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Tutti i miei amici sono supereroi
Andrew Kaufman


Anna
Azione (Canton Ticino)
Bresciaoggi
D, Repubblica delle Donne
Diario
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Repubblica
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Anna, 30.11.2006

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Se frequenti i supereroi (che si chiamano Bradipo, Ipno o Anfibio, mica Goldrake) e i superpoteri non li hai, sono proprio cavoli tuoi.
Tom lo sa.
Una supereroina, lui, l’ha sposata.

Antonella Ottolina


Azione (Canton Ticino), 23.1.2007

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L’esordio del canadese Andrew Kaufman
Supereroi e parole dell’America Pop

Chi ha sospirato di noia all’annuncio dell’ennesimo sequel fracassone di Superman o dell’Uomo Ragno, troverà modo di riconciliarsi con l’icona – un po’ logora – del supereroe made in USA grazie al brillante romanzo d’esordio del canadese Andrew Kaufman, Tutti i miei amici sono supereroi. Il protagonista, Tom, è infatti l’unico essere umano normale in una Toronto popolata di donne e uomini dotati di ultrapoteri.
Ma se fumetti e film ci hanno abituato a un repertorio di talenti sovrumani (teletrasporto, vista calorifica e così via), i personaggi di Kaufman hanno poteri meno appariscenti, se non decisamente bislacchi: la moglie di Tom è la Perfezionista, un’eroina capace di mettere ordine ovunque con la sola forza del pensiero, tra i suoi conoscenti ci sono Businessman, che sa calcolare all’istante il valore in dollari di una persona; Televendita, che può convincere chiunque di qualsiasi cosa; Emulatrix, capace di replicare il look, i modi di dire, lo stile di tutte le sue amiche. Infine ecco il perfido Ipno, l’ex-fidanzato di Perfezionista, che l’ha ipnotizzata rendendole impossibile percepire la presenza di Tom. E mentre Tom si arrabatta per riguadagnare l’attenzione della sua compagna, il lettore è affascinato da una scrittura tanto fresca e scorrevole, quanto capace di sbirciare con impertinenza intelligente dietro le maschere che, sempre più spesso, ciascuno di noi si trova a indossare.
Dal Canada agli Stati Uniti per un’altra opera capace di superare le apparenze e raccontare un’America diversa dai cliché, partendo – questo è il bello – proprio dagli stereotipi sempre più invadenti, di quella cultura.

Teodoro Lorini


Bresciaoggi, 16.12.2006

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Tom, l’uomo invisibile che vive tra i "supereroi"

"Che l’amore è tutto, è tutto ciò che sappiamo dell’amore": così ha scritto Emily Dickinson, poetessa che aveva una stanza tutta per sé per potere rimuginare la propria infelicità. L’amore rimane un mistero: più se ne parla – e se ne parla tanto – più rimane un mistero, soggetto alle variabili pazze, ai ghiribizzi del caso, all’effimero che avanza. Gli uomini sono fragili, come ci ricordano le psicologhe di grido, per non parlare delle donne mobili, antica sapienza del melodramma.
E’ Natale e l’amore si sciala in parole ed opere. Sono molti quelli che tra i cadeau sotto l’albero mettono un libro. E’ sempre un bel gesto in tempi in cui gli analfabeti teleidioti sono espansi e la cultura conta come il due di coppe, quando la briscola è denari. Un libro come segno d’amore. Va già bene così, ma si può fare di più. Che ne direste di regalare un libro sull’amore, anche se il vostro cuore è in inverno? Si tratta di meditare sull’educazione dei sentimenti, non di un manuale di istruzione.
E’ il caso di Tutti i miei amici sono supereroi (Meridiano Zero, pp. 124, euro 9) di Andrew Kaufman, scrittore e regista canadese.
Il protagonista del romanzo si chiama Tom, un uomo che ha la disgrazia di risultare invisibile a causa di un incantesimo. Invisibile a tutti? No, solamente a sua moglie, la Perfezionista, una che pretende di mettere in ordine perfino i fiocchi di neve. Lui le sta seduto accanto senza ricevere mai uno sguardo, un segno. E se la tocca, quella soffre di strane reazioni allergiche. La signora si è addirittura convinta che il marito l’abbia abbandonata. Tom è una persona normale che vive in un mondo di supereroi, ma soltanto per modo di dire, in quanto hanno trasformato la propria nevrosi in potere. In realtà sono degli egotici presi dalle proprie fissazioni e tic, come si intuisce dal nome di alcuni di loro: l’Ospite, la Presenzialista, Una Notte e Via, Prima o Poi, il Consolatore. Bene, Tom ha disposizione solo poche ore per potere cambiare il proprio destino, per riconquistare la donna amata.
Ce la farà? Il lieto fine è fisiologico nelle favole e questa è una favola sull’amore: Amore che è alchimia di odori, generosità nel darsi, ma anche disperazione. Tutte cose vere in un mondo in cui in cui felicità, bellezza e rapporti umani sono di plastica. Leggero e profondo come Il piccolo principe.

Nino Dolfo


D, Repubblica delle Donne, 18.11.2006

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Invisibile Tom

Alle dieci e un quarto Tom e la Perfezionista sono seduti nella sala d’attesa dell’aeroporto, terminal 2, gate 23. Lui osserva la Perfezionista che giocherella con l’etichetta del bagaglio a mano. Lei invece si domanda perché nessuno si sia seduto sulla sedia vuota alla sua destra. Ma quella sedia non è vuota. In quella sedia c’è seduto Tom. Tom per la Perfezionista è invisibile.
Quasi sempre l’inizio è importante per capire il mood di una storia. Nel caso di Andrew Kaufman è fondamentale. Per inciso, la donna che non vede Tom è sua moglie e il problema è un incantesimo che le è stato lanciato il giorno delle nozze da un ex fidanzato dal nome che è tutto un programma: Ipno.
Tom, nonostante questo terribile handicap, sente di potercela fare: fa parte di uno strano gruppo di personaggi di Toronto uniti da etichette come "Il Bradipo", "Una notte e via", "La Baciatrice di rospi".
Si può scrivere un romanzo d'amore senza essere banali? Si può osare tanto con le metafore senza sbracare? Kaufman, canadese, ha formazione di regista e produttore radiofonico e usa la carta del surreale raccontando un mondo dove invece dell’aspirapolvere ti vendono porta a porta l’amore: "Quello che si desidera, quello che si pensa di desiderare, l’amore che si pensa di desiderare ma quando alla fine arriva non lo si desidera più".
L’esperimento potrebbe andare avanti molto e Kaufman annoiarci. Ma il dosaggio è giusto: il bel gioco dura poco e alla fine, con leggerezza, scopriamo che ci ha fatto riflettere a fondo, senza accorgercene troppo, su follie, debolezze, ossessioni. Di molti, di tutti.

Antonella Fiori


Diario, 15.12.2006

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Divertente, ironico, surreale: non capita tutti i giorni di imbattersi in un libro come Tutti i miei amici sono supereroi. Un romanzo intelligente che riesce ad essere sia una spietata radiografia dei nostri tempi (im)mediati sia una imperdibile soap di carta. L’idea del romanzo è semplice ma efficace: trasformare in supereroi le vittime del nostro presente catodico. Tutti i personaggi di Kaufman sono infatti eroi vampirizzati dalla società dello spettacolo: spettatori di una vita che al sangue nelle vene ha sostituito il plasma alle pareti. Kaufman ci ricorda che mai come oggi, spesso senza rendercene conto, siamo sempre più caricature al pixel, cartoni nemmeno troppo animati di una vita in diretta. Non indossiamo costumi ma ogni giorno ci dimentichiamo di esserci trasformati da uomini in "persone" (nell’etimo latino "persona" vuol dire "maschera").
Kaufman, regista cinematografico molto conosciuto nel circuito underground e scrittore qui al suo esordio, attraverso una scrittura che molto deve proprio al linguaggio della televisione e dei cartoon, ha ideato una storia fantastica e surreale. I suoi protagonisti non hanno molto a che spartire con i classici supereroi dei fumetti, tutti muscoli e superpoteri. Nessuno di loro ha un’identità segreta, ma tutti hanno un inimitabile superpotere. Anche se, a dirla tutta, si tratta di superpoteri vagamente bizzarri. Il protagonista del libro, ad esempio, è Tom, un uomo che sta tentando di risolvere un piccolissimo problema: riuscire a farsi vedere da una moglie che da mesi sembra non accorgersi più di lui. Lui, naturalmente, è "L’uomo invisibile" mentre sua moglie è "La Perfezionista", una supereroina a cui non sfugge niente (tranne il marito…).
A Tom non resta così che affidarsi all’affetto dei tanti "amici supereroi" che lo circondano: il Consolatore, Una Notte e Via, la Presenzialista, L’Ospite, il Sindacalista, Clessidra e la Commediante. In questa galleria di personaggi strambi il lettore si imbatte anche in tipi come "Soap Opera": "Una donna che fin da bambina adorava la tv. Riusciva a provare più empatia per i personaggi televisivi che per le persone reali. Guardava così tanta televisione, si appassionava a tal punto alle vite dei protagonisti del piccolo schermo, che il suo legame con la tv era diventato biologico. Aveva cominciato a piangere televisori. Quando Soap Opera era triste, minuscoli televisori le spuntavano dagli occhi e le scendevano lungo le guance". Grazie a decine di questi ritratti-inquadrature Kaufman ha scritto un romanzo che è insieme uno "studio aperto" sul nostro mondo e al contempo una critica ironica e feroce al nostro presente. E così, grazie a questo romanzo, anche Kaufman diventa egli stesso un piccolo supereroe della letteratura: un Boris Vian postmoderno che ammalia per umorismo e inventiva.

