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I cuscini da preghiera di carne
Robert Irwin


Anna
Pulp


Anna, 7.9.06

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Davvero gli harem sono fatti a misura d’uomo? In un misterioso palazzo nel cuore di Istanbul, il figlio del sultano sta per scoprire il sesso. A prezzo della vita.

Valentina Agostinis


Pulp, sett 2006

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La letteratura erotica percorre una direzione che si vorrebbe realista (sebbene a volte s’intersechi con l’horror, come in Farmer, o con la fantascienza, come in certe cose dell’Arsan), ma non indulge mai al senso del fiabesco, proprio per sua costituzione, nonostante il primo classico dell’erotismo siano stati i racconti delle Mille e una notte.
Robert Irwin, arabista di professione, che con Incubo arabo si era addentrato nei percorsi iniziatici, torna al mondo mediorientale, rifacendosi già dal nome (il classico cinese Tappeto da preghiera di carne di Li Yu) alla tradizione erotica. Orkahn è uno dei tanti figli del sultano, e vive nella "Gabbia", un luogo oscuro di soli maschi dove tutti attendono l’inizio della vita di corte; ma quando esce si perde in un labirinto di tecniche sessuali, di racconti a mezza voce che parlano di djinn e peri, demoni e fate della tradizione araba, di incontri con concubine di cui ognuna rappresenta un diverso grado di parafilia, fra eunuchi chiacchieroni e nani che si fingono visir, odalische, giraffe omosessuali, pantere usate come strumento sadomaso: in fondo a tutto la madre, la sultana Valide, che, seguace come tutte le donne del palazzo del culto del Cuscino da Preghiera di Carne, vuole sacrificare il figlio al dio; giacché per i devoti, l’unica via mistica per il ricongiungimento con la divinità è la donna, la morte e il sesso.
Il romanzo, avvolto appunto in quest’atmosfera fiabesca ed esotica, è elegante e pieno d’invenzioni (tratte e ricostruite dai diversi trattati di ars amandi che esistono in ogni cultura), godibile quanto divertente; ma proprio qui sta il suo massimo limite, quasi che l’autore, sconcertato dai demoni sessuali che ha rapidamente evocato, abbia deciso poi di allontanarli. Manca insomma il pepe dell’erotismo: la diretta partecipazione della parola, il suo farsi corpo ed emozione…

Claudio Asciuti