angolonero.blogosfere.it, 24.6.10 |
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Quante volte un uomo può tradire prima di rinnegare se stesso?
Tutti cercano Berg. Lo vuole Château, che ha costruito sullaffaire Berg la sua carriera nellUsine, i Servizi Segreti francesi. Lo cerca Milard per pareggiare un vecchio conto. Lo insegue Mauber per salvarsi la vita. Lo cerca Forrestier perché così vuole Château. Lo vuole Giraud o forse no, Giraud vuole solo sapere che parte ha, lui, in questo gioco di cui non conosce le regole e che gli ha rovinato la vita.
Ma chi è Berg?
Un uomo in tuta da jogging non esita a uccidere pur di preservare un segreto. Un omicidio alla luce del sole, perché chi uccide non tenta nemmeno di nascondere il suo misfatto. Sta solo eseguendo degli ordini.
Il redde rationem avviene durante i funerali di Dieterich, quando vedova, sbirri e criminali si danno appuntamento al cimitero. E qualcuno spara. Ma quello che sembrava lepilogo è invece linizio di una fuga e di un nuovo sodalizio, dagli esiti purtroppo infausti.
Operazione Atlanta (Last Affair, pubblicato in Francia per la prima volta nel 1985) è un raro esemplare di noir verace. Roba che la maggior parte di ciò che chiamiamo noir in Italia è, al confronto, grigio pallido. Un noir datato, certo: si poteva ancora fumare negli uffici e nei locali, mancano tutti i riferimenti alla tecnologia a cui siamo ormai avvezzi. Ma è un romanzo di grandissima atmosfera e di eccellente approfondimento psicologico. Complesso, perché man mano che i pezzi del puzzle si ricompongono il quadro di insieme si fa sempre più sfumato. Serrato, condensato, Operazione Atlanta non fa prigionieri, non lascia spazio alla speranza. Il drammatico crescendo finale, le considerazioni sulla vita e sulla morte, la superiore ragion di Stato che prevale sulletica personale: il quadro disegnato da Hugues Pagan è desolante.
Pagan, ex funzionario della Polizia francese, attualmente scrittore e sceneggiatore, ha esperienza di ciò che scrive e perizia nel costruire una storia sentimentale e drammatica. Di questo romanzo lottavo pubblicato da Meridiano zero rimangono soprattutto due riflessioni: la paura delle oscure trame del potere e le amare riflessioni sullinutile agonia del vivere.
Da leggere, assolutamente, se amate le emozioni forti.
Alessandra Buccheri
www.arterotica.eu, 7.6.10 |
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"Il sentimento che anima la maggior parte dei miei personaggi è la rabbia. Io cerco di mettere in scena degli uomini in rivolta." (Hugues Pagan)
Operazione Atlanta è un thriller-poliziesco ambientato nelle menti megalomani e deviate di agenti e serial-killer che ricercano la propria identità umana tra i bistrot assolati di una Parigi perbene e "innocente" e le "maison" strucide e maleodoranti di donne e uomini giunti stanchi e delusi al capolinea della propria moralità.
Operazione Atlanta è il tentativo di riabilitare vite di uomini soli e furiosi col mondo per essere stati ciò che sono ma che non avrebbero mai voluto essere.
Operazione Atlanta è il riscatto sociale del buono con la maschera da cattivo.
Operazione Atlanta è il giudizio finale di uomini malvagi e manipolatori per i quali è stato formulato anticipatamente il "Giorno del giudizio".
Operazione Atlanta è lo scorrere incalzante di emozioni, riflessioni e regolazioni di conti con il proprio essere uomo e donna; è la scelta determinante davanti ad un bivio le cui strade sono il Gran Canyon e la Valle dellEden.
Il tutto appare "leggero" e ferrante in uno stile letterario moderno e comunicativamente semplice; è lo slang delle nostre periferie, dei nostri ragazzi; crudo e veritiero che sa parlare alle menti comuni interpretandone sogni ed illusioni. È un romanzo apparentemente "innocuo", ma che in realtà scava nelle nostre perversioni, lavandone via la parte arrampicatrice ed egoistica per confermare il male mondiale che sovrasta lumanità: ovunque viva, qualsiasi lavoro svolga, luomo è un animale sociale che sfortunatamente si è risvegliato in un pianeta disabitato in cui ricerca incessantemente la sua socialità...
E per questo non accetta che nessuno lo ostacoli. Per un nobile fine si può osare un ignobile mezzo!