Gian Paolo Serino


Dispenser

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Il libro che vi presentiamo questa sera è un librino piccolo, senza grandi pretese. Anzi, pur essendo un libro nel senso fisico del termine, in realtà è un racconto lungo.
Ma trovarlo da solo in volume cambia il modo in cui si legge. Se il racconto è all’inizio di una raccolta di dieci, lo leggi più in fretta. Così invece te lo godi, visto che merita.
Si intitola Tutti i miei amici sono supereroi ed è di tal Andrew Kaufman. Andrew Kaufman, che si chiama come il comico di TAXI protagonista di The Man on The Moon di Milos Forman ma non è lui, è un regista e produttore radiofonico canadese.
Anche lui, come molti scrittori di questi anni ha deciso di affrontare il tema dei supereroi. E quella dei supereroi è una galassia ultimamente molto frequentata, sia al cinema che nei libri. La letteratura sta riprendendo in mano i supereroi, che sono icone della cultura pop del secondo dopoguerra, i successori di Topolino, e si prestano a essere rivisti, rivisitati, ribaltati da sotto a sopra.
Tutti i miei amici sono supereroi racconta la vita difficile di un uomo normale che conosce una compagnia di supereroi. Si innamora di una supereroina e viene gabbato da un altro supereroe che gli è rivale in amore e alla festa del matrimonio ipnotizza la sua neomoglie che da quel momento in poi non vede più il marito e crede che lui l’abbia abbandonata. E non vi ho rovinato niente, tutto questo è raccontato nelle prime pagine e il resto del racconto si occupa di come lui, Tom, cerca di risolvere la situazione.
È una specie di fiaba bizzarra e malinconica che conquista immediatamente. Sentiamo un brano dalle prime pagine in cui si descrive il modo in cui ha incontrato il primo supereroe.

Matteo Bordone


Famiglia Cristiana x giugno 2007

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Tutti i suoi amici, e forse anche i tuoi… Lui li chiama il Bradipo, la Presenzialista, l’Ospite, la Perfezionista, il Consolatore, lo Speculatore, Cuore Spezzato, Una Notte E Via. Perché li vede brillare, virtuosamente, di vizi risaputi. Promossi a superpoteri però, trasformano una cerchia di conoscenti in una compagnia di attori superlativamente dotati. Perfino il protagonista – per definizione un divo – Tom, risplende, nella mediocrità che lascia tutti, sua moglie in primis, indifferenti, di un talento da personaggio fantastico: nel romanzo incredibile (e veritiero!) del canadese Andrew Kaufman, lui è l’Uomo Invisibile.

Alessandra Iadicicco


Fumo di China, maggio 2007

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Se un cartellone pubblicitario annunciava la scorsa primavera che "Se trovi un mutuo migliore hai i superpoteri", non deve stupire l’uscita di Tutti i miei amici sono supereroi (di Andrew Kaufman, brossurato, 100 pp, Meridiano zero, Euro 9), con copertina simil-underground di Valerio Bindi. L’autore, regista e produttore radiofonico di Toronto, orchestra una divertente favola moderna che non spiacerebbe all’Alan Moore di Top 10, tra supereroi senza costume con nomi come Prima O Poi ("aveva due superpoteri: una stupefacente abilit à nel pensare in grande e una capacit à sconfinata di procrastinare"), Gipiesse ("sa arrivare dovunque partendo da qualunque altro luogo") o i protagonisti Tom e Perfezionista: lui non ha nessun superpotere,ma deve trovare il modo di rendersi visibile a lei (sua moglie,ipnotizzata per vendetta dalla sua vecchia fiamma Ipno).A volte stucchevole, a volte spiritoso apologo morale a base di sociologia spicciola, il racconto si fa leggere e, pur lontano dagli improponibili paragoni apparsi sul web (nientemeno che Douglas Adams e Antoine De Saint-Exupery), regala qualche momento non banale.

Loris Cantarelli


www.railibro.rai.it

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Un’eroica normalità

Chi non si è mai sentito per una volta nella propria vita come l’eroina Prima o Poi, dalla "stupefacente abilità nel pensare in grande e una capacità sconfinata di procrastinare"; o ancora come l’eroina Soap Opera, "che riesce a provare più empatia per i personaggi televisivi che per le persone reali"? La storia di un gruppo di supereroi amici e di un ragazzo comune che sposa una di loro. Una classica storia d’amore con superpoteri che assomigliano tanto ai vizi e ai difetti di ognuno di noi.
Un libro che ci permette di riconsiderare il concetto di "supereroe" e di riportarlo sulla terra. Chiunque di noi, in fondo, ha una sua eccezionalità, basta distillarla per ottenere un superpotere personale. In questo modo, però, non si è in salvo da ogni male: anche un supereroe può soffrire per amore.
Pare che a Toronto esista un manipolo di supereroi. Ma non di quelli che volano in tutina e mantello per salvare il mondo, o per distruggerlo. I supereroi di Andrew Kaufman (scrittore, regista e conduttore radiofonico canadese) sono diversi, a volte anche goffi e sfortunati, ma sono in grado di distillare la propria personalità e le peculiarità di ciascuno di loro. È così che si acquista un superpotere. A Toronto, poi, vive un uomo normale, Tom, che si innamora e riesce a sposare una supereroina, la Perfezionista, detta Perf. Chiaramente lei è impeccabile e meravigliosa, perché fa tutto in modo perfetto, fino all’ultimo piccolo particolare. Avere a che fare con persone così fuori dalla norma ha i suoi inconvenienti: Ipno, l’ex fidanzato della Perfezionista, anch’egli ovviamente supereroe, ha il potere di ipnotizzare le persone e, il giorno del matrimonio tra lei e Tom, la ipnotizza convincendola che il suo neomarito è invisibile.
Qui ha inizio la tragedia: se Perf è convinta di essere stata abbandonata appena dopo l’altare, Tom si strugge per tornare a brillare negli occhi della sua amata. La sua mediocrità di uomo normale lo rende invisibile. Per questo sarà perdente? Senza superpoteri Tom riuscirà a ricordare alla propria donna il loro amore? Niente da fare, serviranno 124 pagine, un aereo con cui la supereroina cercherà di scappare dalle sue pene d’amore e un catalogo di storie di supereroi per arrivare a una soluzione– perfetta.
Tutti i miei amici sono supereroi è un libro divertente, leggero ma non troppo, che, accanto alle descrizioni più o meno bizzarre di caratteri umani (distillati), riesce a giocare con i difetti e le fissazioni nei quali normalmente sguazziamo (se ho desiderato essere la Perfezionista, ho temuto l’indolenza e la tendenza a procrastinare di Prima o Poi e sono rimasta terrorizzata dal Mostro dell’Ansia). Soprattutto, però, questa è una storia d’amore, che racconta con ironia un sentimento profondissimo, misto alle manie quotidiane.
Un giorno, prima di iniziare la loro storia d’amore, la Perfezionista bussa, nervosa e agitata, alla porta di Tom. "La neve, non riesco a mettere a posto i fiocchi di neve. Ho cercato di mettere in ordine i fiocchi, ma non ci sono riuscita". Tom porta la Perfezionista in piena campagna, dove c’è un campo di neve immacolato. Tom le chiede se ora riesce a mettere in ordine quei fiocchi. "Lo sono già, - risponde lei. Era stato in quel preciso momento che Tom si era innamorato di lei. Si rivide lì, al suo fianco, davanti al campo coperto di neve, mentre si stava innamorando". "O logos deloi oti", il racconto insegna che: non si sa se vale di più un superpotere o la normalità. Ma quando è la propria debolezza a far innamorare qualcuno, la cosa è davvero preoccupante, anche per chi crede di essere un supereroe.

Florinda Fiamma


Repubblica, 30.12.06

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Andrew Kaufman non è certo il primo che in questi ultimi anni ha posto dei supereroi al centro di un racconto dall’ambientazione realistica. Nel cinema lo ha fatto M. Night Shyamalan in Unbreakable, mentre Jonathan Lethem e Michael Chabon hanno costruito La fortezza della solitudine e Le avventure di Kavalier & Clay intorno all’importanza formativa del mondo dei fumetti, fino a rendere i personaggi inventati importanti quanto quelli reali.
Tuttavia, ciò che contraddistingue il delizioso Tutti i miei amici sono supereroi, è un approccio ribaltato rispetto a quello degli altri autori: la scoperta del sovrannaturale non rappresenta un elemento di sconcerto, né è la strada per fuggire da un mondo alienante, ma invece la constatazione di una condizione esistenziale nella quale domina la frustrazione e la malinconia.
Il protagonista del romanzo, che si chiama Tom e vive a Toronto, è l’unico a non essere un supereroe in un mondo nel quale tutti hanno dei poteri straordinari, e lotta con la forza della normalità per riconquistare l’amore della moglie, il cui nome da supereroe è "la Perfezionista". Tom è circondato da personaggi con nomi che spiegano i rispettivi poteri ("la Presenzialista", "Una notte e via", "il Consolatore"), e la sua normalità lo porta a sentirsi mediocre. Non solo, negli ultimi sei mesi è diventato invisibile agli occhi della donna che ama, e lei, sconcertata per la sua scomparsa, è sul punto di abbandonarlo.
Il libro, che svela sin dalle prime righe l’ironica ambizione metaforica, racconta un viaggio aereo durante il quale Tom ha forse l’ultima occasione per riconquistarla. Il tono è nello stesso tempo scherzoso e malinconico, e nella descrizione affettuosa di Tom, costretto a difendersi in un mondo di persone più forti e di maggior successo, si scorge una ennesima e suggestiva personificazione dello schlemiel.

Antonio Monda


Stilos, 15.5.07

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Sognando supereroi. Un apologo sul nostro ego.

Tutti i miei amici sono supereroi di Andrew Kaufman è un piccolo, grande libro, un concentrato di umorismo malinconico, di battute fulminanti, di tipi (super) umani indimenticabili. Oggetto del racconto è ovviamente uno dei miti USA per eccellenza insieme al rock’n’roll e alla torta di mele, quel supereroe che è stato ormai assorbito nella letteratura tout court, sia pure passando per i successi al cinema, da Unbreakable agli adrenalinici Spiderman. Molti sono infatti i romanzi che hanno fatto proprie le tematiche dei comics, e scrittori come Jonathan Lethem e Michael Chabon le hanno usate a piene mani, ma il libro di Andrew Kaufman va segnalato per la sua originalità. Per il fatto che non si limita a una prevedibile parodia postmoderna, come sarebbe lecito pensare, ma sfocia in un (breve) viaggio nella psicosi dilagante della nostra società, in una galleria di fobie, ansie, fissazioni che Kaufman trasforma in altrettanti super poteri. In fondo, suggerisce l’autore, siamo tutti super, e con noi lo sono i nostri amici. C’è quello che avrà il super potere del ritardo, l’altro che avrà quello della logorrea e così via. Il nostro ego come una monade si riflette sull’ego degli altri e ciò che vediamo riflesso, e distorto, è questo stesso ego con indosso un costume, una maschera e un mantello.
Nel mondo allucinante di Andrew Kaufman tutti o quasi sembrano avere super poteri, e l’unico che non ne possiede è il protagonista, il povero Tom che vive circondato da strampalati supermen del calibro di Anfibio, la Presenzialista, Presto Fatto, Una Notte e Via eccetera. Ma Tom, a differenza per esempio degli attuali (e reali) adoratori delle divinità da jet set, non ha il bisogno di vedersi riflesso nell’Olimpo. Non ha la necessità di andare al Billionaire e di farsi largo a braccetto di un VIP, di essere sfiorato dalla gloria e di avere l’illusione di ascendere per osmosi nel cielo dei grandi. Tom è una persona assolutamente normale alle prese con un problema assolutamente normale, l’amore. Tutto regolare, se non fosse che il suo amore è una superdonna, detta la Perfezionista, che per colpa del perfido Ipno non riesce più a vedere il suo Tom. Ed è qui che il racconto di Kaufman si fa serio tra la sue trovate divertenti e gli sprazzi di umorismo, nonostante uno stile leggero, veloce, potremmo dire "fumettistico". Perché una delle verità contenute in Tutti i miei amici sono supereroi è che per gli uomini, per molti uomini almeno, l’amore, quando lo si incontra, è super, e che da questo incontro in alcuni casi essi ne escono con le ossa rotte. Oppure invisibili come Tom, destinati a perdere il contatto, il filo del discorso amoroso. Destinati a diventare monadi separate da una barriera di super poteri generati per gemmazione dai nostri difetti, uomini senz’anima, come seppelliti vivi dentro noi stessi. Ma in che modo e se il nostro Tom, infine, riuscirà a infrangere questa barriera, è cosa che non è giusto rivelare, perché un bel "fumetto" va letto con il fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina.

