Bresciaoggi, 10.4.08 |
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Con Charlie Monk, luomo-scimmia, verso il futuro incerto
La scienza non è mai pura: se ne erano accorti già gli antichi. E il potere è sempre un mostro a più teste, in modo da distinguere la criminalità dei mezzi dalla civiltà dei fini. È uno science thriller appassionante quello di David Ambrose (Il fascino discreto di Charlie Monk, Meridiano zero) che prospetta un futuro da brivido non proprio cosė lontano (come si evince nella nota dellautore), in cui le accelerazioni del progresso bruciano in un attimo gli indugi della coscienza.
Charlie Monk è un esecutore spietato ed efficiente, eccezionalmente erculeo e ginnico. Killer, sabotatore, agente, braccio armato di servizi che si presuppone siano segreti o paralleli: non cè missione che non risulti alla sua portata. Infallibile nel colpire il bersaglio, mentre nel tempo libero si dedica allozio della pittura e ai suoi esuberanti appetiti sessuali. Una vita professionale spericolata quanto ordinaria nel privato la sua, guastata da ununica ossessione che ritorna continuamente ad affacciarsi alla memoria: è il fantasma di una donna senza volto, che lui ritiene sia stato il suo grande amore mancato.
Ma chi è veramente Charlie Monk? Lo si scopre circa a metà romanzo e la verità lascia di sasso: è un ibrido di uomo-scimmia. Anzi, è uno scimpanzé su cui è stata inserita una sequenza genetica derivata da un embrione umano. Charlie Monk è un uomo bionico, un prototipo di laboratorio in fase di sperimentazione (di lui si vuole testare laffidabilità), patrocinato da una fondazione americana che vuole ottimizzare la stirpe di James Bond.
I dirigenti della fondazione si sono impadroniti dei risultati delle ricerche di una neurologa, Susan Flemyng, che ha messo a punto una tecnica per spiantare e trapiantare memorie, anche visive. Sono i ricordi infatti a dare una sembianza di umanità anche ad un "mostro" biologico. Senza di essi, il passato sarebbe per tutti una terra straniera. Quando Charlie e Susan (è lei peraltro la donna dei sogni notturni) scopriranno di essere due pedine nelle mani di unorganizzazione losca, uniranno le loro forze per salvarsi la vita e per denunciare la cospirazione.
Lintento etico del romanzo mette allindice gli eterni peccati di conoscenza della scienza, almeno quando è governata da uomini senza scrupoli, e prospetta il pericolo della manipolazione genetica sullo sfondo di una società in cui il principio di realtà è stato scalzato dalla virtualità di Matrix. Per fortuna, allumana insipienza riparano quasi sempre i "diversi" (robot, golem, replicanti
), che coltivano una passione per la normalità. David Ambrose orchestra con abilità narrativa le angosce futuribili e ci ammonisce che forse non ci aspetta il migliore dei mondi possibili.
Nino Dolfo
www.wuz.it, 19.3.08 |
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La scienza è unarma a doppio taglio. È pura solo nella mente, nel momento in cui la si concepisce, come può esserlo unidea, unequazione, o anche un qualche modo nuovo di vedere le cose. Ma appena finisce qui, nel mondo, si trasforma in ciò che il mondo vuole che sia. Guerra batteriologica, olocausto nucleare o una cura per il cancro.
Un uomo è ricoverato da anni in una clinica: come conseguenza di un virus ha perso la memoria del tempo passato da quando si è ammalato ed è incapace di trattenere la memoria del tempo presente. Ogni giorno si ripete la stessa penosa scena - di lui che non sa assolutamente chi sia la donna non più giovane che lo viene a trovare, perché non riconosce in lei la fanciulla che ha sposato. Lo cura la dottoressa Susan Flemyng che sta facendo ricerche nel campo della memoria come rinforzarla, ma anche come immettere nuovi ricordi nella memoria. Perché la memoria è uno degli enigmi più affascinanti del corpo umano o della mente umana che dir si voglia. Come funziona la memoria? Sappiamo che è selettiva, ma come funziona la scelta di quello che viene mantenuto e quello che viene scartato? Sono sempre veramente autentici i ricordi? O possono essere immessi dallesterno?
Questa è solo la traccia iniziale del romanzo dello scrittore inglese David Ambrose, Il fascino discreto di Charlie Monk. Perché nelle pagine seguenti leggiamo di due avvenimenti che sembrano non avere nessun nesso con il paziente smemorato: il marito della dottoressa Flemyng muore in un incidente aereo di ritorno dalla Russia dove si era recato per delle ricerche, e Charlie Monk (fate attenzione al cognome, è un indizio), super addestrato, super efficiente uomo dei servizi segreti, compie unazione strabiliante allinterno di un albergo dove dei terroristi hanno preso alcuni personaggi importanti del mondo della politica in ostaggio. Naturalmente non vi raccontiamo il seguito, come la dottoressa Flemyng abbia a che fare con Charlie Monk: la trama è ricca di colpi di scena e scorre veloce, tenendo il lettore col fiato sospeso, perché, nel momento in cui si pensa di aver capito tutto, cala il sipario e, quando si rialza, siamo costretti a rivedere lidea che ci siamo fatta di quanto avviene.
Chi conosce lopera di David Ambrose (ricordiamo, ad esempio, lottimo romanzo La madre di Dio, sempre pubblicato da Meridiano zero) sa che lo scrittore ama scegliere un tema e andare a fondo, spingendosi fino al limite estremo del possibile, superando solo di poco quella che è la scoperta scientifica già raggiunta, quel tanto da farci dire, è impossibile, ma perché no?, perché quello che stiamo leggendo pare fantascienza ma sappiamo bene che la scienza è solo il capitolo che segue quello della fantascienza. David Ambrose è maestro nel mescolare i generi: Il fascino discreto di Charlie Monk incomincia con un intrigante caso medico, continua seguendo la traccia del giallo, con un incidente aereo che è stato chiaramente provocato e la scomparsa di un giornalista che sapeva troppo, vira verso la fantascienza con la manipolazione genetica (pensate al cognome di Charlie Monk) e la memoria costruita, aggiunge un pizzico di storia di spionaggio, qualche impresa alla Rambo, un altro pizzico di storia sentimentale - lamore non stona mai, dopo tutto. E dietro a questa vicenda è sottintesa una riflessione su scienza e etica, su quanto sia difficile fermare la scoperta, su quanto sia impossibile impedire luso impuro della scienza. Inchiodando il lettore - incuriosito, stuzzicato, perplesso, affascinato - alle pagine del libro.
Marilia Piccone
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