il Giornale, 9.3.2004 |
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Ambrose, discesa nel pozzo dellocculto
Terzo colpo del giallista inglese: danza macaba fra paranormale e scienza
Superstizione è il terzo romanzo di David Ambrose pubblicato dalla casa editrice padovana Meridiano Zero, e conferma il talento dellautore per linnesto di idee originali su trame che sembrano già pronte per essere rappresentate sul grande schermo. Non a caso linglese Ambrose, dopo aver abbandonato la carriera legale, ha lavorato come sceneggiatore a Hollywood.
Nei precedenti romanzi, Luomo che credeva di essere se stesso e La madre di Dio, Ambrose aveva già costruito meccanismi narrativi perfetti, a metà fra il giallo e il noir, intorno a idee forti il cui tema dominante è il rapporto fra il paranormale e la scienza. Sulle pagine di Ambrose vengono resi con perfetta credibilità slittameni in universi paralleli, programmi informatici che acquistano coscienza e interagiscono con un serial killer o, come nel caso di questo romanzo, il tentativo di creare artificialmenteÉ un fantasma. Per quanto possa sembrare incredibile, il romanzo prende spunto da un esperimento realmente avvenuto in Canada, a Toronto, nei primi anni Settanta.
Joanna Cross, brillante reporter dassalto di una rivista newyorkese, ha appena smascherato Ellie e Murray Ray, una diabolica coppia di anziani truffatori che aveva organizzato un colossale inganno a spese di poveretti desiderosi di comunicare coi loro defunti. Invitata come ospite a un talk show televisivo sullargomento, Joanna fa amicizia con un altro ospite, il dottor Sam Towne, psicologo, ricercatore presso la Manhattan University che si occupa, per usare le sue stesse parole, "dellinterazione fra coscienza umana, sistemi fisici e strumenti di misura". Una ricerca che comprende telepatia, precognizione, psicocinesi, visione a distanza...
"Come scienziato, Sam si era impegnato a fornire una risposta razionale a ogni cosa. Era convinto che la ragione e la logica fossero gli unici strumenti che luomo aveva a disposizione per tentare di penetrare il mistero della propria esistenza". Le sue convinzioni - e anche quelle del lettore - verranno tuttavia rovesciate come un guanto, alla fine del libro.
Alluscita dagli studi televisivi Joanna viene aggredita da Ellie Ray, che le grida che il marito è morto di un attacco cardiaco e le lancia unoscura maledizione. "Dora in poi sarai da sola". Maledizione di cui Joanna, come il lettore, capirà il senso solo alla fine del libro.
Ancora sconvolta dallo scontro con Ellie, Joanna viene soccorsa dal dottor Towne, che le espone il bizzarro esperimento che ha in mente di attuare. Con un gruppo di volontari inventeranno un personaggio mai esistito, che poi cercheranno di evocare come se fosse un fantasma, per dimostrare che il cosiddetto occulto ha in realtà origine nella mente umana. Joanna accetta, affascinata dalla personalità e dallenergia di Sam, di cui col tempo diventerà lamante.
Fra un certo scetticismo iniziale, i membri del gruppo inventano quindi "Adam Wyatt", immaginario personaggio vissuto alla fine del 700, e ne scrivono la "storia", altrettanto immaginaria, facendolo teatralmente morire durante la rivoluzione francese. Poi cominciano le sedute spiritiche, nel tentetivo di evocare "Adam".
E "Adam", sorprendentemente, risponde. Dapprincipio nel classico modo in cui risponderebbe un fantasma: colpi sotto il tavolo, o lo spostamento di piccoli oggetti. Ma poi le manifestazioni cominciano a prendere un aspetto terrificante. "Adam Wyatt" si rivelerà unentità sinistra, subdola e crudele, uno spettro ben diverso dal personaggio immaginato collettivamente dal gruppo. Le sue evocazioni hanno effetti sempre più drammatici, finché i membri del gruppo cominciano a morire.