Angelo Orlando Meloni


Scuola di Fumetto, n. 49

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Lo precisiamo subito, Tutti i miei amici sono supereroi non è un fumetto, bensì un romanzo. Tuttavia il suo autore, il canadese Andrew Kaufman (scrittore, regista e produttore radiofonico), il mondo dei fumetti sembra conoscerlo bene, perlomeno quello dei supereroi. Porta infatti in scena una storia dove i supereroi esistono veramente e sono moltissimi. Non indossano costumi, però, e i loro poteri sono meno straordinari di quanto ci si immagini.
C’è Businessman, in grado di indovinare la disponibilità economica di qualsiasi individuo, c’è l’Uomo Impossibile, che da anni cerca vanamente di accendere il fuoco sott’acqua, c’è Miss Presto Fatto, che non rimanda mai niente al giorno dopo. Insomma, un’umanità variegata e solo talvolta strampalata, a cui i presunti superpoteri non servono per salvare il mondo, ma a malapena a sostenere se stessi.
Ma i veri protagonisti sono la Perfezionista (per cui l’ordine viene prima di tutto) e suo marito Tom (l’amico dei supereroi). A causa di un incantesimo lanciatole da Ipno, un suo ex, la Perfezionista non può più vedere Tom, che si dispera e fa di tutto per rendersi visibile.
Insomma, una parabola sulle incomprensioni dell’amore, narrata con garbo e ironia, immersa in un mondo moderno fatto di fissazioni e piccole manie, ma anche di piccoli superpoteri. Il tutto narrato con scorrevole semplicità e con un sottile omaggio al supereroe che è in ognuno di noi, lettori di fumetti e non.

Davide Castellazzi


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Libro prestato, il che porta con sé, a mio avviso, sempre un qualcosa in più, anche se chi te lo mette a disposizione lo fa esprimendo qualche riserva sulla qualità. In fondo resta sempre uno scambio di idee, di gusti.
A me però queste poche pagine di romanzo, un racconto lungo, forse, hanno detto qualcosa in più di quello che mi aspettavo, e ne ho apprezzato tantissimo la capacità di raccontare in chiave fumettistica, appunto, super-eroistica, l’assoluta normalità. La difficoltà dei rapporti umani e la specialità di ogni individuo rispetto alla massa. Un modo carino, originale, di raccontare una storia d’amore che attraversa una crisi, intravede la morte e stenta a rinascere, pur nei tentativi di rianimarla di chi non ha i superpoteri di tutti gli uomini normali, o forse semplicemente non li vede perchè ognuno nota quello che di speciale hanno gli altri, senza riuscire a vedere quale sia la propria forza.
Poi, letta da un determinato punto di vista, è una storia che ha anche un pizzico di ottimismo, che non guasta, specie a chi, in particolari momenti della vita, si è trovato a comprare, amare, recensire e quasi obbligare a leggere libri come questo.
Consiglierò anche questo. In fondo si legge in poco tempo, e ha caratteri grandi. Fa compagnia anche in autobus quando sei costretto a viaggiare in piedi.


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Il romanzo dei superumani
L’essenziale di questo libro non è la trama. Quindi, sappiatelo e tagliamo subito la testa al toro. In Tutti i miei amici sono supereroi di Andrew Kaufman (Meridiano Zero editore) c’è un tale, Tom, unico uomo normale in una banda di supereroi, che è invisibile a una persona soltanto: sua moglie. La Perfezionista, supereroina consorte di Tom, è stata ipnotizzata dal supereroe Ipno che essendo geloso del novello sposo l’ha cancellato dalla vista di lei proprio nel giorno delle nozze. Dopo averlo atteso e cercato ovunque, la Perfezionista decide di partire per Vancouver, voltare pagina e ricominciare una vita perfetta. Seguendola sull’aereo, ovviamente non visto, Tom capisce che, superpoteri o non superpoteri, deve tornare visibile prima dell’atterraggio.
Indovinate un po’ come va a finire? Bene, bravi. Ecco, l’essenziale di questo libro non è la trama. Come lo stile che è molto infantile; e come tutte le cose infantili è a tratti molto tenera, ma nulla più. L’essenziale di questo libro sono le grandi verità che svela. Su tutte, quella che forse i patiti di X-Men e compagnia avevano già capito da lustri, ma la sottoscritta giammai. Ovvero che anche parecchi amici miei, e probabilmente vostri, sono dei supereroi. Retorica da ventunesimo secolo, direte voi. ’Sti cazzi, vi rispondo io. Vado a elencare: tanto per cominciare c’è il mio amico Scolo, che dopo aver inanellato una lunghissima sequela di Cuba Libre (parliamo di uno ogni dieci minuti, sei in un’ora), proprio quando sembra essere prossimo al cedimento, se ne esce con elucubrazioni erudite e lucidissime su Omero, ma volendo anche sui Sumeri, l’isola di Sumatra, i lottatori di Sumo. Non necessariamente in quest’ordine. Poi c’è Perché no, che è bravissimo nel prendere la più improbabile delle probabilità, tirare una boccata di sigaro, dire "beh, e perché no?" e trasformarla in realtà. In qualche modo, funziona sempre. E ancora c’è Ricarica, che alle quattro del mattino di ogni giorno che Iddio manda in terra è sfatto come il Bukowski delle peggio nottatacce, ma che alle otto del mattino dopo risorge dalle proprie ceneri come un’araba fenice ed è sveglio e pimpante. Dice di aver sonno, ma credo che finga pro forma. C’è la Lanternino che è impareggiabile nell’infilarsi in storie d’amore kamikaze, soffrire e andare fino in fondo, poi soffrire e raschiare il fondo, indi soffrire e scavare, infine -soffrendo, naturalmente- partire alla ricerca di un nuovo candidato, possibilmente peggiore del precedente. La migliore l’ho persa di vista: era la Silenziatrice. La Silenziatrice aveva il superpotere di ammazzare qualunque conversazione. Faceva tacere tutti senza zittire nessuno: le parole si volatilizzavano nell’aria, così. La Silenziatrice sarebbe stata la nemesi di Bruno Vespa e dei suoi simili. Come facesse non lo so. So però che una volta, nel 2002, io e altri quattro logorroici discutevamo animatamente su come lo sciagurato Antonio D’Orrico avesse potuto dare l’imprimatur all’incredibile copertina di Sette con foto di Giorgio Faletti e titolo: "Non ci crederete, ma oggi quest’uomo è il più grande scrittore italiano". Non ci credevamo no, e non a torto. La Silenziatrice entrò nel bar, raggiunse il nostro tavolo e per una manciata di secondi ci ascoltò. Poi osservò arguta: "Beh, è una bella pubblicità›". Come per magia, la conversazione svanì.


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Ogni giorno ci abbarbichiamo cercando di rendere la nostra quotidianità speciale. Ognuno di noi ha una spiccata qualità, o un preponderante difetto poco importa, un elemento dominante che supera gli altri. Alcuni di noi sono eroi della normalità. I fumetti ci hanno venduto una verità sbagliata, i supereroi volano, riescono a fermare un treno in corsa, riescono a vedere attraverso gli oggetti. Ma non è così: basta guardarsi intorno con un po’ di fantasia.
Il mondo è pieno di supereroi. Metaforicamente parlando, magari, ma quasi in ognuno di noi nascosto un super eroe. Basta pensare in piccolo, guardarsi intorno. Ecco che una mono-ossessione come il perfezionismo diventa superpotere identifica un personaggio. Questo è il gioco sottile, quanto geniale che Andrew Kaufmann usa per intessere una storia in cui amici e avventori diventano supereroi agli occhi della mediocrità del protagonista. Una galleria di personaggi strambi muovono una storia in cui il situazionismo, l’attitudine allo scrocco, il presenzialismo diventano poteri che nella società moderna fanno emergere un uomo. Ecco che il surreale diventa leggera ma pungente critica della contemporaneità. Sullo sfondo uno spettatore protagonista che scompare agli occhi della sua amata. Un teatrino ingenuo solo all’apparenza è il ritratto del mondo in cui viviamo, un mondo in cui la normalità non è più di moda, in cui il peggio di noi è costretto ad emergere. Nonostante questo Tutti i miei amici sono supereroi non è un romanzo amaro, ma esilarante. Perchˇ alla fine scorrendo le pagine ci riconosciamo, riconosciamo i nostri amici quello che odiamo e invidiamo in loro. Poetico a tratti Kaufmann, regista e autore radiofonico, rende in poche pagine il ritratto di un amante che non si sente all’altezza ma che cerca con i denti e le unghie di difendere il proprio amore. Una soluzione narrativa più che originale ci va vedere l’ordinario sotto una nuova luce. Non ci sono reali superpoteri ma piccoli giochi di potere. Una favola agro-dolce che lascia il segno e il sorriso sulle labbra.