Clau P.
cinemadadenuncia.splinder.com, 17.6.10 |
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Parigi. Nel suo ufficio, il commissario capo Château legge il documento Operazione Atlanta, uno studio di carattere teorico riguardante Berg, terrorista internazionale in grado di rovesciare il sistema. Un killer in tuta da ginnastica fredda il malavitoso Rolf Dieterich nella sua Ford Mustang. Lispettore Milard, cinquantenne malato di cancro in stadio avanzato, entra in servizio. Suzanne Vauthier, vedova da tre mesi, si reca in questura per denunciare il furto dei sette Cavalli della Felicità, statuette del periodo Ming trafugatele nel suo appartamento. Nella metropolitana una ragazza con il seno grosso abborda Mauber, lupo solitario ventottenne, e gli ruba il portafoglio. Giraud, giornalista trentasettenne col vizio dellalcool, si aggira "con la sua malinconia e il suo fallimento" rimuginando sulla morte di Dieterich.
Tra cielo e asfalto, entrambi grigi, si consuma il Last Affair di uomini e donne incastrati in casi più grandi di loro. Individui in lotta gli uni con gli altri nella migliore delle ipotesi, più spesso alle prese con se stessi, con le proprie debolezze e la caducità delle loro vite. Più di cento pagine cariche di minacce e segnali sinistri preparano lesplosione del dramma. Poi un capitolo (il dodicesimo) incastonato di memorie lontane, liriche e struggenti come un libro mai scritto. A seguire un funerale che si trasforma in campo di battaglia, con uno degli scontri a fuoco più incerti e astratti che sia dato concepire. Infine la reazione a catena.
Quello di Pagan non è un romanzo incalzante e avvincente, è un noir che ha interiorizzato la destabilizzazione: la costruzione a montaggio alternato di Operazione Atlanta oggettiva letterariamente il disordine incombente, la catastrofe già in atto. La struttura portante del racconto non è più il capitolo, ma il paragrafo, vettore provvisorio di frammenti narrativi che scheggiano impazziti verso il punto zero della guerra totale. Non il classico conto alla rovescia, ma un diagramma a blocchi del caos incipiente. Lucidità e imponderabilità._
In questo scenario entropico si agitano personaggi spossessati del proprio futuro (lispettore Milard, la borseggiatrice Céline), depredati della propria indipendenza (il cronista giudiziario Giraud, il lupo solitario Mauber), costretti a rifugiarsi in quartieri periferici (lispettore ƒliane Forrestier) o così inavvicinabili da agire dietro le quinte (Berg limprendibile). Pedine di uno scacchiere sul punto di saltare in aria o, nelle parole morfiniche di Milard, attori di una tragica e insensata farsa: "Questi uomini e queste donne, senza nome e senza volto, queste ombre, questi soldati di una guerra di fantasmi
".
Presenze ridotte a meccanismi di un ingranaggio, queste entità non sono in grado di imporre una prospettiva superiore agli eventi: il punto di vista della narrazione (rigorosamente in terza persona) si deposita a intermittenza nei loro sguardi senza mai fissarvisi stabilmente. Cosa resta allora di umano in Operazione Atlanta? Sensazioni che parlano un linguaggio inappellabile ("Tra i grappoli di note taglienti della chitarra elettrica, lesse che Rolf era veramente morto"), notazioni di mordente amarezza ("un vento grigio e polveroso spazzava la strada, importuno e distaccato come un rimorso") e atmosfere di rovinosa indifferenza ("Cominciavano a cadere dolcemente, quasi a malincuore, i primi fiocchi di neve, un sottile sudario non diverso dagli altri"). Un noir definitivo. Apocalittico.
Alessandro Baratti
corpifreddi.blogspot.com, 14.10.10 |
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«Abbiamo misurato accuratamente il nostro cammino, in lungo, in largo e di traverso, abbiamo guardato a destra e a manca, ci siamo voltati indietro per essere sicuri di non aver dimenticato nulla. Certo, restano dei rimpianti, talvolta dolorosi: se le cose fossero andate diversamente
Quella volta, quellaltra
Prima o poi ci rendiamo conto che stiamo commettendo un orrendo delitto: sperare.»
Operazione Atlanta è senza dubbio il noir più nero che ho mai letto. Le prime pagine mi avevano un po disorientata. La storia mi era sembrata da subito troppo ingarbugliata e invece
invece ha continuato ad ingarbugliarsi sempre di più, pagina dopo pagina ma con uno stile narrativo così fluido e perfetto che ho divorato le 250 pagine del libro senza neanche accorgermene.
