D, Repubblica delle Donne, 20.10.07 |
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Tutti i trucchi del noir
Leede di Nick Hornby e Irvine Welsh, mostri sacri della new wave letteraria anglo-scozzese, potrebbe essere Christopher Brookmyre, classe 68, di Glasgow, critico cinematografico, ex cantante rock, cronista sportivo, da anni autore di noir che hanno per protagonista il giornalista dassalto Jack Parlabane, a caccia di notizie che Brookmyre scaglia come bombe contro il governo, il sistema sanitario e dellinformazione. In questultimo, La magica arte del furto racconta unanomala storia damore tra un rapinatore e una detective tostissima, ANgelique De Xavia, che si inseguono e si scontrano in situazioni paradossali e comiche.
Nel libro cè una storia damore ma anche unincredibile rapina in banca e molti colpi di scena: definirebbe noir questo romanzo?
Non proprio: è un romanzo in cui si traccia un parallelo tra larte degli illusionisti da palcoscenico e il furto. Mi diverto a fare uninfinità di trucchi con il lettore. Uno dei protagonisti è un ladro, laltro una poliziotta e i sue sentono unattrazione reciproca, e cè la resa dei conti, ma è solo alla fine che tutto si collega e viene spiegato.
Che fine ha fatto la sua band musicale, i Blindfold? Avete avuto vita breve
Suonavamo malissimo e litigavamo in continuazione. A noi piaceva pensare che fosse una maniera diversa di fare musica, ma temo che ci stessimo sbagliando.
Cosa la spinge a scrivere romanzi corrosivi, di denuncia? Unidea politica?
Semplicemente scrivo quello che penso, ma spesso sono le opinioni che sento appropriate al personaggio che sto creando.
Non la preoccupa che ciò che scrive possa urtare qualcuno?
Non ha senso scrivere qualcosa, se cominci a pensare di dover piacere a tutti. Chi si offende per le idee che trova nei miei libri è comunque il meno probabile dei miei lettori.
La magica arte del furto è un titolo tratto da una canzone di Billy Franks, a cui lei dedica il libro. E ha anche finanziato un progetto per registrare un cd e girare un film su di lui? Perché tanti omaggi?
Billy Franks ha scritto canzoni per trentanni e tra i suoi fan ci sono Bruce Springsteen, Sonny Bono, Tom Petty. Lho conosciuto nell85 quando è venuto a Glasgow a suonare come band daccompagnamento, e il pubblico chiedeva a lui il bis, anziché al gruppo principale. Da allora non lho più perso di vista
Antonella Fiori
Christopher Brookmyre è un matto. È nato a Glasgow, ha fatto il critico cinematografico, il cantante rock (pessimo, dice), il cronista sportivo, poi ha deciso di passare alla narrativa. Con il romanzo Un mattino da cani è diventato famoso e con i successivi, Il paese della menzogna e Scusate il disturbo, una vaera star della nuova ondata del thriller britannico. I suoi romanzi sono ambientati in un paese che pare diventato un Luna Park, popolato di eccentrici solitari che decidono di fare il colpo della loro vita, di persone normali che, messe in circostanze straordinarie, tirano fuori la loro vena di follia e insoddisfazione, di ladri gentiluomini e gente perbene bastarda, zeppi di citazioni cinematografiche. Uno spasso, thriller percorsi a rotta di collo da un sense of humour irresistibile. Anche lultimo, La magica arte del furto, ambientato nella più grande banca di Scozia piena di ostaggi e rapinatori, dove si incontrano gli occhi (e i cuori) di unagente speciale e del re del furto surreale. Come gli altri, anche questo è pubblicato da Meridiano zero, la più curiosa e stimolante tra le nostre piccole case editrici "tematiche".
Emanuela Martini
Rumore, dicembre 2007 |
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Christopher Brookmyre (Glasgow, classe 68), è la next big thing della Tartan Noir, secondo la definizione di James Ellroy. Ex critico cinematografico, ex mediocre cantante rock ed ex cronista sportivo, il principe dello scottish noir, ha già sciorinato una serie di cult magistrali: Un mattino da cani, Il paese della menzogna, Scusate il disturbo, Real Life per citare solo quelli tradotti in Italia da Meridiano zero.
Coinquilino letterario ed etnico di Irwin Welsh e Alan Warner, erede designato di Nick Hornby, Brookmyre incide la sua urticante prosa di venature indigeste. Racconta storie grottesche, truculente e paradossali. Un Filthy Grand Guignol di caratteri feroci e surreali, carichi di una perversa ironia sadica. Ma come per Peace e Raymond, altri inglesi "neri", anche i suoi racconti pulp sottendono una cinica critica sociale, storica e culturale della società anglosassone e delle sue ostentate contraddizioni. .