A mano a mano che i vivi scompaiono Adam acquista forza, tanto che Joanna e gli altri sopravvissuti del gruppo cominciano a sospettare che possa trattarsi di un fantasma reale: segni dellesistenza di un vero Adam Wyatt nel 700 prendono infatti a fissarsi nella vita dei protagonisti, a invaderla. Libri, ritratti, persino parenti in vita, confermerebbero lesistenza di Adam Wyatt. Rivelare di più su ciò che attende il lettore nellultimo quarto del libro sarebbe un vero tradimento. Come nei precedenti romanzi di Ambrose, il finale è un colpo di scena che lascerà il lettore a bocca aperta.
La prosa di Ambrose è asciuttta ed evocativa al tempo stesso. Lorrore evocato è lontano mille miglia dai facili effetti di gran parte dei narratori di genere, ed è più vicino alla sensibilità e al talento di autori come Richard Matheson, Shirley Jackson o il primo Stephen King. Che Ambrose sia anche scrittore per il cinema lo si capisce dalla perfetta tenuta delle scene, dai dialoghi serrati e dalla suspense che riesce a ricreare. Ma anche la New York del romanzo sembra "filmata" dallautore: splendide, in questo senso, le scene ambientate nel Dakota Building, davanti al quale venne ucciso John Lennon e nelle cui stanze venne girato Rosemarys Baby.
Il vortice di follia in cui precipitano Joanna, Sam e gli altri è talmente coinvolgente da far dubitare alla fine il lettore sulla "realtà" stessa del mondo. Ambrose si conferma ancora una volta maestro nellintraprendere strade nuove, nel battere sentieri minori - ma non per questo meno inquietanti - dellocculto, finendo per piacere non solo agli appassionati del genere ma a ogni lettore dotato del gusto per una buona storia.
Tullio Avoledo
Joanna è una giornalista investigativa che si è fatta un nome smascherando le truffe di sedicenti maghi e illusionisti. Sam è un professore universitario che studia le connessioni fra i misteri della mente umana e il paranormale. Dal loro incontro nasce lidea di dar vita a un fantasma. Con un gruppetto di amici e il "tavolino" della più tradizionale seduta spiritica, viene evocato limmaginario Adam, un avventuriero del Settecento protagonista della Rivoluzione Francese nonché amico e sodale di Cagliostro e del Marchese De Sade. Ma, come insegna lapologo dellApprendista Stregone, mai mettere mano allocculto se non si è in grado di padroneggiarne le mille insidie. Perché Adam, una volta "creato" dai suoi artefici, non ha nessuna intenzione di restarsene buono e tranquillo nel limbo dellimmateriale: lui vuole la vita. Quella vera. Quella fatta di carne, di sangue e di passioni. E per ottenerla è disposto a tutto. Persino ad alterare la storia e a rovesciare il tempo. Con Superstizione, linglese David Ambrose, commediografo, romanziere e sceneggiatore (per Orson Welles) firma unavvincente, torbida avventura al confine fra horror e fantascienza. Dove leleganza della scrittura e la strisciante perversione del quotidiano fanno giustizia degli ormai insopportabili effetti speciali, e brilla il ritratto inedito di una New York barocca e fatiscente che ricorda Rosemarys Baby aIle soglie del secondo millennio.
Giancarlo de Cataldo
lennynero.wordpress.com, 23.1.05 |
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Il libro inizia in modo folgorante e cinico con il racconto di una seduta spiritica che avviene di fronte ad un vasto pubblico, svelando tutti i segreti adoperati dai medium e i loro collaboratori per ingannare le persone presenti.
Tutto viene documentato da una giovane e seducente giornalista, Joanna, scettica e pronta a distruggere il mondo dei cialtroni.