«Quante volte un uomo può tradire prima di rinnegare se stesso?»
Eliminare Berg, un ex terrorista internazionale, ad ogni costo e con ogni mezzo. Questo è quello che vuole il commissario capo Chateau, e per raggiungere il suo scopo ogni stratagemma è lecito, ogni persona una pedina da usare e manipolare fin tanto che serve. Come il detective Milard, già vinto da un ignobile destino o Mauber, un ex combattente dei corpi speciali.
Omicidi in pieno giorno, sparatorie da Far West, sicari spietati e qualcuno nellombra che tiene i fili di una storia che non ha eroi o vincitori. Tutto in una Parigi ben lontana dalla città degli innamorati come siamo abituati ad immaginarla noi, ma grigia e malinconica come lanima dei personaggi che popolano le pagine di questo capolavoro. E già i personaggi
Pagan è un maestro della caratterizzazione. I protagonisti di Operazione Atlanta sono così dannatamente vivi che sembrano uscire dal loro mondo di carta e inchiostro e girarti intorno creando un vortice di azioni e dialoghi al cardiopalma.
Berg sembra fregarli tutti, la caccia continua, la storia procede veloce. Sembra quasi di guardare un film spingendo il tasto fast forward. I personaggi si sovrappongono, le scene cambiano, le situazioni si ribaltano. Alla fine mi sono resa conto che trattenevo il respiro. Ho chiuso il libro e con grande rammarico sono scesa dalla giostra.
Operazione Atlanta di Hugues Pagan edito da Meridiano zero è stato pubblicato in Francia nel 1985. In Italia è arrivato un po tardi, come spesso capita alle opere migliori. Leggendolo si capisce che è un po datato. Si può ancora fumare nei luoghi pubblici, negli uffici i computer sono ancora delle chimere, tuttavia la storia non ne risente, anzi, è un romanzo talmente forte e intenso che non può lasciare indifferenti.
Non rinunciate al piacere di conoscere Pagan, e solo dopo potrete dire veramente di aver letto un noir.
Marianna De Rossi
Film TV, 18.6.10 |
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Ballate, piombo e angeli perduti
Non sono un lettore centometrista: mi piace leggere con calma e una volta finito il libro rileggerlo da cima a fondo. Di seguito i sette titoli che ho assaporato negli ultimi tre mesi. Buona lettura.
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7 - Hugues Pagan, Operazione Atlanta, Meridiano zero
Tra cielo e asfalto, entrambi grigi, si consuma il Last Affair di uomini e donne incastrati in casi più grandi di loro. Individui in lotta gli uni con gli altri nella migliore delle ipotesi, più spesso alle prese con se stessi, con le proprie debolezze e la caducità delle loro vite. Più di cento pagine cariche di minacce e segnali sinistri preparano lesplosione del dramma. Poi un capitolo (il dodicesimo) incastonato di memorie lontane, liriche e struggenti come un libro mai scritto. A seguire un funerale che si trasforma in campo di battaglia, con uno degli scontri a fuoco più incerti e astratti che sia dato concepire. Infine la reazione a catena.
Joseba
www.laltrapagina.it, 5.8.10 |
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Letture sotto lombrellone
Agosto è iniziato e le città si svuotano improvvisamente. Cominciano le ferie, si preparano le borse per andare al mare e la preoccupazione maggiore è quella di avere messo tutto in valigia. Caricabatterie per cellulari, Ipod, portatili, magliette, ricambi e quanto altro. Tra le mille cose, però, è meglio anche non farsi mancare un libro, un piacevole modo per passare un po di tempo in spiaggia, sdraiati in un cortile o per conciliare il sonno. Come sempre lofferta è molto ampia e per aiutarvi in eventuali scelte abbiamo provato a leggere qualche titolo.
Operazione Atlanta, Hugues Pagan, Meridiano zero
Uscito a metà degli anni ottanta il volume fa parte della narrativa noir e investigativa francese, quella stessa che oltralpe ha avuto una scuola deccellenza e che ha dato vita a opere di ottimi esponenti del genere che ambientavano le storie spesso tra Parigi e Marsiglia. Hugues Pagan non sfugge a queste caratteristiche. Il volume è una storia intricata e scorrevole con una attenzione ai particolari quasi morbosa, che però non fa perdere niente al lettore. La trama si incentra sulla cattura di un ex terrorista, Berg, dando vita a una serie di eventi e di giochi di potere che coinvolgeranno diversi protagonisti, ben caratterizzati e delineati in un contesto dipinto magistralmente dallautore che sembra un pittore della scena. E da buon artista fa in modo che la storia che si dipana sia frutto di un intrigo che sfocerà nellazione pura, coinvolgendo totalmente il lettore amante del noir.