Osvaldo Piliego


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un libro veloce veloce: Tutti i miei amici sono supereroi
Gli amici di Tom sono tutti supereroi. Nessuno di loro ha un’identità segreta. Pochi indossano un costume. Ma tutti hanno il loro superpotere. Si tratta, certo, di poteri vagamente bizzarri: Businessman, per esempio, ha la capacità di cogliere dalla prima occhiata l’ammontare esatto del vostro conto in banca. La Presenzialista riesce a non perdersi un solo evento mondano in città. L’Ospite può tirare avanti dormendo sui divani degli amici e nutrendosi di colazioni a scrocco. La stessa moglie di Tom è una supereroina: la Perfezionista, specialista in ordine maniacale e momenti indimenticabili.
Una lettura piacevole e divertente, giusto il tempo di un viaggio in treno o a letto prima di prendere sonno...


www.elikrotupos.com

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Tutti i miei amici sono supereroi è un libricino piccolo, 124 pagine, senza grandi pretese. O meglio, a dire il vero più che un libro propriamente detto è un racconto lungo, ma è un libro nel senso fisico del termine. E trovarlo da solo in volume cambia il modo in cui si legge; perchè se trovi un racconto in mezzo ad una raccolta di dieci, ognuno viene letto con più fretta, in questo modo invece il racconto viene valorizzato, e se lo merita.
Andrew Kaufman, lo scrittore, è omonimo all’attore comico riportato in vita da Jim Carrey nel film The Man on The Moon, ma non è lui, è "solo" un regista e produttore radiofonico canadese. Come molti altri scrittori, ha deciso di analizzare il tema dei supereroi, di questi tempi analizzati e sviscerati sotto tutti i punti di vista, grazie all’importanza sempre maggiore che stanno rivestendo nella cultura pop.
Tutti i miei amici sono supereroi racconta la vita difficile di Tom, un uomo normale che si ritrova a vivere in una città abitata interamente da supereroi. Non supereroi nella concezione più classica, ma tizi con superpoteri uno più bizzarro dell’altro. Tom si innamora di una supereroina (la Perfezionista), ma alla festa di matrimonio cade vittima di una maledizione di un suo rivale in amore, che vedendosi strappare la donna amata da un omuncolo privo di poteri, ipnotizza la Perfezionista che da quel momento in poi non vede più il marito e crede che lui l’abbia abbandonata subito dopo la cerimonia. Tom dovrà cercare di trovare un modo per ritornare visibile agli occhi della moglie, riportando alla mente molti eventi accaduti dal suo ingresso nella società dei supereroi.
Pur essendo ambientato in uno strampalato mondo di supereroi, ed essendo permeato da uno strpitoso senso dell’umorismo, Tutti i miei amici sono supereroi è una fiaba bizzarra e malinconica, che omaggia l’amore attraverso una serie di momenti incredibilmente poetici, pur nella surrealtà che è "la norma" in un mondo come quello… È un libro, un piccolo libro, che per la sua dolcezza si legge col sorriso sulle labbra.
È un libro che allo stesso tempo, per la sua profondità fa venire la voglia di alzarsi, prendere una matita, farle la punta e sottolinearne le frasi più belle, per poi magari copiarle e citarle. Non so perchè ma, per questa doppia lettura, mi ha addirittura ricordato Il Piccolo Principe.
È una graziosa favola urbana: ogni personaggio diventa poetico e ogni situazione diventa fiabesca, facendo però restare la narrazione salda nel realismo grazie ad una brillante prosa che, con un lieve umorismo, evita di far scadere il racconto nella retorica e, con un uso calibrato dell’ironia, solleva le parti più drammatiche. Un libro per inguaribili romantici moderni, che alla fine della lettura fa venire voglia di uscire e urlare al mondo quanto è bello averlo letto.

Deborah Walker


forum.fantacalcio.kataweb.it

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Un libro bellissimo, lieve e profondo allo stesso tempo, che ha qualcosa da dire ai grandi come ai ragazzi e forse un giorno diventerà un classico come Il gabbiano Jonathan Livingstone o Il piccolo principe con cui condivide anche la brevità e i molteplici livelli di lettura.
Buona lettura

Monca


libropatica.spaces.live.com

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Andrew Kaufman, Tutti i miei amici sono supereroi
La Perfezionista e Tom. Una storia d’amore "perfetta", se non fosse per un certo Ipno. Meno male che esiste Anfibio... Un manuale di psicologia dentro un racconto tenero e ironico sui difetti e i pregi di tutti noi.


www.gqonline.it

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Cosa ci aspettiamo dai supereroi? Che compiano imprese umanamente impossibili, che siano audaci e coraggiosi, sprezzanti del pericolo ed esempi vistuosi. Questo, almeno, quello che ci hanno tramandato fumetti e cinema. Ebbene, c’è un’eccezione. I supereroi di Kaufman, scrittore esordiente che di professione fa trasmissioni radiofoniche, sono persone normali con caratteristiche molto forti per cui scelgono nomi "ridicoli". Per tutta la storia, una piacevole favola urbana con brillanti tocchi di realismo, Tom dovrà riuscire a trovare un modo per rendersi visibile a sua moglie, la Perfezionista. Un manuale di psicologia dentro un racconto tenero e ironico sui difetti e i pregi di tutti noi.

Laura Pacelli


www.hideout.it

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È un racconto che può apparire davvero innocuo. Ha il potere comunque di minare il livello culturale di chi pensasse di aver già letto tutto o quasi. Semplicemente perché è un perfetto spasso.
Andrew Kaufman, scrittore e regista canadese, appartiene a quell’avanguardia letteraria americana che fa capo a Dave Eggers e alla rivista McSweeney’s. Tutti i miei amici sono supereroi, dunque: nemmeno un punto esclamativo o un qualche segno grafico di stupore a chiudere questa frase. Giustamente no, perché si tratta di supereroi del tutto atipici: niente costumi, né segreti, né muscoli impregnati di buonismo. E poi i nomi: c’è Mister Vestaglia, che ha il superpotere di far apparire ogni giorno una domenica; Anfibio, che non ritiene il suo superpotere di alcuna utilità perché sott’acqua non riesce ad avere relazioni interpersonali; c’è Businessman, che solo guardando una persona sa quanti soldi possiede in banca; e L’Uomo Impossibile, che fa solo cose impossibili e non riesce a smettere perché lo ritiene impossibile. E molti altri. Sono duecentoquarantanove i supereroi di Toronto, dove abita Tom, il protagonista della storia. Non ha superpoteri e ha una moglie, la Perfezionista, che invece ne ha uno bellissimo: rende infallibilmente perfetta ogni situazione. C’è un unico ostacolo al loro amore: lei non vede lui dal giorno del matrimonio, ovvero da 6 mesi. È stata ipnotizzata da un suo ex, Ipno, per ripicca. Tom ha tentato in ogni modo di risolvere il problema ma invano. Ed ora, in volo per Vancouver, dove la Perfezionista sta andando per cambiare, perfettamente, vita, Tom ha poco tempo per riuscirci.
Tutti i miei amici sono supereroi cos’altro è, se non un racconto ironico su paranoie e fissazioni della nostra società? Le ossessioni sono capovolte: da elementi negativi diventano superpoteri. Gli uomini e le donne, così come i loro problemi, restano gli stessi; vengono solamente sbilanciati verso una condotta di vita più spensierata e meno ansiosa e tesa.
Tutto questo in nome dell’amore, qui visto in maniera quasi adolescenziale e con un atteggiamento di condiscendenza, tra chi legge e chi scrive, che rilassa.
Kaufman ha l’inedito superpotere di renderci un po’ tutti supereroi ed in più, quello di tenerci a bada con questo criptonitico libretto in cui possiamo leggere parte di noi e delle nostre quotidiane manie e debolezze.

Stefano Aldeni


www.komix.it

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Meridiano zero pubblica per lo più testi molto interessanti e anticonvenzionali, ed è una casa editrice da tenere sempre sott’occhio. Quindi spero che il lettore ritenga solo episodica questa mia recensione, che dà un giudizio negativo al piccolo romanzo diaristico di Andrew Kaufman.
Tutti i miei amici sono supereroi parte da un’idea molto divertente e originale ma la sfrutta in modo melenso e noioso. Tom, il protagonista e narratore, ha uno sguardo sulle persone che lo circondano – specialmente gli amici e i conoscenti – molto particolare: dà loro un soprannome da "supereroe". E in effetti, a pensarci, tutti noi potremmo vedere le persone che ci attorniano sub specie supereroica: ognuno di noi, lo dico col sorriso sulle labbra, ha una sua caratteristica peculiare che può essere ironicamente trasfigurata in un superpotere.
Per chi conosce i fumetti ed è abituato agli esercizi di fantasia, l’impresa è piuttosto semplice. Come lo è per Tom: il Bradipo, la Presenzialista, il Consolatore, Una Notte e Via, Ipno sono solo alcuni dei nomi scaturiti dalla rigogliosa fantasia (e dallo spirito di osservazione) di Tom e con lui di Kaufman, appassionato di comics che riesce a inventare una tenera storia d’amore.
Tenera ma, dicevo, leziosa e poco avvincente. Ombelicale per il modo in cui la crisi amorosa fra Tom e sua moglie, la Perfezionista, è tratteggiata; dal ritmo narrativamente lentissimo; e dal presupposto tematico che tende a rendere monodimensionali le persone, proprio in base a questa visione sarcasticamente supereroica, fin troppo insistente. Segno che forse Kaufman ha preso un po’, nel suo stile scrittorio, da uno dei suoi supereroi della quotidianità, il Bradipo appunto.