La magica arte del furto invece abbandona il clichè della denuncia sociale e ci racconta una iperbolica storia damore mozzafiato tra un rapinatore e Angelique De Xavia una superba e ammaliante sbirra. La trama, intrisa di colpi di scena, escamotage e trucchi da illusionista del furto e della parola, ha per set una banca invasa da rapinatori e ostaggi, ha per scopo una rapina inverosimile e strepitosa, ha come risultato un Killing Zoe dove Ken Loach incontra definitivamente Tarantino al ritmo di un sordido rock celtico.
Domenico Mungo
Top Fly, gennaio 2008 |
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Quando Ionesco e Dalì rapinano banche
In Inghilterra è già un autore di culto. Qui da noi sta per diventarlo grazie a Meridiano zero che fortunatamente sta pubblicando tutti i suoi romanzi. Christopher Brookmyre, di Glasgow, Scozia, classe 68, un po di mestieri alle spalle (cronista sportivo, critico cinematografico, cantante rock), passa per romanziere "nero" ma è una definizione che gli va stretta. Le sue storie sono poliziesche e dense di colpi di scena che inchiodano il lettore alla trama, ma sono anche intrise di ironia corrosiva, di situazioni grottesche e con dialoghi divertenti e surreali. Il suo ultimo titolo è La magica arte del furto con protagonista, lagente dello Special Branch inglese Angelique De Xavia (che si ritrova anche in altri romanzi) alle prese con unoriginalissima rapina in banca in stile "dadaista" con banditi travestiti da caricature di personaggi come Ionesco e Dalì. Mano a mano che la rapina si compie, lobiettivo si allarga, portando il lettore alla scoperta di malavitosi comuni in una Glasgow inquinata e disperante, gangster messicani narcotrafficanti in azione negli Stati Uniti, predicatori conservatori scandalizzati da opere darte troppo esplicite, tutti coinvolti in un surreale e divertentissimo furto in un museo. Da non perdere per chi ama leggere sorridendo.
Gianni Franchini
www.ccsnews.it, 15.11.07 |
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Meridiano Zero è una piccola casa editrice veneta la cui politica editoriale si concentra soprattutto sul noir, con una vasta selezione di autori italiani ed esteri. La magica arte del furto è un romanzo di Christopher Brookmyre, un autore che si distingue dagli altri, unendo ruvidi aspetti di realismo urbano ad aspetti intrisi di surreale. Umorismo e colpi di scena condiscono questo lavoro dello scrittore inglese dallo stile inconfondibile. Tra saltimbanchi e detective, pagliacci, ostaggi e rapitori un libro che sicuramente non deluderà il pubblico.
Cristiana Paone
fnits.blogspot.com, 12.1.08 |
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8.1.08 Ho comprato un po di libri oggi.
Un libro della Meridiano zero (ottima!) di Christopher Brookmyre, un giovane talento inglese oops scozzese di Glasgow. Il libro si intitola La magica arte del furto, si promette un thriller con rapine tricky ("dadaiste" come le definisce la terza di copertina), il ladro supersmart che vuole far innamorare la investigatrice ma finisce innamorato pure lui. Insomma la solita storia, ora lo leggo poi vedremo.
12.1.2008 Brookmyre ci sa fare davvero.
Ho divorato mezzo Brookmyre, ci sa fare davvero.
Immaginate una banca che viene rapinata da una banda di pagliacci danzerini, degli ostaggi tenuti calmi dai rapinatori che organizzano una recita di Aspettando Godot, un bandito inseguito da una poliziotta che si è innamorata di lui. Tutte queste cose, e molte altre, si trovano ne La magica arte del furto di Christopher Brookmyre.
La vera bellezza dei romanzi di Brookmyre sta nella sua capacità di fondere un aspro realismo urbano con elementi surreali proiettando il lettore in un mondo dove linspettato è la norma e lumorismo è una costante, pur mantenendo uno stretto contatto con la realtà.
Per chi ha già letto Brookmyre, La magica arte del furto è imperdibile: uno splendido romanzo che mostra il talento di un Brookmyre nella sua forma migliore. Per i nuovi lettori, quando avrete finito questo libro, frugherete ogni libreria a caccia dei suoi altri titoli.
Steve Martin
www.nientelietofine.splinder.com, 6.2.08 |
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A me gli occhi, "sil vous plait".
