il manifesto, 21.12.05 |
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Funziona da antidoto ai veleni ossessivi nella trincea della "guerra di religione". Larma dellironia si conferma efficace perfino con dio, sottratto alla teologia e ricondotto al condominio con lumanità. Così un agile volume, politicamente scorretto, riconcilia con la critica umoristica dello stato di cose esistente. Scritto da Jean-Louis Fournier (impertinente autore, in passato alle prese con aritmetica e scienze naturali) e perfettamente tradotto da Luigi Cojazzi e Alessandra Maestrini (giovani colleghi dufficio con la passione dei vini rossi del Sud), Io, Dio (Meridiano Zero, euro 8) si lascia divorare scompaginando la serietà in modo da lasciar posto, pagina dopo pagina, ad un sano divertimento della fantasia.
"Dio ha finito il mondo, ha maturato i suoi 35 anni di anzianità e può finalmente andare in pensione". E lavvio dellesilarante racconto del capriccio del creatore, prima infastidito dal mondo e dai suoi abitanti, poi onnipotente nel perfezionare lopera a sua immagine e somiglianza. Dio si rivela umano, troppo umano. Il lettore assiste alla fecondazione della vita paradisiaca con ogni genere di fastidi, calamità, disgrazie. Con san Pietro nella parte della spalla chiamata a supportare limpresa divina.
I due condividono un sontuoso attico sulle nuvole, giusto sopra uomini e donne che incarnano lorgoglio dei sei giorni dedicati a plasmare il mondo. Peccato che invece di una beata eternità da "pensionato", il divino artefice sia via via perseguitato dalle creature. Inquilini indocili del condominio, vicini rumorosamente fatidiosi, figli irrispettosi della preziosa eredità del padre. Insomma, tropo casino. Dio non può nemmeno dormire in pace. E nella sua infinita comprensione sinsinua la reazione a catena dellafflizione. Una specie di confusione a freddo, lesplosione nucleare del mondo, latomizzazione dellinsopportabilità dellesistenza.
Dio si scatena, si libera e si diverte. A modo suo. E il lettore insieme a lui. Abbandona il domino con san Pietro, perché ha un nuovo passatempo. Giocare con lumanità: "Quando vedo Adamo sul suo 4x4 metalizzato, con il cellulare in mano e una moto dacqua a rimorchio, a fianco di una Eva ossigenata in pantaloni di pelle, mi vergogno di aver creato tutto questo". Così comincia a plasmare un piccolo grande inferno dentro il loro mondo. Debutta con le macchie, ci prende gusto con il grigio lunedì, si entusiasma con la quotidianità e la sovrappopolazione, finisce per dilagare con gli animali carnivori ed il whisky.
E la moltiplicazione delle sventure. "Inventerò il senso di colpa, perché dà il tormento e impedisce di dormire. Farò credere agli uomini che è per causa loro che mio figlio è morto". Dio si scatena e aggiunge il petrolio: Servirà "ad alimentare fiamme che non si potranno spegnere, ad annerire il cielo, a mettere la terra a ferro e fuoco, ad avvelenare per anni i pesci e gli uccelli". Poi il motore a scoppio: "Grazie a Dio, avrebbe finalmente impedito alla brava gente di dormire". Getta sul mondo le malattie infantili, ottime a tormentare il sonno di tutte le madri. Con i soldi tutti impazziscono dietro alle banconote; quindi si accende la televisione che danneggia il cervello in modo irreversibile. Finché dal cielo piove merda con i piccioni e lAfrica viene desertificata dalle cavallette.
Ed ecco, la svolta. Dio inventa una caterva di dei: "Con i testi sacri in una mano ed il fucile nellaltra, in nome del loro dio si uccideranno fra di loro". Basta aggiungere una lettera alla campagna pubblicitaria: Armatevi gli uni gli altri. Tutto è pronto per la fine del mondo: tocca a Bush e bin Laden. In appendice, le altre sintetiche 22 invenzioni divine: "Prima ha inventato il cervello e poi lemicrania". Si sorride sempre, ma con lirriverente Fournier.