Marco Pellitteri


www.lankelot.eu, 29.11.07

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Antieroico, satirico e romantico, grottesco e fiabesco: l’esordio del canadese Andrew Kaufman è una storia d’amore, di nostalgia e di riconquista, romanzo breve di formazione d’una identità che si fonda su un ruolo diabolicamente semplice, quello del cittadino normale tra cittadini straordinari, e sull’elegia della sua (perduta) amata. Molto più vicino alle esistenze di ognuno di noi di quanto si potrebbe pensare, a ben guardare.
"(…) Così adesso tutti gli amici di Tom sono supereroi. Ma siccome ognuno di loro ha qualche superpotere, e anche tutti i loro amici, nell’ambiente avere superpoteri non è considerato niente di speciale. Quello che è veramente speciale è non averne nemmeno uno. Non riescono neanche a immaginarselo, loro, come dev’essere vivere senza superpoteri. Gli sembra impossibile".
Tom non ha superpoteri: non è l’Uomo Impossibile, che voleva accendere fuochi sott’acqua, né Caduta Libera, che inciampava dappertutto ma non cadeva mai ai piedi di un uomo; non è l’Uomo Senza Ombra, Henry che una notte saluta la sua metà oscura e ritrova l’amore per la famiglia e per la casa, né Anfibio, capace di vivere sott’acqua (e di lasciarsi salvare dall’annegamento, a quanto pare, da un uomo senza superpoteri). Non è il medico Ambrose, che cura le persone come fossero macchine, e non è Ipno, che sa condizionare chiunque con lo sguardo. Non è Soap Opera, così teledipendente che piangeva piccoli televisori, né Prima o Poi, capace di pensare in grande e di procrastinare qualsiasi cosa alle calende, rimpicciolendosi (da 162 a 128 cm, a quanto pare).
Tom è semplicemente uno che ha il cuore spezzato. È proprio rotto, non s’aggiusta, spiega Ambrose quando riesce a liberare da quella gabbia il ricordo delle donne amate ma non il dolore per la moglie che se ne vuole andare. Forse si riparerà da solo, col tempo. Non è detto, non c’è rimedio definitivo. È tutto rotto.
Lei è la Perfezionista. Una che ha così bisogno di ordine che è in grado di materializzarlo col pensiero. Una che non resiste alla tentazione di rispettare le file e di avanzare passetto dopo passetto. Una che si dispera perché non può impedire ai fiocchi di neve d’essere disordinati. L’amore è quella distesa di neve soffice e simmetrica che Tom una volta le ha mostrato. L’illusione di ordinare quel che non ha principio né fine, soltanto e incredibilmente esiste.
Tom le ha provate tutte: sussurri, grida, telefonate, email, fax. Niente: d’un tratto, proprio poche ore dopo il matrimonio, è diventato invisibile. Sembra sia stato Ipno, l’ex di lusso, ad andarle a sussurrare le parole giuste sul senso della sua scelta. Tom se ne è accorto e lo ha riempito di cazzotti, ma non è servito a niente. Lui era l’unico che Ipno non poteva condizionare, in ogni caso. Magra consolazione. Adesso è invisibile e non c’è niente da fare, sembra proprio non ci sia più niente da fare. Se non aspettare che l’incantesimo finisca, dura da troppi mesi.
Al principio della storia la Perfezionista sta partendo per Vancouver. Vuole trasferirsi e lasciare tutto – lasciare il sogno dell’amore perfetto, dimentica di tutto, dimentica di lui – e non s’accorge nemmeno che Tom è al suo fianco. D’altra parte è invisibile. La trama è questa, concentrata e fragile: il grande amore si sta imbarcando sull’aeroplano che la porterà via da te, durante il viaggio non ti parla e tu ti stai domandando come riuscirai a farla tornare in sé – a farla tornare in te. Il tempo intanto precipita, s’avvicina l’atterraggio. Devi trovare le parole giuste. Intanto pensi a tutto quel che t’è accaduto da quando sei entrato nella vita dei supereroi. Poco conta che l’ambientazione sia Toronto, da questo punto di vista: nessuno di loro ha un’identità segreta, il costume non è fondamentale, i superpoteri non li aiutano nella ricerca di un lavoro stabile e dignitoso. Alla fine hai capito che battezzare chiunque conosci con un nome di battaglia da supereroe non è difficile: .
"L’ultimo passo nel trovare il vostro nome da supereroe è accettare che alla fin fine non cambia poi molto. D’accordo, c’è una cosa che sapete fare bene, che sapete fare come nessun altro su questo pianeta. Questo vi rende speciali, ma essere speciali in realtà non significa nulla. Dovete sempre vestirvi ogni mattina. I lacci delle scarpe vi si rompono comunque. La vostra ragazza vi lascia lo stesso se la trascurate".
Supercattivi non sembrano esistere, ma i supereroi ne hanno bisogno, e quindi si schierano l’uno contro l’altro, la Perfezionista contro Televendita, Businessman contro il Sindacalista, Anfibio contro l’Inamovibile. Tom racconta la storia di questa umanità che sembra ripetersi da una a un’altra città occidentale, in queste generazioni cresciute all’ombra degli eroi dei fumetti e del cinema convincendosi che fosse difficile stabilire una coincidenza tra identità e ruolo; la doppia identità è stato un escamotage fortunato per vincere quelli che Tom chiama i Mostri dell’Ansia. Per sconfiggerli bastano un bagno caldo o un sonnellino. La realtà torna a bussare a tutte le ore. Nessun superpotere ti libera dalla realtà. La realtà pretende un tributo. E intanto l’aereo s’avvicina alla destinazione, lei continua a non guardarti.
La fine della storia è gentile: questa è una favola moderna, un fumetto romanzato, giocato per strisce simili a quelle che uscivano sui quotidiani e sui periodici coi quali siamo cresciuti, prima di scoprire gli albi. Sketches e bozzetti d’una variopinta umanità vanno a formare l’identità-mosaico della società del nostro tempo: omnia vincit amor, proprio quell’amore che se ne stava per andare. Prima che sia troppo tardi, regalatevi l’illusione d’aver rovesciato i disegni della sorte, e di quel rivale che sapeva ipnotizzarla.
Tutti i miei amici sono supereroi, a parte me. Forse proprio per questo riuscirò nell’impresa di non essere più invisibile al suo sguardo. Dominerò il presente come non m’era mai riuscito, e le ruberò un sorriso. Domani, certo. Domani.

Gianfranco Franchi


lucyspicedvanilla.blogspot.com, 11.12.2006

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Il libro del week-end

Tutti i miei amici sono supereroi di Andrew Kaufman. Un racconto divertente, con dei buoni spunti che (secondo me) potevano essere approfonditi.
È la storia di un uomo normale circondato da supereroi: La Coniglietta Antistress, Mister Vestaglia (ha il potere di vivere ogni giorno della sua vita come se fosse domenica), Gipiesse (sa arrivare dovunque anche se non c’è mai stata. Giunta a destinazione però inizia ad agitarsi e deve rimettersi in movimento per dirigersi da qualche altra parte), Televendita (può convincere chiunque di quello di cui è convinta lei), la Baciatrice di Rospi (ha la capacità di trasformare i falliti in vincenti, condannata a veder scomparire l’attrazione non appena operata la trasformazione).
Il giorno del matrimonio tra il protagonista (Tom) e la Perfezionista, Ipno lancia un incantesimo e Tom diventa l’Uomo Invisibile ma... solo per sua moglie. Tom ha pochissimo tempo per evitare che lei lo dimentichi per sempre.
I superpoteri in realtà sono concentrato delle caratteristiche di ognuno.
È vero, la maggior parte dei supereroi ha un nome ridicolo. Ma ognuno deve scegliersi il nome da solo. Pensate a come potrebbe essere difficile. Provate voi. Adesso. Distillate la vostra personalità e le vostre peculiarità in una singola frase, o in un’immagine. Se ci riuscite, è probabile che siate già un supereroe.
Una difficoltà in cui potete imbattervi cercando il vostro nome da supereroe è che può riferirsi a un aspetto di voi stessi che forse non vi piace. Lo Speculatore, Una Notte e Via e il Bulldozer ci hanno impiegato anni ad accettare i loro superpoteri.
L’ultimo passo nel trovare il vostro nome da supereroe è accettare che alla fin fine non cambia poi molto.
D’accordo, c’è una cosa che sapete fare bene, che sapete fare come nessun altro su questo pianeta. Questo vi rende speciali, ma essere speciali in realtà non significa nulla. Dovrete sempre vestirvi ogni mattina. I lacci delle scarpe vi si rompono comunque. La vostra ragazza vi lascia lo stesso se la trascurate.


macadam.splinder.com

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Tutti i miei amici sono supereroi
Andrew Kaufman è un personaggio eclettico e coinvolgente: autore, produttore radiofonico, regista – Aberistiwith, 1998 – e ora anche scrittore. Certo, non uno scrittore qualsiasi ma quasi un novello Jean de La Fontaine oppure un – più vicino – Antoine de Saint-Exupéry. In altre parole: un moderno scrittore di favole. E che – dal mio punto di vista – questo Tutti i miei amici sono supereroi sia proprio una favola, è fuor di dubbio.
Partiamo dalla definizione, allora. Secondo il dizionario Garzanti, una favola è: una "narrazione con personaggi immaginari (per lo più animali, piante, esseri inanimati), che contiene un ammaestramento morale".
In relazione al primo punto, i personaggi immaginari, si potrebbe pensare che i supereroi citati anche nel titolo siano i veri protagonisti della storia. Forse così non è... Oppure sì. Il problema è nella parola "super". Cosa ci aspettiamo da dei supereroi? Che possano compiere imprese mirabolanti, che siano audaci e coraggiosi, sprezzanti del pericolo e integerrimi esempi di virtù. Questo, almeno, ci insegnano decine di serie a fumetti e i molti prodotti cinematografici realizzati negli ultimi anni. Bene,scordateveli. I supereroi di Kaufman sono persone normali che esaltano al parossismo una propria caratteristica – positiva o negativa – e che poi si scelgono un nome "ridicolo" che la rappresenti al meglio. D’altronde, "la maggior parte dei supereroi ha un nome ridicolo. Ma ognuno deve sceglierselo da solo. Pensate a come può essere difficile. Provateci adesso. Se ci riuscite, è probabile che siate gà un supereroe."
Prima O Poi "aveva due superpoteri: una stupefacente abilità nel pensare e in grande e una capacità sconfinata di procrastinare"; l’Uomo Senza Ombra aveva lasciato andare la propria ombra senza rimpianti; Gipiesse "sa arrivare dovunque partendo da qualunque altro luogo"; Emulatrix "ha l’abilità di emulare lo stile personale di chiunque [...] fino a farlo apparire una versione meno riuscita di se stesso". E poi – oltre agli altri – ci sono la Perfezionista e Tom. Tom non ha alcun superpotere. Per tutta la storia, e qui arriviamo al secondo punto – l’ammaestramento morale – Tom dovrà riuscire a trovare un modo per rendersi visibile a sua moglie, la Perfezionista. Quest’ultima, infatti, è stata ipnotizzata per vendetta da Ipno: una sua vecchia fiamma. Attorno a Tom, alla Perfezionista e a tutti gli altri supereroi vorticano l’attuale società e tutte le sue paure e le sue nevrosi.
Come si può rendersi visibili, se non si hanno superpoteri, in un mondo di supereroi? Sembra chiedersi Kaufman. E noi, forse dovremmo chiederci se c’è realmente bisogno di supereroi in questo mondo di per sè già folle.
Una favola moderna, dicevo, che induce al pensare e al riflettere su se stessi, sui rapporti sociali e sul nostro, quotidiano, sentirsi uomini. Con o senza superpoteri.