Tutto regolare, si pensa che questo thriller voglia forse puntare sullironia a discapito delle credenze popolari._Nulla di piu sbagliato._Mano a mano che la storia procede, puntellata con una intelligenza ed un sarcasmo notevoli, con lesposizione delle piu importanti teorie della fisica moderna, quella che viene ribaltata è la comune percezione della realtà, fino che il lettore viene trascinato in una vicenda totalmente assurda alla quale nonostante tutto si crede e che getta addosso unangoscia che raramente ho provato.
Lincipit del nucleo narrativo è rappresentato dal progetto di uno studioso del paranormale, Sam, messo in atto per creare un fantasma._Creare è diverso da evocare._Raduna un gruppo di persone, tra le quali Joanna ed un importante studioso di fisica, per inventare un personaggio storico del quale devono immaginare contesto storico, vicende personali e conoscenze.
Lo scopo è dimostrare il ruolo che la mente ha nellinfluenzare la materia._Ma che cosa puo accadere quando dai vita prima ad un semplice fantasma, che si manifesta nei consueti modi, e poi piano piano gli costruisci intorno una non-esistenza così probabile da renderla possibile?_E se Adam Wyatt, giovane americano emigrato in Francia al servizio del generale Lafayette, ambizioso e corrotto dalle amicizie con De Sade e il temibile Cagliostro, iniziasse ad esistere nel passato?_Comè possibile che allimprovviso le persone che partecipano al progetto inizino a morire violentemente o a scomparire, mentre un misterioso discendente di Adam si insinua nella vita di Joanna?_Ricreare un evento nel passato, far nascere un individuo abietto e dedito allocculto, puo produrre tragiche conseguenze nella realtà presente?_Lintrigo è assolutamente coinvolgente, le rivelazioni centellinate col ritmo giusto e lautore distrugge la differenza tra la superstizione e loccultismo da una parte e la fisica moderna dallaltra, trascinandoci in un finale mozzafiato e visionario._Dopo tutto ormai si credono reali elementi che esistono solo in virtù di uno strumento che li misura e usato da un umanissimo misuratore._ E come diceva il filosofo Bacon, anche "rifuggire dalla superstizione è superstizione". _Aggiungendo pure che la storia damore tra Joanna e Sam è una delle poche plausibili, realistiche e ben costruite che ho letto negli ultimi anni, non posso che consigliarvi questo libro davvero stimolante intellettualmente e nello stesso tempo avvincente.
Ricopio uno stralcio di un intervista allautore:
D: Al di là dellesperimento con il paranormale, il suo romanzo è anche sulla responsabilità di assumersi il ruolo di Dio e sul problema del libero arbitrio.
R: Non ho mai capito la paura di "giocare a fare Dio", come si è soliti dire. Se non avessimo mai fatto niente di tutto quello che può essere interpretato come giocare a fare Dio, saremmo ancora alletà della pietra dove alcune religioni vorrebbero che noi fossimo rimasti. Disprezzo le persone che preferiscono lignoranza alla conoscenza, quelli che, per paura dei cambiamenti tuonano contro il recitare la parte di Dio ogni volta che lintelligenza umana ci spalanca un nuovo orizzonte. Se ascoltassimo quelle persone, non avremmo mai inventato la ruota, il motore, la penicillina. Detto questo, ci sono dei rischi, come ci sono rischi in tutto. Preferisco lespressione che usa lei, "assumersi il ruolo di Dio", piuttosto che "giocare a fare Dio". Mi sembra che lunica scelta che abbiamo nella situazione umana in cui ci troviamo, sia di esplorarla ai limiti della nostra intelligenza e del nostro ingegno. Il fatto che le cose possano andare male è semplicemente un elemento in più nel mistero della nostra situazione, e non una prova che la nostra ambizione di conoscere di più sia malvagia. Ricordiamoci che il mostro di Frankestein sarebbe dovuto essere una creatura di grande bellezza e intelligenza. Semplicemente lesperimento è andato storto. Ma era la prima volta!
omardimonopoli.blogspot.com, 1.7.10 |
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"È più superstizioso credere nellocculto o pensare di vivere in un universo logico e governato dalle ferree leggi della scienza?"