Pagan è capace di risultare particolarmente attendibile e veritiero grazie anche al suo passato di poliziotto ed ispettore che lo ha visto insofferente alla corruzione e allintolleranza delle forze dellordine, cosa che ha spesso denunciato nelle sue opere e che lo ha spinto a dare le dimissioni. Classe 1947, nato in Algeria e trasferitosi a Parigi a ventanni, Hugues Pagan è portato in Italia da Meridiano zero che già ha pubblicato altri 7 romanzi dellautore doltralpe.
Gianfranco Broun
liberidiscrivere.splinder.com, 8.6.09 |
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"Ci sono i morti e ci sono i vivi. E poi ci sono gli altri, quelli che sono provvisoriamente ancora in vita, ma hanno già oltrepassato il confine."
Friedrich Bergmann detto Berg è un ex terrorista internazionale, pericoloso, addestrato a sfuggire ad ogni controllo, una bomba ad orologeria di immensa potenza, imprevedibile, pronta ad esplodere in qualsiasi momento. Per catturarlo o meglio per organizzare la sua defezione esiste un piano denominato "Operazione Atlanta", un piano teorico ma studiato nei minimi dettagli da chi era stato il responsabile della sua formazione negli anni Sessanta, prima che Berg tradisse. Ora Berg è pronto a costituirsi, a tornare allovile, in cambio di protezione e di una "contropartita" ma non tutto andrà secondo i piani. Tre uomini per ragioni diverse sono sulle sue tracce: il commissario capo Château, il detective Milard, il mercenario Mauber con un passato nei corpi speciali. Mentre loro consumano le loro alleanze e si dipiegano in una caccia senza tregua lasciando dietro di sé un inevitabile scia di sangue, Berg come un ombra inquietante, come un fantasma sfugge ad ogni trappola, e si prepara ad attuare la sua atroce vendetta.
Per gli amanti del noir ormai Hugues Pagan è una garanzia, unicona indiscussa del polar francese capace di sfornare capolavori ogni volta che da alle stampe un libro. Operazione Atlanta è un libro semplicemente straordinario, scritto a mio avviso in modo perfetto. Sullo sfondo una Parigi stanca e malinconica, sporcata di pioggia, che ben rispecchia lumore dei personaggi ombre consapevoli della propria debolezza e fragilità schiacciate da un destino ineluttabile che pesa come una maledizione come nel caso di Milard condannato da un male incurabile. Lo stile è essenziale, caratterizzato da dialoghi secchi e decisi, e da un contenuto romanticismo decadente molto chandleriano che da ai personaggi soprattutto quelli femminili una spiccata valenza mitica. La scrittura è serrata, quasi asfissiante, la narrazione caustica bilanciata dal realismo con cui descrive gli ambienti e le atmosfere a cui alterna uno scavo psicologico dei personaggi impietoso e spiazzante. Sprazzi improvvisi di lirismo struggente colorano la prosa tersa e sincopata dai toni cupi e crepuscolari. Lintensità a tratti poetica, il fascino struggente, il dolore vero che affiora portando con sé un magma di disillusione e disincanto lasciano nel lettore un retrogusto amaro. Splendido e nello stesso tempo tragico il finale che dopo un crescendo drammatico e incalzante, in un vero gioco al massacro, non lascia vincitori. Ottima la traduzione di Peppino Campo e suggestiva la copertina illustrata da Jean-Claude Claeys.
Giulietta Iannone
www.macademia.it, 1.12.10 |
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Ci sono autori capaci di ricreare atmosfere e di fartele vivere. Hugues Pagan, a mio avviso, è uno di loro. Operazione Atlanta è un testo del 1985 ripubblicato nel 2010 da Meridiano Zero. Non ci sono computer e non ci sono diavolerie tecnologiche; al loro posto ci sono uomini e donne pulsanti di vita, di emozioni e di contraddizioni. "Fidarsi degli uomini è già farsi uccidere un po" recita la citazione iniziale di Céline e se cè una cosa che manca nel libro è proprio la fiducia. In quella lunga battaglia che è la vita si scende in campo da soli e si muore in solitudine. Non importa che durante lo scontro, in quegli anni che ci sembrano eternamente nostri, si costruiscano alleanze, si instaurino amicizie o si concretizzino amori. La verità quella raccontata da Pagan è che nulla ci appartiene e nulla è destinato a durare. Non ci sono vincitori ma solo diversi tipi di sconfitti. Rimane alla dignità delluomo e alla sua statura morale ed etica, decidere come interpretare il ruolo che gli è stato imposto dagli eventi. Oppure, cercare di modificarne il corso. Ma questultima è unaltra battaglia e la disfatta è ancora più bruciante.