Fabio Fracas


massimobaraldi.splinder.com, 18.3.07

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"Se anche la musica è invisibile, l’invisibilità non deve essere per forza così brutta," pensa Tom, ma se già avere il cuore rotto può essere un problema, diventare improvvisamente invisibile agli occhi dell’amata non può che peggiorare le cose… specialmente se sei un persona normale in un mondo di supereroi.
I supereroi di cui si parla in questa storia, però, non vestono buffe mantelline né hanno alcuna intenzione di salvare il mondo: i loro poteri, in realtà, non servono assolutamente a nulla… se non a far di loro delle persone un pò speciali: Il Bradipo, che sa dire "Fanculo!" con una convinzione ineguagliabile… Gipiesse, in eterno movimento… Miss Presto Fatto, che non rimanda mai nulla a domani… e poi lei, La Perfezionista, che sa rendere perfetto ogni momento ma non riesce più a vedere Tom. questi sono alcuni dei buffi e un pò malinconici personaggi che affollano Tutti i miei amici sono supereroi, il brevissimo libro d’esordio del canadese Andrew Kaufman pubblicato da Meridiano Zero, ed è una delle cose più piacevoli che mi sia capitato di leggere negli ultimi tempi. un’oretta ci ho messo, steso su una panchina con A ghost is born dei Wilco nelle orecchie.
Non che sia un capolavoro, intendiamoci, ma nemmeno ha la pretesa di esserlo. è una storia, niente di più. una storia semplice, surreale e romantica, che fa sorridere e pure riflettere… perché, che ci piaccia o no, a tutti prima o poi capita di diventare invisibili per qualcun altro. ed è anche un’utile guida per scoprire il supereroe che, fragile ed impaurito, si annida dentro di noi.


nientelietofine.splinder.com, 20.4.07

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Toronto in apparenza è una città normale, ma in realtà è popolata da supereroi.
Non vestono calzamaglie ne mantelli, e non hanno maschere che celano la loro identità.
I loro nomi sono buffi e rivelano quale sia la caratteristica di ognuno: Una Notte E Via, Il Bulldozer, Caduta Libera, La Pila, L’Ospite, Gipiesse, Ambrose (l’aggiusta cuori) e La Perfezionista.
Tra questi c’è anche Tom, un uomo normale, forse troppo, che conosce e poi sposa proprio La Perfezionista.
Ma durante la prima notte di nozze lei, ipnotizzata dal suo ex (Ipno appunto), sembra non vederlo più; lui esiste ancora, ma non per lei!
Una lotta contro il tempo per farsi riconoscere dalla persona che ami, o forse proprio dall’Amore.
Perché anche se sei un supereroe i lacci delle scarpe ti si rompono comunque e la tua donna può lasciarti lo stesso.
Ma quando Tom si accorge di cosa manca al loro rapporto, per essere perfetto, riesce a trasmetterlo alla sua amata. "E lei (finalmente) lo vede. "


www.nokoss.net, 17.7.07

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Tutti i miei amici sono supereroi non è un fumetto. Anche se il tizio che l’ha scritto, Andrew Kaufman, autore radiofonico e regista canadese esordiente della narrativa, il mondo dell’immaginario disegnato dimostra di conoscerlo davvero bene. Tutti i miei amici sono supereroi è piuttosto un racconto lungo, 124 pagine, che però del libro ha le fattezze, la struttura, la velocità.
Divertente, surreale, dissacrante, questo romanzo è un ritratto a due facce del nostro tempo, un racconto contemporaneamente ironico e sentimentale, sociologico e grottesco.
Chi sono infatti i supereroi del titolo?
Beh, in pratica è gente comune, che ha però cristallizzato una peculiarità personale sino a farla diventare l’emblema della propria personalità.
E’ così che fra le pagine scopriamo L’Ospite, Il Sindacalista, Clessidra, La Commediante, Una Notte e via, Il Consolatore, tutti personaggi che girano intorno a Tom, un ragazzo normale, senza particolari caratteristiche, il quale si trova invischiato in un dramma d’amore.
Tom infatti è innamorato di Perf, la Perfezionista, ma lei, proprio il giorno del loro matrimonio, è stata ipnotizzata dal suo ex Ipno, il quale, per vendetta, ha bloccato il ricordo di lei proprio al giorno della funzione, convincendola che Tom l’abbia abbandonata.
Tom, che non ha superpoteri, deve cercare di rendersi visibile ai suoi occhi, di svegliarla dall’ipnosi, ma ha solo qualche ora di tempo, giusto il volo che da Toronto sta portando Perf a Vancouver, la città nella quale lei ha deciso di trasferirsi dopo aver atteso per qualche mese, invano, il ritorno di Tom.
Kaufman, nel presentarci il tentativo del protagonista di riacchiappare la moglie, descrive il passato, le piccole cose, ma soprattutto ci mette a confronto con una variopinta umanità che sconvolge e diverte.
Rimane impresso il modo in cui si riesce a ridere di se stessi, l’intelligenza con la quale fra le pagine si và consumando un romanzo che fa riflettere sui difetti dei nostri giorni in maniera semplice, emozionando qua e là anche per le vicende del povero Tom, che proprio non gliela fa a svegliare la moglie.
Siamo tutti dei supereroi insomma! Chi di voi non conosce almeno un Gipiesse("sa arrivare dovunque partendo da qualunque altro luogo")? O un paio di Prima o Poi ("aveva due superpoteri: una stupefacente abilità nel pensare in grande ed una capacità sconfinata di procrastinare")?
La leggerezza di questo romanzo sta nella poeticità sotterranea con la quale riesce a dirci piccole cose importanti.
Tutti i miei amici sono supereroi non ha una trama netta, né segue il tratto canonico della narrativa contemporanea, ma è invece una galleria stupefacente di personaggi iperumani, a metà fra il folleggiante ed il sociologico.
Una favola quotidiana e bizzarra, da leggere con un sorriso inaspettato sulle labbra e davanti alla quale, senza accorgercene, scopriamo tutti di avere dei superpoteri.

«David Duncan era venuto alla luce già invisibile. L’infermiera aveva lavato via il sangue e i residui di placenta, e non aveva trovato nessuno. Quand’era piccolo, sgusciava sempre fuori dai pannolini, e i suoi genitori per trovarlo dovevano aspettare di sentirlo piangere per la fame. Essendo quasi morti dalla preoccupazione avevano preso la drastica decisione di dipingerlo di blu.
Avevano continuato a dipingerlo di blu, usando una tintura ad acqua non tossica, finché non aveva compiuto cinque anni.
E il primo giorno di scuola avevano lasciato a lui la decisione: rimanere blu oppure ritornare al suo stato naturale di invisibilità. David era andato in bagno. Mancava un’ora all’arrivo dello scuolabus. Aveva riempito d’acqua il lavandino. Si era lavato via tutto il blu e si era guardato allo specchio. Mentre si lavava i denti, aveva osservato lo spazzolino librarsi a mezz’aria. Ne era rimasto terrorizzato. Aveva deciso di rimanere blu.
Così aveva frequentato la scuola sempre dipinto di blu. Non si era fatto nessun amico ed era diventato il Reietto Blu.
»

Rosilio Tondelli


www.quotidianostyle.com, 24.2.07

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Un libricino strano, che fa un po’ riflettere
È vero la maggior parte dei supereroi ha un nome ridicolo. Ma ognuno deve scegliersi il nome da solo. Pensate a come può essere difficile. Provateci voi. Adesso. Distillate la vostra personalità e le vostre peculiarità in una singola frase, o in un’immagine. Se ci riuscite, è probabile che siate già un supereroe.
Tom nella vita è circondato da supereroi: la sua ragazza, il suo migliore amico come il suo peggior nemico. Ma ci convive bene, fino a quando non si sposa con la Perfezionista e un capriccio di un supereroe geloso non gli rovina la vita. Questo racconto, chiamiamolo di genere, è una carambola fra personalità strane e incredibili, a dire il vero, addirittura impossibili. Eppure non è frutto di fantasia, per come la vedo io. L’autore, Andrew Kaufman, ci fa un ritratto, superficiale e spudoratamente meticoloso di tanti personaggi che, senza grattare via poi molto dalla scorza narrativa, non sono altro che buona parte di noi. Degli abbozzi di personalità che non possono non ricordarci qualcuno, farci venire in mente l’amico che in fondo è così, e d’un tratto farci rivalutare i suoi pregi e difetti, o più direttamente farci rivalutare noi stessi. Risultato, forse scontato, banale e prevedibile, ma magicamente distillato in queste 124 paginette: siamo e siamo circondati da supereroi.
Tutti i miei amici sono supereroi si legge in un bofat, appare simpatico e leggero. Ma ha il potere di non toccare i sentimenti quelli facili, sfiora con cautela certe corde di un subconscio collettivo popolato da una serie di piccoli luoghi comuni che trasforma in pane e vino (mi si passi il materialismo, che intendo ateo). Certe cosette che siamo abituati a dare per scontate sono rivestite di un sapore di novità.
Aiutato a questo scopo da una scrittura che mi piace, quando la incontro, chiamare porosa, o ariosa, per intenderci. Uno scrivere che fluttua da situazione a descrizione, seguendo un intreccio non piatto: semplice, e per semplicità accattivante. Kaufman è produttore per radio e cinema, e questa porosità immagino gli venga da ciò, dal dover trasmettere un messaggio in modo originale, ma comprensibile. E il dialogato, a volte perfino scontroso al testo, galleggia sulla trama e dinamicizza la lettura. Accorgimenti che l’autore manipola sapientemente, regalando una lettura, snella e piacevole.

Davide G.


www.sdcpadova.it

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Esce l’opera prima del canadese Andrew Kaufman: diventerà il Piccolo Principe del XXI secolo?