Ernesto Milanesi
Stilos, 19.12.05 |
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Ha già scritto Aritmetica applicata e impertinente e Scienze naturali e impertinenti. Adesso il francese Jean-Louis Fournier ha pubblicato un libro (traduzione di Luigi Cojazzi e Alessandra Maestrini) forse impertinente, di teologia umoristica. Lo studioso dà voce a un io narrante che è alle prese con un dio capriccioso e politicamente piuttosto scorretto, un dio che si è stancato degli uomini e li affligge con le sventure e le calamità. Tornando a retaggi da Vecchio Testamento.
XL, dicembre 2005 |
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Dio è morto? No, è in pensione
Nel clima generale di riscoperta della religione, un libretto prova a farci sorridere sul Grande Padre
Dopo londata di piccoli esploratori che hanno (ri)scoperto Dio a proprio uso e consumo ci voleva qualcuno che lo facesse riscoprire anche a noi, senza pretese, solo per farsi qualche risata. Ci ha provato Jean-Louis Fournier immaginando un Dio pensionato nellattico di quel condominio che è il paradiso (celeste sopra, terrestre sotto) abitato nei piani inferiori dagli uomini. Mai dannati dal peccato originale, questi vivono felici, integri, per sempre giovani e attaccati a cellulari che non costano e non si scaricano. Ora che ha tempo di osservarli Dio ne prova nausea e, con laiuto del suo coinquilino Pietro, decide di rendere la loro esistenza un inferno. Per farlo inventa imperfezioni, poi disastri, infine il nulla (di tutte le sue creazioni, la più perfetta).
È un crescendo ferale: prima arrivano le macchie, poi il lunedì, quindi la tremenda piaga della quotidianità. Spietato, Dio inventa il senso di colpa. Mortale, i soldi. In due momenti Fournier, che non è un essere perfetto nonostante il titolo del libro, "toppa". Il primo è quando cede a un insopportabile francesismo e mentre Dio sorseggia cognac stravecchio gli fa venire in mente di punire gli uomini creando una bevanda schifosa: il whisky. Il secondo è quando, beato dalla visione della sua tv dal palinsesto culturale, dà al mondo Mediaset. Basta già il suo creatore a credersi Dio, o meglio un suo rappresentante. Mentre lumanità sperimenta invecchiamento, malattie infantili, ruggine e altre piaghe, la segreteria telefonica di Dio registra in continuazione lo stesso messaggio, lasciato dal figlio: "Padre, padre perché mi hai abbandonato?".
Sarà chiaro che Io, Dio è un divertissement. A volte sfrenato, a volte fuori pista, sospinto da troppe facili battute. Ma non si può non sorridere quando Dio inventa le guerre di religione (non essendo poi sicuro quale sia lesercito dei giusti che si batte per lui). E non si può non chiudere annuendo di fronte allultima feroce pensata dellOnnipotente, linvenzione della suprema illusione, quella di un aldilà che, come Dio ben sa, non cè. Lo sanno lui e i morti, entrambi muti come tombe. Lo strepito lo fanno quelli degli altri piani. (Letto a Beirut tra le 5 e le 7 del mattino, con qualche sconcerto).
Gabriele Romagnoli
www.imolaoggi.it, 5.12.05 |
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Dio ha finito il mondo, ha maturato i suoi anni di anzianità e si prepara finalmente ad andare in pensione.
Ora abita con san Pietro allultimo piano di un altissimo condominio, vicino al cielo, sopra alle nuvole e sopra ai suoi inquilini, gli uomini, in un alloggio sontuosamente arredato.
Ma nonostante questo sannoia.
Oltretutto Dio è infastidito dagli uomini. Non sono più quelle creature belle e pure di cui tanto andava orgoglioso in principio. Volgari, confusionari, arroganti, i suoi inquilini cominciano a seccarlo. Poi con tutto il casino che fanno, non si riesce proprio a chiudere occhio. Non meritano tutti quei regali che hanno ricevuto.
"Li avete viziati troppo," gli rimprovera san Pietro.
Allora Dio decide di passare ad affliggere lesistenza umana. E invece di moltiplicare pani e pesci, pensa bene di mettersi a moltiplicare le sventure.