Fabio Fracas
www.mangialibri.com, 2.3.11 |
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Il commissario Chãteau è un uomo indurito dallesperienza, seduto dietro la sua scrivania scorre le pagine che nascondono i dettagli delloperazione denominata Operazione Atlanta. Nessuno, a parte lui, conosce i particolari del piano. Nemmeno Milard, il poliziotto affetto da un tumore che deve occuparsi del furto di otto preziose statuette rubate ad una donna dellalta borghesia parigina. Non li sapeva luomo che è stato ucciso dentro la sua macchina, nel garage di casa sua. Ne è alloscuro Giraud, un ex-poliziotto passato alla malavita, con la fissa per la scrittura e spiato a distanza dai suoi vecchi colleghi. Non lo sa ƒliane, che insieme a Milard, sta pedinando da giorni Mauber, un delinquente con i contatti giusti che ancora non sa di stare per essere incastrato: qualcuno gli metterà addosso della droga così potrà essere arrestato. In questo modo Mauber dovrà scegliere: finire in prigione o collaborare con la polizia e aiutarli a trovare il boss della malavita Berg
Ancora una volta Hugues Pagan trasporta il lettore in una Parigi che farebbe inquietare il delinquente più incallito. Lintreccio appare come un pretesto per raccontare la storia di una città, forse la vera protagonista del romanzo, in balia di poteri più grandi di lei, dove la luce si confonde con le tenebre, dove nessuno è mai del tutto innocente. È in questa Sin City francese che si muovono i tanti personaggi che rappresentano le pedine con le quali il misterioso regista che si nasconde dietro lOperazione Atlanta intende arrivare al suo obiettivo. Lautore, di origine algerina, con un passato da poliziotto, narra le vicende di tutti i suoi personaggi in terza persona, avvicinandosi di volta in volta ad ognuno di loro. Così, in un romanzo a incastro un po à la Pulp Fiction, ogni personaggio interseca inconsapevolmente la sua vita con quella degli altri e contribuisce a mandare avanti la storia che il lettore segue senza mai annoiarsi. Come chi cerca di ricostruire un puzzle (di quelli con più di tremila pezzi, tutti piccolissimi) chi legge deve cercare, a volte con un po troppa fatica, di raccapezzarsi tra le tante vicende che Pagan si diverte a intrecciare. Di fatto il lettore è trattato alla stessa stregua dei poliziotti sotto gli ordini del commissario Chãteau, lunico a conoscere i dettagli dellOperazione Ataltanta. Lautore, già autore di molti altri romanzi noir (tra cui la bella trilogia del poliziotto Chess) ci fa sudare per correre dietro, insieme ai suoi protagonisti, al fantomatico Berg, la cui presenza aleatoria getta la sua ombra di morte su tutto il romanzo. Eppure con una scrittura come la sua, lirica ed emotiva, fredda e mortale come la canna di una pistola, costruita su periodi periodi brevi, dialoghi da film e descrizioni hard-boiled, alla fine della corsa dietro Berg la stanchezza è veramente lultima cosa a farsi sentire.
Fabio Napoli
www.mescalina.it, 19.7.09 |
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Un commissario, un ex terrorista, un detective dall«inconfondibile fiuto investigativo e un giustiziere da una parte. Uno dei più geniali sassofonisti del jazz e il suo capolavoro dall«altra. Un noir estivo da risolvere sotto l«ombrellone. Non preoccupatevi, sto parlando di due cose completamente diverse ma che potreste abbinare su una spiaggia assolata, sorseggiando un fresco cocktail.
Operazione Atlanta (Meridiano zero, 2010) è l«ultimo, geniale, libro di Hugues Pagan dalle atmosfere fumose, un noir complesso ed intrigante che potrebbe vantare come colonna sonora Out to Lunch di Eric Dolphy a sottolineare la fotografia decadente e romantica che Pagan ci mostra.