Con questa enigmatica frase di lancio qualche tempo fa Meridiano zero mise in circolazione il terzo romanzo dello scrittore inglese David Ambrose: si tratta di Superstizione, ed è un gioiellino letterario che si sviluppa attorno alleterno scontro tra il mondo dei razionalisti scettici e quello degli spiritisti convinti.
Nelle pagine di Ambrose avevamo già scovato slittamenti in universi paralleli (Luomo che credeva di essere sé stesso) e programmi informatici che acquistano coscienza sino a impossessarsi della mente di un serial-killer (La madre di Dio), argomenti ad alto gradiente dimplausibilità che lautore aveva saputo trattare con misura e giudizio senza nulla sottrarre al puro gioco della fabula.
In questultimo, magistrale Superstizione è il tentativo di creare artificialmente un fantasma il punto cardine di tutta la vicenda: radunatisi in gruppo alcuni studiosi per dare sperimentalmente vita a una "entità psichica" (immaginandosi cioé una personalità fittizia e dotandola di una propria storia), essa comincia a manifestarsi e in definitiva ad "esistere" fino a scombussolare le loro vite.
Per quanto incredibile, il romanzo prende spunto da un esperimento realmente orchestrato in Canada, a Toronto, nei primi anni Settanta. Il vortice di follia in cui precipitano Joanna, Sam e gli altri personaggi é talmente coinvolgente da far dubitare alla fine il lettore sulla "realtà" stessa del mondo.
Ambrose si conferma maestro nellintraprendere strade originali, nel rovistare in mezzo a sacche meno frequentate ma non per questo meno inquietanti dellocculto, finendo per regalarci una storia appassionante che trova estimatori anche tra non cultori del genere.
"Agghiacciante, genuinamente spaventoso
Un intrepido e magistrale gioco di manipolazione della realtà." (Publishers Weekly)
Omar Di Monopoli
Polizia e Democrazia, ott/nov 2004 |
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Paranormale e superstizione
Sam, "indagatore del paranormale", e Joanna, giornalista a New York, affrontano il problema della superstizione da due versanti opposti: le truffe legate allo spiritismo e la connessione fra fenomeni paranormali e la mente umana. Sam, per provare le sue teorie decide di coinvolgere la scettica Joanna. Riunisce un gruppo di volontari per inventare e materializzare il fantasma di Adam, immaginaria comparsa della Rivoluzione francese. Ma ai partecipanti accadono eventi agghiaccianti: lesperimento di Sam è andato al di là di ogni aspettativa. In questo libro lelemento paranormale e quello scientifico diventano il supporto per un thriller psicologico avvincente che inchioda il lettore dalla prima allultima pagina con colpi di scena e virate improvvise.
Pulp, marzo 2004 |
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Sam Towne, psicologo ricercatore della Manhattan University, vuole dimostrare che la mente umana è in grado di generare fantasmi. Le esperienze paranormali sarebbero quindi attribuibili a una forma di telepatia e alimentazione della coscienza collettiva.
Towne organizza un gruppo composto da otto persone, con lobiettivo di inventare ed evocare uno spirito fittizio. Lentamente, la figura del fantasma acquista le caratteristiche di una persona realmente esistita: Adam Wyatt, giovane americano vissuto in una Francia rivoluzionaria alla fine del diciottesimo secolo.
Inaspettatamente, e andando ben oltre la pura immaginazione, Adam cresce, sempre più potente, con lintento di non abbandonare il posto nel mondo che gli è stato creato. Lincubo avvolge e strazia lesistenza di ognuno dei partecipanti. Universi paralleli ne assorbono la vita, risucchiandola e costringendola in dimensioni sconosciute, dove è la morte a conquistare lanima e la mente.