Ci sono dei libri, piccoli libri, che per la loro dolcezza si leggono col sorriso sulle labbra.
Ci sono libri, grandi libri, che per la loro profondità fanno venire la voglia di alzarsi, prendere una matita, farle la punta e sottolinearne le frasi più belle, per poi magari copiarle e citarle. Ci sono infine dei libri al contempo dolci e profondi che diventano un feticcio, qualcosa a cui ci si affeziona in modo indissolubile. Pensate al "Piccolo Principe". Quando mi sono trovato nella mani Tutti i miei amici sono supereroi, un libricino di 124 pagine, non credevo potesse rientrare nella terza categoria.
Tom è uno qualunque, senza particolari qualità, quello che si dice un tipo. Non starebbe male se non fosse che tutti quelli che conosce sono dei supereroi. Non i supereroi dei fumetti, quelli pieni di personalità, costumi sgargianti e una biografia rocambolesca, non loro, ma semplicemente persone che hanno un tratto che li rende speciali, unici, irripetibili: "Distillate la vostra personalità e le vostre peculiarità in una singola frase, o in un’immagine. Se ci riuscite, è probabile che siate già un supereroe… L’ultimo passo nel trovare il vostro nome da supereroe è accettare che alla fin fine non cambia poi molto. D’accordo, c’è una cosa che sapete fare bene, che sapete fare come nessun altro su questo pianeta. Questo vi rende speciali, ma essere speciali in realtà non significa nulla. Dovete sempre vestirvi la mattina. I lacci delle scarpe vi si rompono comunque. La vostra ragazza vi lascia lo stesso se la trascurate". Questo è essere dei supereroi, come il Bradipo, il cui potere è essere pigro, o Miss Presto Fatto, quella che fa tutto e subito, o la Pila, quella che ha scariche emotive fortissime, o Mister Vestaglia, che ha il potere di vivere ogni giorno della sua vita come se fosse domenica. Tom non ne ha di poteri, e in un mondo in cui tutti ne hanno uno, questo stato lo demoralizza. Ma la cosa che davvero fa star male Tom è che sua moglie, la Perfezionista, è rimasta vittima del potere mesmerizzante del geloso Ipno e non riesce più a vederlo. Tom per sua moglie è diventato invisibile e ha pochissimo tempo per evitare che lei lo dimentichi per sempre.
Tutti i miei amici sono supereroi è una bellissima favola urbana: attraverso l’uso creativo di varie figure retoriche (metafora e personificazione soprattutto), ogni personaggio diventa poetico e ogni situazione diventa fiabesca, facendo però restare la narrazione salda nel realismo grazie ad una brillante prosa che, con un lieve umorismo, evita di far precipitare il racconto nel lezioso e, con un uso calibrato dell’ironia, solleva le parti più drammatiche. Un libro per inguaribili romantici moderni, che alla fine della lettura fa venire voglia di uscire e urlare al mondo quanto è bello averlo letto. Ed è un regalo perfetto. A chi lo farete leggere, statene certi, sarà chiaro qual è il vostro potere: far sentire speciali gli amici (o se non altro saper fare dei gran bei regali).

Andrea Marzell


starpitti.blogspot.com

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Tutti i miei amici sono supereroi di Andrew Kaufman
A Natale mi viene regalato un libricino di appena 100 pagine e ho pensato, malignamente, che doveva essere un fondo di magazzino o quasi... purtroppo l’apparenza inganna, come sempre del resto.
Non vi racconto i dettagli per non introdurre SPOILERS ma vi faccio 2 fatidiche domande:
- vi siete ma sentiti "invisibili" agli occhi di una persona?
- vi è mai sembrato di essere "anormali", pur essendo le persone intorno a voi ancora + strane?
Se avete risposto SÌ anche solo ad una delle suddette, vi consiglio il libro in questione e sono ben felice di prestarvelo; sappiate che dentro c’è un po’ di tutto: sentimento ed umorismo, un mix agrodolce di raffinata qualità. Un libro leggero ma che lascia un segno... a voi l’ardua sentenza.

UJ


subliminalpop.splinder.com, 8.11.07

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Il carro attrezzi non arrivava. Businessman era rimasto nell’auto a calcolare il valore in dollari di tutti quelli che gli passavano davanti, e si era accorto di un particolare. Anche se alcuni possedevano milioni e altri erano pesantemente indebitati, tutti sembravano tesi e preoccupati allo stesso modo. Ne aveva concluso che esisteva un’unica quantità di denaro: mai abbastanza.
*
Persino la Clessidra, unica tra i supereroi a viaggiare nel tempo, non crede che il suo superpotere sia niente di eccezionale. Ti fa notare subito che tutti sono in grado di viaggiare nel tempo, e infatti procedono in modo costante e inesorabile verso il futuro: un vero superpotere sarebbe la capacità di non viaggiare affatto nel tempo, di arrestarsi nel presente.
*
"Ci siamo," dice la Clessidra.
La Perfezionista apre gli occhi. Non vede niente. E’ bianco. Tutto bianco. Non c’è un sopra né un sotto. Né orizzonte. Niente. C’è solo tutto questo bianco.
"Clessidra, che cos’è questo? – chiede la Perfezionista con voce scossa.
"Questo è il futuro.
"E’ così il futuro? – chiede la Perfezionista. Ha la bocca secca. Si costringe a deglutire. – Perché il futuro è così? .
"Perché non è ancora accaduto," risponde la Clessidra.
*
In fondo c’era una stanza che Tom non aveva mia notato prima. La porta era chiusa. La Perfezionista gli lasciò andare la mano, aprì la porta e accese la luce. Dentro, la moquette era logora e sbiadita, e dalle pareti in cartongesso spuntavano dei chiodi. Al centro della stanza c’erano due enormi scatole di cartone, con cui si sarebbero potuti imballare due congelatori.
Su quella di sinistra, nella grafia della Perfezionista, c’era scritto AMICIZIA. Su quella di destra, con la stessa grafia, c’era scritto AMORE. Non c’erano altri oggetti nella stanza.
Tom guardò la perfezionista. La Perfezionista ricambiò lo sguardo. Tom si girò verso le scatole e poi di nuovo verso la Perfezionista. Si grattò la testa.
"Allora? – chiede al perfezionista.
Tom la guardò, poi spostò gli occhi sulle scatole e infine di nuovo su di lei. Ancora non capiva.
"Quale scegli? – chiese lei. E con un gesto suggerì che doveva entrare in una delle scatole.
Tom si inoltrò nella stanza fermandosi in mezzo alle due scatole. Guardò quella con la parola AMORE e poi quella con la parola AMICIZIA. Non gli ci volle molto a decidere. Si avvicinò risolutamente alla scatola con la parola AMICIZIA. L’afferrò, la sollevò e la inserì nell’altra. Poi si voltò, prese in braccio la Perfezionista e l’adagiò dentro le scatole. Infine ci saltò dentro anche lui.
Perfetto l’epilogo.


www.studiogradozero.it, 3.5.07

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Tutti i miei amici sono supereroi
Questa malattia che hai si chiama amore, e quando non te la senti addosso – o hai semplicemente finito le sigarette – hai voglia di saperla negli altri.
Sai che il mondo è onorato dall’amore altrui, persino il venditore di tabacchi sotto casa si scambia baci fugaci di fronte ai tuoi occhi ortogonalmente in fuga sotto al portico.
Non. Ne. Puoi. Più. Delle. Storie. D’amore.
Hai soltanto bisogno di sigarette.
Tom non è un supereroe. Ma chi sensatamente lo è, potreste obiettarmi voi.
Io non sono un supereroe. Lui sì.
Il mondo è pieno di storie d’amore, te le rimbalza addosso, come notizie dell’ultim’ora, come affondi vigliaccamente indegni a quell’assurda malattia, ti dicono che l’oscurità prende luce, o anche che poi si finisce tutti su un pianerottolo a ricominciare a ricordarsi, perché da qualche parte, ovunque, noi siamo tutti malati. Soffriamo di amnesie, o siamo malati di quella malattia lì, insomma.
Tom, dicevamo. È uno dei pochi (l’unico?) protagonista di questa nuova narrativa, esemplarmente maschio fra i trenta e i quaranta che non sia in fuga. Ma al di là di questo inatteso miracolo letterario, ecco, sì, lui non scappa affatto. Né dalla sua età, né dalla sua non più eterna adolescenza, né dalle non se ne può più responsabilità, no no. Anzi. Lui cerca di farsi vedere. Perchè sapete cosa gli è successo. Una roba assurda. Si è innamorato. E si stava sposando. Con una superoina, La Perfezionista (sì sì, una che distingue la biancheria nei cassetti secondo le più infinitesimali sfumature di colore). Alla quale un suo ex supereroe, Ipno, subdolo figlio di quell’invidia di cui tutti un po’ sappiamo, il giorno delle nozze chiede: Ma tu cosa ci vedi in Tom?
La Perfezionista è colta troppo, troppo, troppo ahg femminilmente senza parole.
"Non… saprei" risponde male lei.
E così sarà.
Lei, colpita dal superpotere ipnotico di Ipno, non vedrà più letteralmente Tom.
Tom è un ragazzo normale, senza superpoteri caratteriali. Ma per sua moglie è invisibile. Sua moglie letteralmente non lo vede. La Perfezionista è stata la fidanzata di Mister Vestaglia (un uomo che aveva la capacità di fare sembrare domenica ogni giorno della settimana) ed è la migliore amica di Clessidra. Pericolosissimo, essere amici di una persona che ti può far viaggiare veloce e disarmata nel tuo futuro. La Perfezionista, detta Perf, comincia a fumare, perchè il suo neo-marito-normale è sparito. Per lei, che non ha il superintuito, lui è fuggito. Ma non è così. Non stiamo parlando di narrativa dozzinale. Tom, il neo-marito-normale, deve solo trovare la chiave per dissolvere l’incantesimo superlinguisticamente raffinato di un amante invidioso. Potrebbe essere a portata di mano, c’è anche un conto alla rovescia, c’è la memoria che fa le acrobazie con quel futuro che l’amica Clessidra non vuole mostrare (o che Inverso, l’amico di Tom che ti può far vedere tutta la tua vita all’inverso di come l’hai vissuta, a una semplice stretta di mano, potrebbe ribaltare).
Non ne potevi più dei supereroi uomini invisibili storie d’amore metafe della vita.
Eppure sei pronta a farti infettare.
Insomma, questo libro, il libro in cui si racconta di Tom, ha la forza di una storia d’amore raccontata per la prima volta. Come se non avessimo mai ascoltato né visto né patito storie d’amore. Eppure non ne possiamo più, delle storie d’amore. Vogliamo tutto! ma non dateci più baci. Li abbiamo già visti, già corrisposti, già sognati. Verrebbe da dire: basta.
Invece.
L’idiozia dei nostri vent’anni è stata pensare che scrivere, così come baciare, fosse un superpotere. A sostituire il resto.
Non è affatto così, non è stato affatto così. Abbiamo ferito, oppure semplicemente non ce la si è fatta, a pensare a una cosa diversa dall’immediatezza di questa cosa che ci ostiniamo a scrivere.
Scrivere qui è stata la mia definitiva perdita di superpoteri. Essere un non-supereroe significa riconoscere la propria non-esclusività nel mondo.
Voglio dire, ci saranno sempre dentifrici, dopo i quali baciare, all’inizio di ogni mattina, certo. Mi sembrerà di essere l’Unica. Invece, dietro a quei baci, ci sarà comunque un supereroe travestito da persona normale in grado di dismettere la nostra MarieJaneitudine a scassare il cazzo per quella cazzo di Unicità. Ci saranno sempre I baci dei Tabaccai da violare sotto a un portico, come ci saranno baci, ripetuti, consumati, rubati, stupiti, e i baci che richiederò, per vizio o per virtù, per eccesso o per difetto.
Non si tratta di essere unici nel farlo. Si tratta di raccontarlo.


www.tfpforum.it, 31.7.07

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Come ci si sente ad essere l’unica persona normale in un mondo di supereroi?