Sia il libro che il cd sono capaci di regalare emozioni forti dandoci quel brivido piacevole che d«estate solitamente cerchiamo. Ma attenzione che Berg, l«ex terrorista, potrebbe attuare da un momento all«altro la sua vendetta e lo scrittore Hugues Pagan regalarvi tratti di intensità e poesia fino al crescendo finale, allo stesso tempo epico e tragico.
Eric, pestando sul suo sassofono, segue passo passo la storia, il regista Pagan cattura un primo piano straordinario, Dolphy va a rimarcare col suo ensemble quell«atmosfera drammatica e piena di tensione di una Parigi nera, potrebbe accadere l«inevitabile.
Ormai la spiaggia è scomparsa, il mare è un ricordo lontano, siete solo voi lì con il libro, le cuffie nelle orecchie a seguire gli sviluppi di una trama avvincente.
Entrambi sono un pugno nello stomaco, musicista e scrittore, entrambi creano un«atmosfera da cui è difficile staccarsi. Poetici, romantici, ineguagliabili. Operazione Atlanta è l«ennesimo capolavoro di Hugues Pagan, l«ennesimo ingranaggio perfetto di uno dei migliori scrittori francesi viventi. Una perfezione che ritroviamo anche in Dolphy, il sax contralto più sfuggente e impressionante della storia del jazz. Che ne dite, li facciamo cenare con noi stasera?
Francesco Bove
Pegasus descending, 6.7.09 |
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"Il sentimento che anima la maggior parte dei miei personaggi è la rabbia. Io cerco di mettere in scena degli uomini in rivolta."
Sono parole di Hugues Pagan a proposito dei suoi personaggi, dolenti anime solitarie sullo sfondo di una Parigi lontana anni luce da quel clima da grandeur francese un po arrogante a cui siamo soliti accostare il sentimento dOltralpe. O, almeno, eravamo soliti accostare prima della scoperta del polar francese, del noir declinato con la erre rutilante di scrittori di diverse spanne sopra il mainstream. Pagan, da poco in libreria con Operazione Atlanta, un "nuovo" lavoro risale al 1985 ma per la prima volta viene tradotto in italiano dalla Meridiano Zero di 25 anni fa appartiene a questa genia di scrittori. Sempre oltre i confini del genere cavalcando una terra desolata senza consolazione.
Andrea Pelfini
Pegasus descending, 21.7.09 |
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Forse un po tutti gli scrittori sono dei misantropi disillusi da quellanimale bipede e spelacchiato che si aggira per il pianeta Terra e comunemente classificato come Homo sapiens sapiens. Però Hugues Pagan va ben oltre la semplice rappresentazione di anime perse, mettendo invece in scena nei suoi romanzo noir una serie di personaggi gli uni più fottuti bastardi degli altri e tenuti insieme da inaspettati boccioli di poesia sparsi in un mare di merda: "Milard sapeva che lamore finisce, e che, molto più tardi, finisce anche lodio e rimane solo un grande e stanco silenzio, una pace senza fine, quasi una pena eterna inflitta da un inflessibile specialista con le sembianze di un ragioniere asettico".
In Operazione Atlanta, romanzo del 1985 appena portato in Italia dalla sempre ottima Meridiano zero, non si salva nessuno. Soprattutto la polizia e i poliziotti, coloro cioè, che dovrebbero guardarci le spalle da inculamenti vari, sono i primi ad aggirarsi per la terra desolata di una Parigi mai così perduta a infilare un casino dietro laltro, a tramare nellombra e ad ammazzare per rincorrere oscure trame politico-sovversive in grado di mettere in ginocchio la Francia e a repentaglio la vita di migliaia di ignari cittadini dOltralpe. Perché? Perché inseguire un terrorista indeciso che ogni due per tre cambia casacca spostandosi una volta al di qua e unaltra al di là della del tutto teorica linea di confine tra Stato e Antistato? Il bello sta proprio qui: nessuno lo sa. Insomma, un acuto e preparato analista dei Servizi Segreti francesi stila un ampio, complesso e articolato rapporto in cui Berg, capo di una frangia terroristica, è il protagonista. Il farlo fuori è ben più di una possibilità, nonostante quello stesso analista ne metta in risalto le numerose variabili che, andando storte le cose, potrebbero far saltare il banco che, detto in altri termini, significa una nuova ondata di bombe sparse per la Francia. A scherzare con il fuoco ci si brucia.