Ed è in questa realtà perduta, in questa mancanza di possesso nei riguardi del certo e dellesplorato, che Ambrose costruisce, anello dopo anello, la catena che ci tiene avvinghiati al romanzo. Superstizione corre veloce verso quella forma inquietante di terrore che sonnecchia dentro di noi, linspiegabile sconosciuto buio che sta sempre dietro qualcosa: una porta chiusa, in fondo alla strada poco illuminata dei nostri sogni o nel timore di svegliarci senza riconoscere il nostro presente.
Superstizione è organizzato e scritto in modo perfetto. Non cè alcun gradino, né alcun ostacolo narrativo a farlo scivolare nel consueto. Mantiene costantemente teso il filo della tensione e costantemente allerta la nostra partecipazione emotiva. Da tanto non capitava di imbattersi in una lettura talmente attraente da lasciare scossi i nostri sensi, già provati dai numerosi tentativi fallimentari di autori che insistono a proporre ripetitive farse pseudopsicotiche asettiche e spente.
Patrizia Burra
Stilos, 23.3.2004 |
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LEtà dei Lumi ha segnato una svolta fondamentale nel rapporto delluomo con la realtà, affermando la priorità della ragione nei processi cognitivi. Eppure a volte ci sono dei fenomeni che sfuggono a uninterpretazione razionale, a volte si avvertono delle presenze che si preferisce liquidare come allucinazioni e su cui si ha paura di indagare. E proprio il campo del paranormale che lo scrittore inglese David Ambrose esplora, nel suo nuovo romanzo "Superstizione" pubblicato da Meridianozero. Che cosa succede quando un esperimento ha successo e le conseguenze sfuggono di mano? Quando luomo si sostituisce a Dio creando un altro essere? un Frankenstein incorporeo in una storia che sfida la credibilità e che ci tiene inchiodati fino allultima pagina, lasciandoci ancora più sconcertati dopo aver letto, nei "ringraziamenti", dellesperimento vero da cui prende spunto il romanzo. Lo psicologo Sam accetta una sorta di sfida, quando decide di provare a creare un fantasma: se la realtà esiste come oggettivazione del pensiero, concentrando lo sforzo mentale di un gruppo di persone verso un unico obiettivo deve essere possibile dare vita ad una persona "fantasma". Prima è necessario fare un identikit della persona che si vuole creare: dargli un nome (Adam, come il primo uomo, Wyatt, come lavventuroso avventuriero Wyatt Earp) e un aspetto fisico (bruno, capelli ricci), stabilirne la nazionalità (americano), lepoca storica in cui farlo vivere (aveva seguito Lafayette in Francia ed era stato vittima della Rivoluzione). Poi ci si deve assicurare che nessuno con questo nome e questa biografia sia mai esistito, e infine si possono iniziare gli incontri intorno al tavolo delle sedute spiritistiche, perché si manifesti il suddetto Adam. Ci vuole un po prima che questi segnali la sua presenza (ma non ci vogliono anche nove mesi per far nascere un bambino?), ma poi acquista sicurezza e dà prove concrete della sua presenza e del suo carattere, che non è esattamente come gli otto "genitori" avevano pensato- e forse non si erano neppure dati tanta pena di pensarci. Lesperimento è riuscito, forse è meglio interromperlo ma, a questo punto, Adam non vuole saperne di scomparire: è la sua vita in cambio di quella di loro otto. E tutto sommato è facile far passare degli assassinii per incidenti. E, se cè chi sopravvive, ha senso vivere quando nessuno ci riconosce più? quando si è superato lesile confine tra un mondo e laltro e non cè più alcuna certezza? è una superstizione maggiore credere nellocculto o che la scienza possa spiegare tutti i fenomeni delluniverso? Stilos ha intervistato David Ambrose, scrittore di romanzi ma anche di sceneggiature di film e di drammi teatrali. Laureato in legge a Oxford, David Ambrose ha anche fatto lattore e attualmente vive tra Londra, la Svizzera e la Provenza.