Tom ha per amici soltanto dei supereroi, che tra l’altro sono tutti dichiarati, in barba all’evento Civil War della Marvel.
Quindi, tra persone per cui la normalità consiste nell’avere un qualche superpotere, Tom è considerato una persona speciale, visto che di superpoteri non ne ha.
Tom è perdutamente innamorato de La Perfezionista, divenuta da poco sua moglie, che ha l’attitudine di rendere perfetta ogni cosa, dal semplice ordine in casa alla sua capigliatura, che arriva ad essere persino "spettinata in modo perfetto".
Ma il malvagio Ipno (di cui intuirete il superpotere), geloso e ancora innamorato de La Perfezionista, durante il benchetto di nozze la ipnotizza e la spinge a credere che Tom sia scomparso. In realtà lui è semplicemente invisibile a lei.
Il romanzo è costruito con una serie di flashback, sugli amici di Tom e sulla sua vita con La Perfezionista, che si dipanano dagli avvenimenti del presente, nei quali Tom cerca con tutti i mezzi di tornare ad essere visibile a sua moglie. Riuscirà a farlo, pur non avendo alcun superpotere?
Tutti i miei amici sono supereroi è una lettura leggera, è scritto in uno stile piano e scorrevole, fa sorridere per alcune invenzioni e non manca di stupire in diverse occasioni.
Kaufman gioca con le sue creature e si diverte a creare paradossi e situazioni sospese tra il reale e l’immaginario. Inoltre si trova perfettamente a suo agio nel descrivere situazioni impossibili con una creatività che riesce a dare un tocco magico a questo romanzo.
Però un punto debole, che spicca tra tanta creatività, devo sottolinearlo: alcuni brevi capitoli riportano, sempre coerentemente con il resto del romanzo, bisogna riconoscerlo, degli altrettanto brevi elenchi di supereroi, di cui vengono riportate le caratteristiche. Tra i tanti ricordo The Businessman, che si è accorto di avere il superpotere di capire istantaneamente quanta ricchezza possedesse una persona al solo guardarla, o La Presenzialista, che riesce a non perdersi un solo evento mondano in città. Sebbene questi personaggi compaiano soltanto per poche righe, e nonostante siano una palese critica al mondo dei comics americani, si ha l’impressione che si sarebbe potuto creare qualcosa di più incisivo, come nel caso dell’Uomo Invisibile, di cui più avanti riporterò la storia.
Si tratta di una parte misera rispetto all’intero romanzo, ma è così debole rispetto all’eccezionalità del resto che mi ha fatto storcere un po’ il naso.
Tranne questa piccola parte, il romanzo è infatti godibilissimo e lo si legge con il sorriso sulle labbra. Prego, signori, accomodatevi:

Il primo incontro tra Tom e la Perfezionista:

Citazione:
La Perfezionista non era stata con nessuno dopo aver lasciato Ipno. Il sesso con lui era stata un’esperienza perfetta, ma la Perfezionista lo dava per scontato, in un rapporto.
Tom le piaceva, era sicura che sarebbero diventati buoni amici, ma niente più. Non sapeva se la loro amicizia sarebbe sopravvissuta all’avventura di una notte, ma quella volta si sentiva senza freni e l’aveva portato direttamente in camera. La Perfezionista aveva spinto Tom sul letto. Gli aveva sfilato la camicia. Gli aveva sfilato scarpe e calze. Gli aveva sfilato i pantaloni. Gli aveva sfilato i boxer.
Con altri ragazzi la Perfezionista si sarebbe fermata qui. Ma quella volta no. Si sentiva senza freni.
Gli aveva sfilato la pelle. Gli aveva sfilato il sistema nervoso. Gli aveva aperto la gabbia toracica. Aveva preso in mano il suo cuore pulsante. E nascosto sotto ci aveva trovato un cofanetto dorato.
L’aveva aperto e dentro c’erano le speranze di Tom, i suoi sogni e le sue paure. Ne era rimasta incantata, sorpresa di trovarli lì e affascinata dalla loro bellezza.
Era stato in quel preciso momento che la Perfezionista si era innamorata di Tom.
Aveva rimesso a posto il cofanetto, la pelle e i vestiti. E lo aveva abbracciato.

La storia di uno dei tanti amici di Tom:

Citazione:
David Duncan era venuto alla luce già invisibile. L’infermiera aveva lavato via il sangue e i residui di placenta, e non aveva trovato nessuno. Quand’era piccolo, sgusciava sempre fuori dai pannolini, e i suoi genitori per trovarlo dovevano aspettare di sentirlo piangere per la fame. Essendo quasi morti dalla preoccupazione avevano preso la drastica decisione di dipingerlo di blu.
Avevano continuato a dipingerlo di blu, usando una tintura ad acqua non tossica, finché non aveva compiuto cinque anni.
E il primo giorno di scuola avevano lasciato a lui la decisione – rimanere blu oppure ritornare al suo stato naturale di invisibilità.
David era andato in bagno. Mancava un’ora all’arrivo dello scuolabus. Aveva riempito d’acqua il lavandino. Si era lavato via tutto il blu e si era guardato allo specchio. Mentre si lavava i denti, aveva osservato lo spazzolino librarsi a mezz’aria. Ne era rimasto terrorizzato. Aveva deciso di rimanere blu.
Così aveva frequentato la scuola sempre dipinto di blu. Non si era fatto nessun amico ed era diventato il Reietto Blu.
Durante tutto il liceo Reietto Blu aveva resistito alla tentazione di infilarsi nello spogliatoio delle ragazze. Non era mai andato a sbirciare nel registro dell’insegnante. E aveva sempre pagato il biglietto per andare al cinema.
Diplomatosi con una mediocre votazione, aveva trovato lavoro in un call center e aveva preso un miniappartamento in una laterale di Church Street. Conduceva una vita solitaria. Ogni mattina si dipingeva regolarmente di blu, come altri si radono. Nessuno aveva mai sospettato che fosse invisibile. Pensavano solo che fosse un tipo strambo.
E poi un giorno, un mercoledì, Reietto Blu aveva fatto tardi al call center. Aveva dovuto aspettare l’autobus delle sei e zero quattro. Di solito prendeva quello delle cinque e un quarto. E l’aveva vista. Era difficile che passasse inosservata: era arancione.
Reietto Blu era in fila per salire dalla porta anteriore. Esilio Arancione stava scendendo dalla porta posteriore. Per un istante i loro sguardi si erano incrociati, ma niente di più.
Reietto Blu aveva cambiato abitudini. Aveva cominciato a prendere ogni giorno l’autobus delle sei e zero quattro. Reietto Blu ed Esilio Arancione si dimostravano un reciproco interesse sempre crescente. I loro sguardi si incrociavano per periodi sempre più lunghi. Reietto Blu cercava di essere l’ultimo a salire sull’autobus. Esilio Arancione faceva in modo di essere la prima a scendere. Si scambiavano un cenno di saluto quando si incrociavano per strada. Non si erano ancora parlati né si erano presentati. Non sembrava essere così urgente.
Andavano avanti così da sei settimane, quando un giorno si scatenò una tempesta sulla città. Ai primi rovesci era seguita una pioggia battente. Un fulmine era caduto vicino al call center di Reietto Blu. Erano le sette e mezza. Aveva perso l’autobus delle sei e zero quattro. Era rimasto da solo in ufficio. Il tuono era rimbombato nella stanza. Lui era andato alla finestra per vedere se c’erano stati danni.
In quel momento esatto anche Esilio Arancione stava guardando fuori dalla finestra del suo appartamento. Il call center e l’appartamento di Esilio Arancione erano uno di fronte all’altro, al secondo piano di due edifici adiacenti.
Reietto Blu aveva guardato Esilio Arancione. Un fulmine aveva illuminato il cielo. Esilio Arancione si era infilata un dito in bocca. Lo aveva tirato fuori. Non era più arancione. Era invisibile. L’aveva teso in avanti perché Reietto Blu potesse vederlo.
Reietto Blu aveva iniziato a piangere. Le lacrime gli tracciavano solchi di invisibilità sulla faccia. Si era allontanato dalla finestra e si era spogliato. Nudo, era sceso al piano terra, era uscito sotto la pioggia e aveva guardato dall’altra parte della strada dove dei piedi color arancio e delle gambe color arancio erano fermi in una pozza color arancio.
Erano rimasti immobili sotto la pioggia. Reietto Blu aveva alzato lo sguardo verso il cielo e aveva allargato le braccia. La pioggia gli cadeva sulla faccia. Si era guardato le mani e non le aveva viste. Aveva guardato dall’altra parte della strada e non era riuscito a vedere neanche Esilio Arancione.
Da allora nessuno di loro è stato più visto.

Splendido quando scrive: "Le lacrime gli tracciavano solchi di invisibilità sulla faccia.".

Tutti i miei amici sono supereroi è edito da Meridiano zero, tradotto da Filippo Patarino e Marco Vicentini, ha 160 pagine (scritte con un carattere piuttosto "comodo") e costa 9 Euro.

Shape


tempofuoriluogo.blogspot.com

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Tutti i miei amici sono supereroi, di Andrew Kaufman – libro di genere, non mi chiedete quale, si dice così, ma davvero carino.


www.wellaaa.splinder.com

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Non è un fumetto, anche se dal titolo e dalla bella copertina vorrebbe sembrarlo. Tutti i miei amici sono supereroi della Meridiano zero è un bel racconto di uno scrittore esordiente, tale Andrew Kaufman che di professione fa le trasmissioni in radio. Avete mai pensato a come può essere dura la vita quando la tua ragazza è una supereroina e la sua compagnia è formata tutta da supereroi, mentre tu sei l’unico "normale"? Peggio ancora se un ex geloso ti gioca uno scherzo drammatico...
Da leggere, in pochissimo tempo (gente come Mike o Codex ci metterà mezz’ora), e gustare. Poche parole per fiflettere in modo simpatico, fantasioso, originale. Più che un nuovo piccolo principe, come ho letto in qualche recensione, forse finalmente abbiamo trovato l’erede di Douglas Adams, autore della Guida Intergalattica per Autostoppisti.