Ch‰teau, un commissario e capetto dellUsine, sembra essersi convinto a lasciare da parte la prudenza e ogni possibile remora pur di catturare, vivo o morto, Berg. E per farlo è disposto a tutto, a cominciare dallammazzare un ex socio e amico del terrorista, così da costringerlo ad esporsi pubblicamente durante i suoi funerali e offrire una occasione ai sicari della polizia per farlo fuori. Le cose, manco a dirvelo, mica vanno sempre come uno prevede. Ma tutto stava in quel rapporto già citato e intitolato "Operazione Atlanta". Berg non è pollo da attrarre in una banale trappola, non è un fesso qualsiasi che per correre dietro ai ricordi dei tempi andati con gli amici defunti si lascia mettere il sale sulla coda. Berg è un professionista del terrorismo internazionale, mica pizza e fichi.
Se, a tutto ciò, aggiungiamo poi la presenza di un poliziotto che non ha più nulla da perdere a causa di un fottuto cancro ai polmoni, Milard, e a un ex agente dei corpi speciali, Mauber, a cui vengono pestati i piedi, bruciati quei pochi propositi di serenità appena conquistata e perduta la speranza di un amore, le cose non possono che finire male. O anche peggio.
Il noir di Hugues Pagan, maestro del polar francese, è probabilmente una delle letture più nere, cupe e senza speranza in cui possiate imbattervi. I suoi personaggi sono tutti declinati in una infinita serie di sfumature grigie e il futuro è un gatto nero attaccato ai coglioni da cui non aspettarsi nulla di buono. Pagan trasferisce al noir e alla letteratura di genere alcuni dei concetti dellEsistenzialismo degli anni belli di questa corrente filosofica, su tutti il pendolo tra langoscia e il dolore che è la vita teorizzata da Kierkegaard. Leggere Pagan significa essere scaraventati in un mondo oscuro, corrotto e perennemente fottuto di cui Operazione Atlanta è un fulgido esempio. Il Bene e il Male non esistono nelle pagine dello scrittore francese, ma sono una chimera, una amalgama mostruosa di cui è impossibile individuare un sopra e un sotto, un avanti e dietro: "Abbiamo misurato accuratamente il nostro cammino, in lungo, in largo e di traverso, abbiamo guardato a destra e a manca, ci siamo voltati indietro per essere sicuri di non aver dimenticato nulla. Certo, restano dei rimpianti, talvolta dolorosi: se le cose fossero andate diversamente
Quella volta, quellaltra
Prima o poi ci rendiamo conto che stiamo commettendo un orrendo delitto: sperare".
Andrea Pelfini
www.scanner.it, 28.6.09 |
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In una Parigi nera, la scrittura di Pagan inietta il nichilismo di chi non crede che il mondo possa cambiare. I suoi personaggi vivono di tormenti, divisi da contraddizioni e pervasi da ambiguità diffuse. Nelle sue opere non si esce con la speranza e non ripristina un ordine ufficiale, poiché la realtà è caos e le regole di vita sono indefinite e connotate da tinte grigie.
Operazione Atlanta procede per incastri successivi fino a costruire un gioco di potere che rischia di travolgere i protagonisti. Il commissario Château, boss dellUsine, ha messo in atto un operazione per catturare vivo o morto Berg, ex terrorista, ma dallidentità oscura. Ma Berg esiste o è solo il frutto maligno di una macchinazione? Château non ha fatto i conti con i cani sciolti: Milard, detective sbattuto dal dolore, ma dal fenomenale fiuto investigativo che sta mettendo il naso dove non dovrebbe e Mauber, giustiziere al di fuori delle regole con un passato nei corpi speciali, forse lunico in grado di scoprire chi è Berg. Saranno loro a stringere unimprevista alleanza che costerà cara ai registi occulti delloperazione e che si concluderà con un lungo percorso violento, che lascerà strabiliati i lettori. Il romanzo sorprende per i continui cambi di scena e grazie ad una tensione crescente, combinato al primo piano disegnato su personaggi carismatici nel delineare il loro impasse emotivo, esprimendo a muso duro lamaro sapore decadente di un quotidiano che regala attimi lirici fino al tramonto di un lungo giorno.
Matteo Merli
www.sugarpulp.it, 27.7.09 |
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"Destabilizzazione
abbiamo imparato tutti a ragionare nello stesso modo. Giochiamo tutti la stessa partita."