Nel suo primo romanzo pubblicato in Italia, "Luomo che credeva di essere se stesso", largomento era quello degli universi paralleli, nel secondo, "La madre di Dio", quello dellintelligenza artificiale, in questo si parla di esperienze paranormali: mi incuriosiscono le sue scelte, sia il fatto che scelga UN argomento e lo esplori interamente, sia loriginalità degli argomenti stessi. Che cosa le ha dato lidea di scrivere questo libro?
Molti anni fa ero stato affascinato da qualcosa che era accaduto a Toronto, in Canada: nel 1973 otto persone si erano riunite intorno ad un tavolo ed avevano iniziato a creare un fantasma. Erano cinque uomini e tre donne, tutti membri della Società per la Ricerca Psichica ed erano tutti scettici riguardo a qualunque cosa fosse al limite della superstizione. A presiedere lesperimento cera un matematico e genetista, George Owen che, in tutta la sua carriera scientifica, aveva mantenuto un interesse per lunica cosa che in genere viene considerata come incompatibile con il procedimento scientifico: il paranormale. Diciamo subito che nessuno ha mai messo in dubbio lintegrità o il rigore intellettuale del dottor Owen e che è inconcepibile che lui o qualcuno del suo gruppo fosse animato da altro che non fosse curiosità intellettuale. Quello che fecero, seduti intorno al loro tavolo a Toronto, fu di inventare, nellarco di alcuni mesi, una persona di nome Philip, dandogli un passato avventuroso che terminava in un suicidio per una tragica storia damore. Ad ogni incontro tenevano le luci accese e cera in funzione una cinepresa con audio. Si incominciarono a sentire dei colpi dal tavolo con cui stabilirono un sistema di domande e risposte, un colpo per "sì", due per "no". Poi si riuscì a instaurare una vera e propria conversazione coerente, a volte cantavano delle canzoni di cui il tavolo seguiva il ritmo. Infine il tavolo iniziò a muoversi da solo nella stanza, capitò anche che si sollevasse persino nellaria. I colpi del tavolo, che erano stati registrati, risultarono ad unanalisi di tipo sconosciuto. Un grafico mostrava come si originassero nelle fibre di legno del tavolo, allargandosi verso lesterno, lopposto di quanto succede quando qualcosa viene colpito in maniera solita. Mi sono imbattuto in riferimenti a questa storia più di ventanni fa, ma è stato solo nel 1995 che sono riuscito a trovare un testo molto raro, una copia del libro scritto da due membri del gruppo che aveva fatto lesperimento e firmato da tutti e otto. Questo esperimento mi ha dato lo spunto per il romanzo, ma avevo bisogno di una storia. Ed è qui che è entrato in gioco il mio interesse per la fisica. Mi ha sempre incuriosito e affascinato il modo in cui la realtà, a livello fondamentale, quello dei quantum, sia generata da un osservatore. Ho preso questa idea e lho applicata ad un mondo di gente reale, "generando" un personaggio che porta con sé un intero mondo che alla fine assimila e sostituisce il mondo degli altri. Mi sembrava unidea paurosamente meravigliosa, perché era basata su due cose reali: la storia vera di Toronto e scienza vera.
Cè un motivo per cui ha scelto di far vivere il suo "fantasma" nel periodo della Rivoluzione francese e di metterlo in relazione con Cagliostro?
Ad essere sincero, il motivo principale è stato che conoscevo molto bene la Rivoluzione francese perché me ne ero occupato anni prima per un film colossale di sei ore sulla rivoluzione- un film che viene ancora proiettato in televisione e viene fatto vedere in tutte le scuole in Francia. Ho messo Cagliostro nella storia, che non cera nel mio film, per lassociazione del suo nome con la magia e il mistero, e perché ho scoperto che era a Parigi allepoca.
"Superstizione": sembra ci sia più di uninterpretazione del titolo.
In realtà "superstizione" è una parola difficile da definire adeguatamente. LEnciclopedia Britannica dice che è "un termine ambiguo, che probabilmente non può essere impiegato che in modo soggettivo" e il filosofo Francis Bacon ha scritto che "cè della superstizione anche nel rifuggire la superstizione".