Incoraggiato da san Pietro, dà vita a un diluvio di perniciose invenzioni: dalle zanzare alla sovrappopolazione, dai sensi di colpa alle guerre di religione, dai piccioni al petrolio, dagli incidenti dauto ai McDonald. E nel caso allinizio gli fosse scappata qualche piacevolezza di troppo, mette particolare cura nel peggiorare le amenità esistenti: così dopo il cioccolato inventa i brufoli, dopo lamore la noia, dopo la radio di Marconi la tv di Berlusconi.
Alle prese con un Dio capriccioso e politicamente piuttosto scorretto, Jean-Louis Fournier ci regala un piccolo trattato di teologia umoristica, in salsa agrodolce, che ci spiega finalmente come il giorno che Dio si è stancato di noi hanno avuto origine alcune delle calamità che affliggono i nostri tempi.
www.lankelot.eu, 22.6.09 |
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"È notte. La luna è piena, le strade sono vuote. Dio non riesce a dormire, allora pensa. Che cosa potrebbe avvelenare ulteriormente la vita degli uomini? Cè un silenzio profondo. Dio immagina un cretino che attraversa la notte su un motorino smarmittato. Il cretino esiste già, lo si trova spesso che sbraita al cellulare seduto al tavolo di un ristorante. Non resta che inventare una bicicletta che faccia rumore. La ruota esiste già, lha inventata luomo. Adesso bisogna trovare qualcosa che faccia girare la ruota, si dice Dio. E sveglia san Pietro."
Dio stacca la spina: trentacinque anni di lavoro possono garantire una sacrosanta pensione; continua a festeggiare la festa del papà, in ogni caso, ogni anno un regalino del suo convivente. Lanno scorso un bel binocolo, questanno un megafono, pensa un po. Abita con san Pietro in un attico, al di là delle nuvole; lappartamento è molto elegante completo di fumoir e home cinema, piscina e palestra ma manca qualcosa. Giocare a domino con Pietro non basta, parlargli di notte (camere comunicanti) nemmeno. Non è male guidare la sua Lamborghini Diablo per umiliare quelli del piano di sotto, ma non è del tutto appagante. In generale, spiare gli esseri umani è una necessità. Magari bevendo un cognac stravecchio. Serve a dare consolazione al povero padreterno, che sente nausea non appena saccorge che gli uomini sono appena appena felici. È allora che vanno puniti. E la punizione devessere esemplare.
Dio è geloso degli uomini, di quanto (di quando) si divertono. E così, proprio come un tempo aveva inventato le macchie e il lunedì, la quotidianità e i carnivori, man mano inventa il traffico, la sovrappopolazione e la peste, il colera, i batteri e i virus, il petrolio (serve "ad alimentare fiamme che non si potranno spegnere, ad annerire il cielo, a mettere la terra a ferro e fuoco, ad avvelenare per anni i pesci e gli uccelli"), il colesterolo e il diabete, le banconote, la ruggine e Mediaset, fino a un lampo di genio purissimo:
"Gli inventerò i sensi di colpa" dice Dio, - "perché il senso di colpa dà il tormento e impedisce di dormire". "E come farete?" - chiede San Pietro. "Farò credere ai vicini del piano di sotto che è per causa loro che mio figlio è morto". "Ci andate giù pesante
". "Che ha dato la vita per espiare i loro peccati. Che sono stati un po loro a ucciderlo". Silenzio. "Pensate che vi crederanno?"
Le giornate passano sfogliando i necrologi Dio adora gli incidenti stradali: per agevolarli, implementa le raffiche di vento, il fondo sdrucciolevole, la scarsa visibilità, e poi i vetri appannati: divino e cercando di capire come perfezionare il male: dalle ortiche ai rovi, dalla varicella allacne, dallamore alla passione, dai calzini ai buchi nei calzini, e così via. Ogni tanto Gesù lascia un messaggio in segreteria ("Padre mio, perché mi hai abbandonato?") ma lui proprio non vuole saperne. È indispettito da quel figlio ribelle.
Micidiale linvenzione dei crampi (sperimentata su san Pietro, di notte. A tradimento); suggestiva quella delle zanzare. Pietro sbotta: "Non avete paura che vi si rimproveri di aver creato le zanzare solo per fare incazzare gli uomini?, ma Dio: "Dirò che le ho inventate solo per dare da mangiare agli uccelli". E certo). La paura di tutto fuorché di Dio: "infinitamente buono" - è sempre farina del suo sacco.