Parigi, anni 80. Limprendibile Berg, fantasma del terrorismo internazionale, "bomba a orologeria di immensa potenza" e uomo addestrato a "sfuggire ad ogni controllo", è di ritorno in città, e qualcuno dei membri dellUsine quartier generale della Polizia Giudiziaria parigina rischia di rimetterci la testa; certo, a patto che non si tratti di una semplice trama di potere ordita, per fare un po di pulizia, da qualche alto funzionario.
In questo caso, gli unici elementi perturbanti sarebbero il vecchio Milard, detective di lungo corso involontariamente responsabile dellideazione della misteriosa Operazione Atlanta, e il piccolo criminale (ed ex membro dei corpi speciali) Maubert
Nella rilettura di Pagan, il Polar recupera tutto il portato esistenzialista delle origini: i suoi protagonisti traducono in termini moderni la metafora pascaliana della solitudine metafisica quella espressa attraverso limmagine delluomo depositato, dormiente, su unisola deserta, che si risveglia solo, senza sapere dove si trovi, o come uscirne. Milard e Maubert sono singoli antieroi (non semplicemente solitari, ma soli), catapultati nella notte e per la strada; naufraghi che solcano il mondo alla ricerca di una briciola di redenzione, e, scoperto che lunica via duscita (e non di fuga) dalla miseria quotidiana è la morte, ripiegano su unanacronistica e per nulla salvifica etica del dovere e dellonore.
Se, nei più noti romanzi della trilogia paganiana (Dead End Blues, La notte che ho lasciato Alex e Quelli che restano), il fallimento dei singoli protagonisti, narratori autodiegetici il cui punto di vista è imposto al lettore attraverso linserimento di lunghi monologhi in bilico tra il discorso indiretto libero e il flusso di coscienza parzialmente emendato dalluso (imprevedibile) della punteggiatura diviene, per sineddoche, simbolo dello scacco esistenziale dellintera umanità, in Operazione Atlanta, la stessa, pessimistica, visione del mondo è veicolata da un narratore extradiegetico che si esprime al passato e in terza persona.
Se lestremo soggettivismo della Trilogia (passaggio dal singolare alluniversale attraverso un romantico potenziamento dellio che coinvolge modi e contenuto dei romanzi) genera una forma espositiva sintetica e di grande impatto, laccumulazione di casi esemplari (dal detective malato alla donna rimasta sola, dalla semplice vittima al criminale in lotta contro il mondo, e così via fino a includere tutti i personaggi essenziali per leconomia generale del racconto) della quale lautore si avvale per la costruzione di Operazione Atlanta dà luogo ad una narrazione altrettanto efficace, e tuttaltro che prolissa.
Semplicemente imperdibile.
Fabrizio Fulio-Bragoni
www.thrillermagazine.it, 20.9.09 |
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Lo dico subito. Certi libri della Meridiano zero andrebbero acquistati non fosse altro che per le copertine (strepitose). Per cui, quando ho adocchiato il sopraccitato in una delle solite librerie di Siena, visto e preso.
In breve. A Parigi il commissario Château deve catturare, vivo o morto, Berg, ex terrorista, schedato tra i grandi criminali con la collaborazione del detective Milard e di Mauber, un passato nei Corpi Speciali, il più adatto a contattare il Boss (ad un certo punto gioca interminabili partite a scacchi da solo. Mia fissazione
). Altri "interpreti" di rilievo Giraud che si tira dietro "la sua disperazione come si porta a spasso un bambino"; lispettore capo Eliane Forrester (colleziona revolver e pistole), corpo muscoloso, capelli corti, occhi chiari, innamorata di Mingus e in contrasto con il suo superiore Janko whisky a go-go, entrato nella storia per listinto del cacciatore.
Al centro della vicenda soprattutto Milard, ormai malato terminale che ha perso il gusto di "capire, smontare e rimontare i piccoli meccanismi dellanimo umano", ma anche gli altri "attori" hanno la loro parte rilevante.
Scrittura scarna, essenziale che fila dentro gli animi e le cose. Squarci di vita della città, pedinamenti, inseguimenti, lotta, sparatorie, morti ammazzati, astuzie, tranelli, colpi di scena (ma Berg cè o non cè?), tristezze, ricordi, delusioni, brutalità e sesso. E amore. Listinto dellamore.
Una specie di velo opaco che cala sulle vite, perfino sulla natura con gli "alberi spogli e immobili, i rami scheletrici e quasi patetici, che si protendevano inutilmente verso il cielo grigio". E un brivido di tristezza ci coglie nel momento stesso in cui riaffiora la frase fissa e monotona di Milard "Tutto quello che si è incominciato si deve portare a termine".
Fabio Lotti
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