caso lincubo di una vita che appare ormai totalmente dipendente da informazioni che non controlla e che possono rivelarsi false, se non addirittura mortali. Ultima annotazione: gli autori sono entrambi ex avvocati, in ottima posizione per valutare limpotenza della legge di fronte una tecnica che si evolve a velocità infinitamente superiore.
Carlo Formenti
www.fantascienza.com, 19.2.10 |
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Cosa avviene se un programma di intelligenza artificiale, sfuggito al controllo della sua creatrice, si allea con un feroce serial killer? Ce lo racconta David Ambrose nel romanzo appena pubblicato da Meridiano Zero.
Potremmo dire, senza tema di smentita, che David Ambrose è uno scrittore di fantascienza prestato alla narrativa noir. Di certo è abile nello scrivere romanzi fantascientifici con ingredienti e situazioni tipiche del thriller. Rende bene lidea La madre di Dio (Mother of God, 1995), opera che la casa editrice Meridiano zero ripropone in questi giorni. Il romanzo è stato tradotto da Vittorio Curtoni, noto tra i nostri lettori per la sua lunga militanza nella fantascienza come traduttore, scrittore e curatore di collane (attualmente cura la rivista Robot edita da Delos).
Come detto, i romanzi di Ambrose appartengono al genere fantascienza, pertanto sono citati nel Catalogo Generale della Fantascienza di Ernesto Vegetti, ma sono stati pubblicati, almeno in Italia, con letichetta di romanzo noir. Vero è che lautore narra di omicidi, morti sospette, indagini e serial killer. Elementi che, a una prima superficiale valutazione, farebbero pensare a un classico noir, però nelle trame sono presenti chiari riferimenti a leggi scientifiche portate alle estreme conseguenze, a nuove scoperte scientifiche o, come nel caso di La madre di Dio, alla creazione di unintelligenza artificiale.
Tessa Lambert, bella ragazza e geniale esperta di informatica, riesce a creare una vera e propria IA, pienamente funzionante. Interviene subito la sicurezza governativa per mettere tutto in sicurezza, ma la IA sfugge a ogni controllo e si rifugia su Internet. Nel contempo, quasi allaltro capo del mondo, agisce un feroce serial killer che attira le sue vittime proprio attraverso Internet. E fatalmente i due si incontrano. La IA è decisa a uccidere quella che ritiene sua madre, Tessa Lambert. E il killer sarà ben felice di aiutarla. Un romanzo pieno di colpi di scena e divertente, per il quale sarebbe facile (e interessante) il passaggio sul grande schermo.
Pino Cottogni
il Gazzettino, 19.7.2001 |
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Serial killer e intelligenza artificiale
Dopo lintrigante Luomo che credeva di essere se stesso, romanzo che si inoltrava nel mistero degli universi paralleli, lex avvocato ed ora scrittore e sceneggiatore hollywoodiano David Ambrose si cimenta con un tema molto sentito oggi, quello dellintelligenza artificiale (sta per arrivare alla mostra di Venezia A.I. di Spielberg su progetto di Kubrick).
La madre di Dio inizia ad Oxford, dove una scienziata ha progettato un rivoluzionario programma di intelligenza artificiale. Nel frattempo, in California, un serial killer che si diverte a contattare via internet le sue vittime, entra in contatto con il computer-pensante, che non vede lora di liberarsi della sua creatrice.
Un cyberthriller affascinante e ricco di tensione che riporta Ambrose ai temi più cari: la ricerca di identità, il confronto tra cultura europea ed americana, la grande insolubilità del mistero.
Da non perdere.
Chiara Pavan
LIndice, gennaio 2002 |
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Non è tanto Netman, un serial killer che ricerca in rete le informazioni sulle sue future vittime (dati personali, parentele ecc.) in modo da escogitare poi pretesti per avvicinarle, quanto piuttosto un Dio digitale, software avanzatissimo dotato di autocoscienza e sfuggito al controllo del suo creatore, a rappresentare il più rilevante elemento ansiogeno su cui ha puntato David Ambrose nel suo libro.
Un noir imperniato, dunque, intorno ai timori suscitati da una certa incontrollabilità dei calcolatori, a cui si affidano compiti sempre più estesi e vitali nel funzionamento dei meccanismi sociali. La madre di Dio è una studiosa di Oxford, dalle cui disavventure amorose la narrazione prende le mosse. La creatura artificiale, guidata da una sorta di istinto di sopravvivenza, intende sottrarsi al comando della sua artefice, ed è pronta per questo a ricorrere a ogni strumento che passi attraverso i computer pur di eliminare chi minaccia la sua esistenza. Mentre lio cibernetico rimasto nellhard disk della studiosa viene da lei sottoposto a un drammatico sviluppo coscienziale, da una posizione originaria solipsistica a uno sconcertante impatto con la realtà esterna, il suo gemello, o, per meglio dire, clone, che si è avventurato senza controllo nel web, asseconda e manipola per i propri scopi la coscienza del serial killer Netman. Limpianto narrativo del romanzo, per molti versi efficace e valorizzato altresì da una buona traduzione italiana, ha tuttavia un limite strutturale nella stretta adesione ai parametri delladattabilità cinematografica (lautore, infatti, ha già scritto sceneggiature per Hollywood) che sembrano dettare i ritmi e le modalità di descrizione dei personaggi.
G.B.
www.scanner.it, 24.3.10 |
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David Ambrose è un eclettico come si evince dalle note biografiche, con laurea a Oxford, dove ha recitato e diretto numerosi drammi teatrali. Poi si è dedicato alla scrittura, per seguire la strada dello sceneggiatore alla mecca di Hollywood. Questa introduzione serve a capire lo stile di questo Ambrose, che ha sommato la sua abilità di scrittura con la scioltezza visiva applicata alle sceneggiature cinematografiche. Il senso del ritmo non manca a questo romanzo che miscela abilmente il thriller con la suspense, in un intreccio narrativo di forte magnetismo fino allultima pagina.
Lagente federale Tim Kelly è alle prese con una catena di efferati delitti che riempie di sangue le strade della California. Ogni giorno senza un indizio fa aumentare il numero delle vittime. Il serial killer è soprannominato lo squartatore di Los Angeles e sceglie le proprie prede attraverso internet.
È un hacker, capace di manomettere qualsiasi programma di protezione. A Oxford, Tessa Lambert sta elaborando un programma di intelligenza artificiale in grado di riprodurre i più raffinati e sottili processi della logica umana. Il programma ha superato i rigidi sistemi di sicurezza ed è riuscito a diffondersi nella rete. Lincontro con lhacker porterà alla formazione di unimprevedibile coppia assassina. Solo Tessa potrebbe riuscire a bloccarli ma ormai è lei lobiettivo numero uno di questo duo diabolico. Ambrose semina adrenalina e avvince anche nel suo percorso fantascientifico della doppia dimensione, descrivendo un possibile futuro stretto tra labirintiche paure e presagi neri.
Matteo Merli
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