Io, Dio di Fournier è un libretto che conquista facilmente: la struttura è molto semplice e lineare post breve introduzione, sequenza fumettistica di sketch e di episodi: sino alla terribile rivelazione finale le trovate spesso divertenti, piacevolmente ripetitive (perché non inserire qualche cameo della Madonna o di san Paolo o, che so, dei re magi? E che dire di Bernadette, o di certi papi?), blasfeme ma briose; peccato per qualche tentativo di attualizzazione (Bin Laden, Bush, Mediaset) che inevitabilmente farà invecchiare un giocattolo che altrimenti avrebbe avuto avrebbe potuto avere ben diversa resistenza, nel tempo. In effetti potrebbero derivarne dei nuovi Peanuts, per un pubblico adulto che non ha una gran voglia di invecchiare senza aver finalmente scoperto le risposte alle domande che da sempre accompagnano la sua vita.
Potenzialmente, il filone è sterminato: chissà come ha fatto Dio ha inventare il fisco, o le armi da fuoco, o il concetto di iter burocratico; questo libro potrebbe non avere fine. Idea regalo per amici atei o agnostici, o per cattolici in crisi di coscienza. Dio è un comico di grande inventiva. Gli è che è proprio una gran birba.
Gianfranco Franchi
www.onemoreblog.org, 7.11.05 |
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"Quando vedo Adamo sul suo 4x4 metallizzato, col suo cellulare in mano e una moto dacqua a rimorchio, a fianco di una Eva ossigenata in pantaloni di pelle, mi vergogno di aver creato tutto questo".
Il libretto di Jean Louis Fournier si legge in unora, 150 paginette di riflessioni amare tra San Pietro e un Dio sarcastico e disilluso sullambaradan che ha creato e che gli è sfuggito di mano.
Perfetto per fare un regalo a un amico troppo cattolico.
www.rivistaonline.com, gennaio 2005 |
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"Quando Dio ebbe finito il mondo, arretrò di qualche passo per vedere che effetto faceva. E vide che ciò era buono. Forse troppo per loro
".
Lincipit di questo libretto sa di barzelletta e la trama segue di pari passo: Dio, ormai arrivato alla pensione, si ritira con San Pietro in Paradiso per godersi il meritato riposo. Come ogni neopensionato che si rispetti si annoia, lassù con quel santuomo così rigoroso, mentre sulla Terra gli uomini si divertono. Nel tirare il bilancio della sua esistenza, Dio si accorge di aver commesso un errore: gli uomini sono troppo felici. Non sono più le quiete creature create da lui qualche tempo prima, sono bestie confusionarie, volgari che pensano al divertimento ogni giorno, creature perverse che inquinano se stessi e gli altri, sempre alle prese con automobili, cellulari, diavolerie elettroniche.
Dio ha una soluzione per entrambi i suoi problemi: creare fastidi agli uomini. Nellarrovellarsi il cervello alla ricerca di nuove malattie, ecatombe e catastrofi il tempo scorre e la noia va via, e le stesse invenzioni sono ottime per punire questi uomini così insolenti.
Per 150 pagine il francese Jean-Louis Fournier ci offre una trama semplice, esile, resa dallautore con uno schema fisso che si ripete di capitolo in capitolo: prima abbiamo Dio che si annoia, guarda al mondo e vede che nuovo problema inventare, poi Dio crea il problema e infine gli umani lo subiscono. La catena degli eventi è sempre questa ma Fournier si sbizzarrisce nel trovare le catastrofi e nel giustificarle. Tra queste abbiamo il petrolio, McDonald, i piccioni, gli incidenti automobilistici, le zanzare, le guerre di religione, tutte sventure più o meno gravi che ci disturbano quotidianamente.
Lautore riesce con ironia a dipingere Dio come un uomo dotato di superpoteri, senza un briciolo di coscienza, un ritratto che strapperà non pochi sorrisi a chi riesce a prendere la religione con distacco e che finalmente spiega le origini delle umane sventure.
Alessio Lana
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