Al di là dellesperimento con il paranormale, il suo romanzo è anche sulla responsabilità di assumersi il ruolo di Dio e sul problema del libero arbitrio.
Non ho mai capito la paura di "giocare a fare Dio", come si è soliti dire. Se non avessimo mai fatto niente di tutto quello che può essere interpretato come giocare a fare Dio, saremmo ancora alletà della pietra- dove alcune religioni vorrebbero che noi fossimo rimasti. Disprezzo le persone che preferiscono lignoranza alla conoscenza, quelli che, per paura dei cambiamenti tuonano contro il recitare la parte di Dio ogni volta che lintelligenza umana ci spalanca un nuovo orizzonte. Se ascoltassimo quelle persone, non avremmo mai inventato la ruota, il motore, la penicillina. Detto questo, ci sono dei rischi, come ci sono rischi in tutto. Preferisco lespressione che usa lei, "assumersi il ruolo di Dio", piuttosto che "giocare a fare Dio". Mi sembra che lunica scelta che abbiamo nella situazione umana in cui ci troviamo, sia di esplorarla ai limiti della nostra intelligenza e del nostro ingegno. Il fatto che le cose possano andare male è semplicemente un elemento in più nel mistero della nostra situazione, e non una prova che la nostra ambizione di conoscere di più sia malvagia. Ricordiamoci che il mostro di Frankestein sarebbe dovuto essere una creatura di grande bellezza e intelligenza. Semplicemente lesperimento è andato storto. Ma era la prima volta!
Ho sempre liquidato come stupidaggine il fenomeno del poltergeist, ma non ne sono più così sicura, dopo aver letto il suo libro.
Devo dire che, dopo aver fatto molte ricerche sullargomento, sono assolutamente convinto che sia reale. Negli anni 90, mentre facevo ricerche per scrivere "Superstizione", sono stato anche in visita al laboratorio PEAR- specializzato nella ricerca su casi anomali- dellUniversità di Princeton dove stanno investigando questo fenomeno dal punto di vista scientifico e ho visto la dimostrazione di fatti sollecitati da nientaltro che lapplicazione della concentrazione umana.
Uno dei suoi personaggi dice che, dopo tutto, non hanno fatto niente di diverso da quello che fanno gli scrittori, gli artisti e i bambini- hanno inventato qualcuno che non è mai esistito.
Il che è vero. Gli scrittori, parlando dei personaggi che hanno inventato, dicono spesso che "hanno assunto una loro propria vita". Adam Wyatt è semplicemente un esempio estremo di questo.
Come sempre accade per i suoi libri, è difficile definire il genere di questo romanzo: è un thriller, una mystery story, una storia gotica e mi fa anche pensare alle storie di fantasmi di Henry James.
Sì, è vero che mescolo i generi ed è difficile classificare i miei romanzi. Lunico genere che reclamo per me stesso è quello dello "storyteller", colui che racconta le storie. Se i lettori non possono fare a meno di girare le pagine e continuare a leggere, vuol dire che almeno sto facendo qualcosa di ben fatto.
Marilia Piccone
tuttolibri, 8.5.2004 |
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Ambrose
Una superstizione paranormale
Giocare col paranormale è comunque rischioso, anche quando si vuol tenere lesperimento sui binari della scienza, anziché praticare le vie delloccultismo o della magia. Può darsi infatti che si materializzi qualcosa (o qualcuno) che prima non esisteva ma che, una volta preso corpo, si crea un suo passato e una sua storia reale, sovrapponendosi al nostro piccolo universo domestico, annullandolo o deformandolo con drammatiche conseguenze. È questa la morale di Superstizione di David Ambrose, originale variazione sugli universi paralleli alla luce delle moderne teorie sulla struttura della materia e sul rapporto tra percezione e londo empirico.
Ruggero Bianchi
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