Un romanzo che riesce a conciliare il Trattato di magia del Mago Silvan e i migliori action-thriller.
Perché, come dice lautore, il furto e lamore sono due forme di illusionismo.
Una straordinaria storia, dove non mancano lazione e lironia (che spesso si evolve in sarcasmo), pieno di colpi di scena, rapine, illusioni e tirate filosofiche.
E come se non bastasse, uno dei migliori incipit dai tempi della Gang del pensiero.
www.nonsololink.com, 31.3.08 |
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Bisognerebbe capire di che furto si tratta. In questo bel thriller proposto da Meridiano Zero, infatti, stiamo sì parlando di crimini e criminali, ma non si sa, alla fine, se rapisce più il cuore o più la mente; se il furto è linviolabilità della coscienza di una poliziotta che si innamora di un ladro o se sono stati scippati di più i ladri della propria onorabilità e del proprio codice mettendoli in carcere che non lasciandoli tranquillamente rapinare seguendo un certo tratto di onestà.
Infatti, è in carcere che hanno imparato a diventare dei duri, a covare la vendetta pura, a trovare un perché alla barbarie senza perdere il controllo del territorio, il delicato equilibrio tra chi comanda e chi subisce, tra chi deve soccombere e chi tira le fila.
Alla fine il mondo dellarte non ne rimane fuori: per incastrare un boss bisogna batterlo con le sue stesse armi, soprattutto se ti ha ucciso il padre senza motivo e soprattutto se usa una statua famosa per importare a Dublino qualche quintale di cocaina. Corona il testo il sesso, esposto in un museo mediante schermi che proiettano film porno o la statua di un uomo preso da autoerotismo; in una delicata storia di letto piuttosto che in apertura, giusto per i più navigati del genere, data la dissertazione proposta dallautore sulle preferenze maschili.
Con qualche lacuna nella suspense, questo nuovo romanzo di Christopher Brookmyre, già noto per il bel Un mattino da cani e autore culto in Gran Bretagna, mantiene inossidato lo stile asciutto e preciso, ben tradotto da Anna Rusconi.
Consigliato a chi non si scandalizza di primacchito e trova il senso del racconto in uno spaccato realistico della vita occulta della malavita internazionale.
Alessia Biasiolo
www.tibereide.it, 21.12.07 |
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Guardie e ladri innamorati il nuovo lavoro di Christopher Brookmyre
Lerede di Nick Hornby e di Irvine Welsh, mostri sacri della new wave letteraria anglo-scozzese, potrebbe essere Christopher Brookmyre, critico cinematografico non che ex cantante rock e cronista sportivo, nato a Glasgow nel 1968, da anni autore di romanzi noir che hanno come protagonista il giornalista dassalto, Jack Parlabane, a caccia di notizie che ogni volta il uso autore utilizza come vere e proprie bombe contro il governo, contro il sistema sanitario e contro quello dellinformazione.
Il titolo è tratto da unomonima canzone di Billy Franks, al quale Brookmyre ha anche dedicato il libro, cantautore conosciuto nella stessa città di Glasgow nel 1985, con il quale aveva anche suonato in una band, ma poi improvvisamente perso di vista.
In questo ultimo romanzo, intitolato La magica arte del furto, Brookmyre racconta una inconsueta storia damore, quella tra un rapinatore e una detective veramente "tostissima", di nome Angelique.
Il filo rosso del libro è perciò questa love story, ma non mancano incredibili colpi di scena, tra i quali ad esempio una rapina in banca. Questa volta però Brookmyre non dà vita a un altro dei suoi racconti noir e il libro, come lui stesso lha definito, è un romanzo che traccia piuttosto un parallelo tra larte degli illusionisti da palcoscenico e il furto, con lintenzione, da parte dello stesso autore, di divertirsi con uninfinità di trucchi con il lettore.
Con lobiettivo di dar vita, come si è già detto, a una dura critica sociale, oltre che a spunti di vera e propria comicità, Brookmyre scrive senza mai preoccuparsi di dover piacere a tutti, altrimenti, secondo lui, si rischierebbe di perdere lessenza della scrittura. "Chi si offende per le idee che trova nei miei libri ha dichiarato lo scrittore durante unintervista è di certo il meno probabile dei miei lettori".
Con un vero e proprio mix tra aspetti tratti dal realismo e aspetti intrisi di surreale, lo scrittore inglese condisce il suo ultimo lavoro anche di un incredibile umorismo e di colpi di scena tra saltimbanchi, detective, pagliacci, ostaggi e rapinatori, le cui vicende non deluderanno certamente il pubblico dei lettori.
Roberta DAuria
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